Internazionale

L’Europa deve invertire la rotta, non correggerla

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di Oliviero Diliberto | da il Fatto Quotidiano blog

 

diliberto2Le soluzioni iper-rigoriste che l’Europa propone (e in troppi casi impone) ai paesi membri per uscire dalla crisi sono sbagliate. Peggio: aggravano la situazione.

 

Prendete la Grecia. Da un paio d’anni è costretta dalla Troika (Bce, Fmi, Commissione Europea) a fare manovre pazzesche con tagli draconiani. Risultato: crollo dell’economia, aumento vertiginoso del debito pubblico, sino al probabile fallimento finale. Le soluzioni imposte hanno schiantato la Grecia, altro che salvataggio.

 

Anche l’Italia di Monti ha fatto i compiti a casa assegnati dall’Europa. Molti tagli, pochissima equità, ma questo lo sappiamo. Eppure lo spread non cala e l’Italia è sempre sotto attacco.

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Gli Stati Uniti, il Qatar e gli islamisti

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da Atlas Alternatif | Traduzione a cura di Marx21.it

 

Egitto-Fratelli-MusulmaniIl New York Times del 3 gennaio 2012 titolava “Le aperture agli islamisti egiziani rovesciano la politica a lungo termine degli Stati Uniti” (Overtures to Egypt's Islamistis Reverse Longtime US Policy). L'articolo di David D. Kirpatrick e Steven Lee Myers sottolinea il fatto che Washington ormai si è adattata ai Fratelli Musulmani in Egitto dopo che questi si sono impegnati a rispettare le regole democratiche, il liberalismo economico e i trattati con Israele, nel momento in cui si accumulano le frustrazioni nei confronti del regime militare che viene accusato di voler confiscare il potere.

 

Recentemente John Kerry, ex candidato alle presidenziali in contrapposizione a Bush, oggi presidente della commissione degli affari esteri del Senato, e l'ambasciatrice Anne W. Patterson hanno incontrato tre alti dirigenti del Partito della giustizia e della libertà (Fratelli musulmani) egiziano, Essam El-Erian, Mohamed Saad Katani e Mohamed Morsi a Washington il 10 dicembre scorso. Secondo l'amministrazione Obama si tratterebbe di una nuova forma di Realpolitik, come quando Reagan aveva avviato negoziati con l'URSS sulla corsa agli armamenti. Questo rovesciamento di alleanze è stato esplicitato il 2 gennaio quando gli Stati Uniti hanno indirizzato un ultimatum al governo militare in merito alle perquisizioni avvenute presso alcune ONG filo-occidentali.

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La FSM invita a esprimere solidarietà alla lotta degli operai delle acciaierie greche Helleniki Halivourgia (Greek Steelworks)

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da Federazione Sindacale Mondiale - www.wftucentral.org

Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

 

APPELLO URGENTE

Federazione Sindacale Mondiale, Atene, Grecia - 06/01/2012

 

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La Federazione Sindacale Mondiale (FSM) fa appello a tutte le organizzazioni sindacali di tutto il mondo a esprimere solidarietà, con la ferma e dura lotta militante dei 400 operai dell’industria siderurgica greca "Helleniki Halivourgia" (Greek Steelworks), in sciopero da oltre 70 giorni, nonostante i ricatti e i licenziamenti della proprietà capitalista.

 

La lotta di quei lavoratori greci dell’acciaio non riguarda solo il loro lavoro e il bene delle loro famiglie, la loro lotta non è a solo vantaggio dei 750 operai che lavorano nella stessa società in altri stabilimenti; è la lotta di tutta la classe operaia greca contro il nuovo selvaggio attacco antioperaio iniziato da questa industria in nome di tutta la classe borghese e che pretende la riduzione della giornata lavorativa a 5 ore al giorno per 500 euro al mese, uno stipendio da fame per un lavoratore greco.

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Iran. Ucciso scienziato nucleare, si pensa al Mossad

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di Daniele Cardetta | su www.articolotre.com

 

Uno studioso iraniano è morto in un attentato proprio davanti all’università di Teheran. Lo scienziato prima di morire era molto attivo in alcune ricerche sulla separazione di gas. Secondo le autorità iraniane ci sarebbe la mano del Mossad dietro la tragedia, l’ennesima mossa per destabilizzare dall’interno il programma nucleare iraniano.

 

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Un attentato di fronte all’università Stiamo parlando di Mustafa Ahmadi Roshan, scienziato che lavorava presso il sito di arricchimento nucleare di Natanz. Roshan è stato ucciso questa mattina nei pressi della facoltà di Scienze Sociali presso l’Università “Allameh Tatabai“, locata nella zona nord-est di Teheran. Non un bersaglio qualsiasi dunque, bensì uno scienziato con un ruolo di primo piano all’interno di una delle centrali nucleari nell’occhio del ciclone per via del controverso programma nucleare portato avanti dalla Repubblica Islamica.


