Internazionale

I comunisti spagnoli promuovono un importante appello contro i preparativi di guerra a Iran e Siria

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da www.pce.es | traduzione a cura di Marx21.it

 

Di fronte all'intensificazione del bombardamento mediatico contro Siria e Iran, anche i comunisti spagnoli si mobilitano per contrastare le minacce imperialiste di guerra di aggressione, attraverso il lancio di un significativo appello, che è stato firmato, tra gli altri, da José Luis Centella, segretario generale del Partito Comunista di Spagna (PCE), dall'ex segretario del PCE e di Izquierda Unida Julio Anguita e da prestigiosi intellettuali di altri paesi come James Petras e Miguel Urbano Rodrigues

 

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L'ultima guerra promossa dalla NATO e dagli Stati Uniti, in Libia, ha causato migliaia di morti e la pratica distruzione del paese. Nell'ultimo decennio, la ferocia del nuovo colonialismo nordamericano ed europeo ha distrutto paesi (Iraq, Afghanistan, Libia) per prendere possesso delle loro risorse e per riaffermare il presunto diritto ad imporre il suo dominio nel mondo.

 

Ora, i tamburi di guerra battono contro Siria e Iran, e se i cittadini del mondo non riusciranno a farli smettere, una nuova mattanza di dimensioni terrificanti potrebbe avere inizio. Gli Stati Uniti stanno dispiegando truppe nel Golfo Persico e nelle vicinanze della Siria, con la complicità di Israele. Un programma terrorista, con assassini di scienziati iraniani e attentati all'interno del paese, viene messo in pratica dagli Stati Uniti e Israele.

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Haiti e Giamaica: l'influenza occidentale arretra nei Caraibi

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di Delphine Jean, Atlas Alternatif | Traduzione a cura di Marx21.it

 

simpson millerI paesi a forte potenziale economico come i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) non sono i soli a resistere ai diktat occidentali. C'è anche il caso di piccoli paesi poveri che si affacciano sul Mar dei Caraibi (i quali del resto approfittano indirettamente dell'emancipazione dei BRICS).

 

E' stato citato nel 2011 il caso dell'avvicinamento del Suriname e della Guyana al Venezuela. L'ultima iniziativa degna di nota che si muove nello stesso senso è quella della Giamaica.

 

Il nuovo primo ministro dell'isola Portia Simpson-Miller, del Partito nazionale del popolo (PNP) che ha vinto le elezioni del 29 dicembre scorso nel confronto con i laburisti (centro-destra), ha dichiarato al momento di assumere i poteri la sua intenzione di far uscire il paese dal Commonwealth per farne una repubblica, il che significa che la regina di Inghilterra cesserà di esserne la sovrana.

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L’Imperialismo in un’epoca a corto di liquidi: tempeste sotto la superficie

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di Melkulangara Bhadrakumar*, Strategic Culture Foundation

 

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(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

 

La strategia di difesa degli Stati Uniti illustrata dal presidente Barack Obama a Washington il 5 gennaio viene condizionata dalla necessità di tagliare la spesa del Pentagono di quasi mezzo bilione (500 miliardi) di dollari nel prossimo decennio. Innegabilmente, esiste qualche nota positiva nella prospettiva che questa sia una strategia determinata da disgrazie di bilancio - anche se Obama e il capo del Pentagono Leon Panetta hanno insistito sul fatto che si tratta in verità di pura e semplice strategia.

Nelle parole di Obama, “la marea della guerra si sta ritirando, quindi la questione a cui questa strategia risponde è di quale tipo di esercito noi [gli USA] avremo bisogno molto tempo dopo che le guerre dell’ultimo decennio si saranno concluse.”

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Iran: Fini legittima opzione militare su giornale israeliano che sostiene movimento coloni

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da www.controlacrisi.org

 

fini-w300Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è convinto che l'opzione militare «non debba essere esclusa» dal novero delle alternative disponibili per fermare i piani nucleari dell'Iran, ma ritiene che essa vada vista solo come extrema ratio. Questo quanto si legge in un'intervista pubblicata oggi da Makor Rishon, giornale legato alla destra nazionalista religiosa israeliana. «Anche da ministro degli Esteri, ho sempre pensato che non dovesse essere esclusa alcuna opzione (contro i programmi nucleari di Teheran), incluso l'attacco militare», ha affermato Fini secondo quando viene scritto sul giornale. «Questo passo  potrebbe avere tuttavia conseguenze distruttive, occorre tenerlo presente. Dobbiamo impedire che l'Iran diventi una potenza nucleare, perchè la minaccia per il mondo sarebbe incommensurabile, ma un attacco militare deve essere solo l'ultima risorsa».

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747 milioni per la guerra

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di Giuliano Battiston | da il Manifesto

 

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Accordo di partenariato firmato ieri a Roma dal presidente Hamid Karzai e dal premier Mario Monti

 

Roma, Parigi e Londra. Il presidente afghano Hamid Karzai bussa alle porte degli alleati europei, in cerca di sostegno politico e finanziario. Chiede il riconoscimento del suo governo come il principale protagonista del negoziato con i movimenti antigovernativi, in risposta all’interventismo di Washington, che ha intensificato i colloqui con i Taleban e sostenuto l’apertura di un loro ufficio politico in Qatar. Ma chiede anche garanzie vere, per tradurre le promesse ricevute alla conferenza internazionale di Bonn del 5 dicembre 2011 in accordi bilaterali di partenariato e cooperazione di lungo periodo.

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Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia

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da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

 

Dodicimila soldati nordamericani arriveranno in Libia per consolidare la dominazione del paese da parte dell'imperialismo. L'occupazione avviene mentre il territorio è immerso in conflitti tra le fazioni del CNT e un gruppo armato che si presume leale al vecchio regime ha dato l'assalto alla città di Bani Walid.

 

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Secondo informazioni divulgate dal giornale pan-arabo Asharq Alawsat, il primo contingente delle forze armate di Washington (si presuppone che sia previsto almeno un secondo contingente) verrà sbarcato nella città di Brega, importante centro di esportazione del greggio.

 

Il controllo di giacimenti, porti, raffinerie e altri punti strategici per l'estrazione e il flusso del petrolio libico sarà il principale, e per ora l'unico, obiettivo delle truppe USA che arriveranno sul territorio.

 

L'occupazione viene annunciata pochi giorni prima che un gruppo armato, si presume fedele al precedente regime, ha preso d'assalto la città di Bani Walid. Secondo informazioni del cosiddetto Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), gli uomini ostentavano bandiere verdi e intonavano canti a favore di Gheddafi.

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La necessità della lotta per la pace

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di Rui Paz, Avante | Traduzione a cura di Marx21.it

 

reticolato usa-w300Negli ultimi giorni dell'anno da poco trascorso, gli Stati Uniti hanno reso pubblica la vendita all'Arabia Saudita di 84 aerei da combattimento del tipo F-15. Il contratto tra Washington e Riad ammonta a un importo di 30 miliardi di dollari (23,2 miliardi di euro). Pochi giorni dopo, è seguito l'annuncio della fornitura agli Emirati Arabi Uniti di sistemi anit-missile e di radar per un valore di 3,48 miliardi di dollari (2,7 miliardi di euro). Il premio Nobel della pace, Barack Obama, dopo aver già dimostrato capacità guerriere in Libia e nel Pakistan identiche a quelle del suo predecessore, il repubblicano George Bush, si sta rivelando un abile commerciante di materiale bellico, soprattutto in zone esplosive dove in ogni momento possono insorgere conflitti dalle conseguenze imprevedibili. Ma, in questo momento di rapido aggravamento della crisi del sistema capitalista, il leader della maggiore potenza imperialista mondiale rivela soprattutto l'intenzione di prepararsi ad ogni tipo di uscita dalla crisi, compreso lo scatenamento di un conflitto militare generalizzato.

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L'anno del Dragone

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di Francesco Maringiò, Direzione nazionale PdCI - Responsabile Relazioni Internazionali

 

cina bandiera_dragone-w300L’economia cinese sembra subire una brusca battuta d’arresto. Ma è davvero così? Per capirlo dobbiamo sforzarci di ragionare “alla maniera asiatica”: ci affacceremo ad un mondo nuovo da cui, se saremo capaci, potremo trarne vantaggi enormi. L’anno del drago è un banco di prova anche per noi.

 

1. Coinvolge milioni di persone la festività più importante di tutto l'estremo oriente: è il capodanno cinese, che quest’anno prende il via il 23 gennaio e, per 15 giorni, vedrà il susseguirsi di festeggiamenti fino al giorno della festa delle lanterne. È tradizione in questo periodo spostarsi per raggiungere i propri villaggi d’origine ed i familiari. Il “protagonista” delle feste del 2012 sarà il drago, simbolo per eccellenza della cultura cinese e segno zodiacale a cui è associato il nuovo anno, coincidenza questa che aumenterà notevolmente gli spostamenti (e le nascite). Un calcolo per difetto, già parla di 3 miliardi di viaggi in programma in questi giorni.

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