Secondo alcuni testimoni oculari sarebbe stato un motociclista a piazzare un ordigno esplosivo proprio accanto all’auto della vittima, e le forze dell’ordine hanno messo a setaccio tutto il quartiere in cerca di indizi e dettagli in grado di arrivare al mandante dell’assassinio. Lo studioso ucciso, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Fars, era un vice responsabile del dipartimento commerciale dell’impianto di Natanz, e lavorava da tempo a ” “un progetto per la produzione di membrane in polimeri per la separazione dei gas”.

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USA e Israele alle grandi manovre, obiettivo Teheran

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di Antonio Mazzeo | dal suo blog

 

missili iran-w300Saranno le esercitazioni più imponenti della storia dell’alleanza militare tra Stati Uniti d’America ed Israele e vedranno schierati decine di batterie missilistiche, cacciabombardieri, tank, sistemi radar, unità navali e migliaia di soldati provenienti dai reparti d’élite dei due paesi. Da fine gennaio in poi, ogni giorno potrebbe essere quello buono per l’avvio di Austere Challenge 12, il war game che rischia d’inasprire ulteriormente le tensioni politiche nella regione mediorientale. L’annuncio arriva una decina di giorni dopo le grandi manovre navali iraniane nello Stretto di Hormuz, conclusesi con il lancio sperimentale di tre missili a breve e medio raggio; Washington e Tel Aviv negano però, con non poca ambiguità, che l’esercitazione congiunta sia indirizzata contro Teheran. “Lo scenario comprenderà aventi simulati e addestramenti nel campo e non è una risposta ad alcuna situazione odierna”, ha spiegato un portavoce militare israeliano all’agenzia France Press. “Il comando delle forze armate USA in Europa, Eucom, e le forze armate israeliane conducono periodicamente esercitazioni in Israele, nel quadro di una lunga e stabile partnership strategica, finalizzate a migliorare i loro sistemi difensivi”.

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La nuova strategia militare obbliga gli Stati Uniti a stare ovunque ma con meno risorse

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di Armando Perez, Ria Novosti | da www.puntocritico.net

 

obama parlamento-w300Traduzione a cura del CeSPin – Puntocritico


La nuova strategia militare annunciata la settimana scorsa dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, conferma che i piani del governo statunitense sono diretti a perpetuare la propria egemonia come prima potenza bellica del pianeta per contenere l’espansione della Cina e degli altri paesi con economie emergenti.


Tra i punti chiave della strategia, esperti russi hanno rimarcato la rinuncia di Washington ai conflitti prolungati e costosi come quelli intrapresi in Irak e Afghanistan e la riduzione considerevole degli effettivi dell’esercito di terra e della fanteria della marina.


In condizioni di elevato deficit fiscale e di tagli al bilancio, la Casa Bianca e il Pentagono non hanno avuto altra opzione che rinunciare all’esportazione di guerre, sopratutto quando il costo degli interventi in Irak e Afghanistan sono stati stimati dagli esperti statunitensi tra i 3,2 e i 4 bilioni di dollari.

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Fidel e l'orda di codardi

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di Abner Barrera* | Prensa Latina

 

historianocontadaIn questi giorni i “coraggiosi guerrieri” della CIA ed i mercenari della cloaca di Miami con la loro succursale a Madrid (diretti da Montaner) si sono alzati confusi e annegati nei loro stessi escrementi. La notizia è stata diffusa al mondo intero: il leader storico della Rivoluzione cubana Fidel Castro è entrato nel libro dei Guinness per essere la persona che più volte hanno tentato di assassinare.


Anche se loro, essendo gli attori inseriti in questi fatti, dovrebbero essere i primi a riportare la notizia, “non possono crederci”, pensavano che non sarebbero state riconosciute le loro malefatte! Non è stato il governo cubano quello che ha informato su questi fatti (giacché quando Cuba lo ha fatto, è stata accusata di fare pubblicità rivoluzionaria) ma è stata l’organizzazione Guinness World Records, che non simpatizza per niente con la Rivoluzione Cubana, quella che ha affermato che hanno tentato di assassinare il Comandante Fidel Castro 683 volte.

 

La notizia emessa da Winness World Records non precisa grandi dettagli sugli agenti di questi tentativi. Altri mezzi d’informazione si sono incaricati di indicare, precisamente i giornali cubani, chi sono stati questi facinorosi e quali metodi hanno usato. Su tutto questo è da tanto tempo che si sono pubblicati molti libri (uno dei più famosi è quello di Fabian Escalante Font “Azione esecutiva. Obiettivo Fidel”) e anche nel Web circolano materiali di video che trattano il tema, ma dal momento che si tratta di Cuba, allora i grandi mezzi di comunicazione mantengono il silenzio. Domanda: Cosa sarebbe stato dal punto di vista mediatico se ci fosse stato solo un paio di tentativi d’assassinio contro un presidente di un paese del cosiddetto Primo Mondo?

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