Internazionale

Assediati nelle fortezze

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

usa soldati_difesaA forza di fare guerre, gli Stati uniti si sono fatti sempre più nemici. Sono quindi preoccupati per la sicurezza delle loro ambasciate, che sono non solo sedi diplomatiche ma centri operativi dei servizi segreti e dei comandi militari. Il Dipartimento di stato, stimando che l’85% delle sue ambasciate è vulnerabile, ha speso 6 miliardi di dollari per rafforzarle con materiali anti-esplosione e invalicabili barriere. Allo stesso tempo ne costruisce di nuove, che sono delle vere e proprie fortezze. La maggiore è quella di Kabul, la più grande del mondo, che ospita anche il quartier generale Nato/Isaf sempre sotto comando Usa. Costata finora oltre 700 milioni di dollari, è stata inaugurata il 14 febbraio, ma all’interno della sua cittadella saranno costruiti entro il 2014 altri edifici, mentre a Herat e Mazar el Sharif vengono realizzati due consolati fortificati.

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Il Partito Comunista Siriano (unificato) sugli avvenimenti in corso nel suo paese

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Comunicato di Husein Nemer, primo segretario


su http://www.solidnet.org | Traduzione a cura di http://www.marx21.it

 

Syria mapHusein Nemer, primo segretario del Partito Comunista Siriano (unificato), uno dei due partiti comunisti (l'altro è il Partito Comunista Siriano) che fa parte del Fronte Nazionale Progressista in Siria (insieme, tra gli altri, al Partito Baath) analizza l'attuale momento della vita politica nel suo paese, pronunciandosi per radicali riforme democratiche, ma allo stesso tempo, nella rete Solidnet, rivolge un appello ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo perché si oppongano all'aggressione imperialista in atto contro la Siria.

 

Vi presentiamo una breve analisi degli avvenimenti che si sono sviluppati nel nostro paese, la Siria, allo scopo di mettere in evidenza alcuni fatti, da un lato, e smentire certe menzogne assolutamente inventate e messe in circolazione dai media della propaganda imperialista che prende di mira la Siria.

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L’Unione Europea nel gorgo della crisi

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di Vladimiro Giacché* e Fausto Sorini**

 

Il testo uscirà sul prossimo numero della rivista teorica del PC del Brasile (PCdoB), Pricipios, che ha cortesemente concesso di anticiparne l'uscita in Italia.

 

greek-protests

2011: l'Unione Europea vara il Fondo salva-Stati...

 

Partiamo dai fatti, dalla congiuntura.

Quando, nel marzo scorso, i contorni del cosiddetto Fondo salva-Stati hanno cominciato a chiarirsi, qualche quotidiano ha avuto il coraggio di definirlo come una svolta storica. I fatti sono questi: l'Unione Europea ha deciso di dotarsi di un Fondo per interventi di emergenza (dotazione: 440 miliardi di euro), che a partire dal 2013 si trasformerà in Meccanismo Europeo di Stabilità (la stessa cosa di prima, ma con una dotazione di 500 miliardi di euro). Al Fondo dovranno contribuire i Paesi membri della zona euro, in proporzione alla quota di partecipazione alla Banca Centrale Europea. Il Fondo potrà erogare prestiti ai Paesi in difficoltà, e anche comprare i loro titoli di Stato.

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Una teocrazia in Europa

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di Cristina Carpinelli | da Noi Donne www.noidonne.org

 

ungheria proteste

Con la "nuova" costituzione approvata dal parlamento, la destra estremista riporta indietro le lancette dell'orologio della storia

 

settembre 2011

 

Con voto favorevole di 262 deputati del parlamento su 386, l'Ungheria ha approvato in aprile dell'anno in corso la sua nuova Carta costituzionale. La precedente Costituzione era ancora quella del 1949, con una serie di modifiche apportate nel 1989. La nuova Legge fondamentale entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2012. A votarla è stato solo il Fidesz (il partito di maggioranza del premier conservatore Viktor Orbán), che in parlamento possiede i due terzi necessari per approvare le riforme costituzionali. Socialisti e verdi hanno abbandonato l'aula prima del voto, in segno di protesta. Duro è stato il commento di Attila Mesterházy, leader del partito socialista ungherese: "Orbán vuole istituzionalizzare la dittatura". Il partito di estrema destra Jobbik (Movimento per un'Ungheria migliore) ha votato contro, anche se - secondo diversi osservatori - il partito xenofobo ha partecipato alla stesura di alcune parti del testo costituzionale. I parlamentari hanno approvato la Costituzione giurando fedeltà ad essa davanti a Dio.

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Il gioco planetario della Russia di Putin

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di Giulietto Chiesa | su www.megachip.info

 

putin medvedevDunque sarà Vladimir Putin, per altri due mandati, a reggere la Russia. La coppia di ferro è di ferro solo da una parte, ma resisterà - proprio per questa ragione - per oltre un altro quindicennio.

 

 

Sarà, per Putin, tutto in discesa, perché il sicuro aumento del prezzo dell'energia fossile, sebbene il mondo occidentale andrà in recessione, significherà per la sua (in tutti i sensi) Russia entrate vertiginose e sicure.

 

I cambiamenti climatici daranno alla Russia nuova superficie agricola, incrementi boschivi, aumento della biomassa, quindi altra ricchezza, sebbene nessuno possa calcolare quanti saranno i danni.

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LIBIA il sangue e il petrolio - VIDEOREPORT

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"LIBIA il sangue e il petrolio. A cent'anni dall'aggressione italiana in Africa una nuova guerra imperialista" Roma,19 settembre: i contributi di Paola Pellegrini, Maurizio Musolino, Giampaolo Calchi Novati, Manlio Dinucci, Marinella Correggia e Domenico Losurdo

 

  • Paola Pellegrini e Maurizio Musolino

 

 

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L’incendio è fuori controllo

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di Manlio Dinucci

 

 

us marinesA Washington avevano pensato di poter domare le fiamme della ribellione popolare propagatesi nei paesi arabi loro alleati, e di dar fuoco ad altri che non controllano (ci sono riusciti in Libia), così da costruire sulle ceneri il «Grande Medio Oriente» che hanno sempre sognato, quello sotto la bandiera a stelle e strisce, affiancata dalla rosa dei venti della Nato. Ma, nonostante ce la mettano tutta, le cose non vanno come vorrebbero. Soprattutto nel Bahrain e nello Yemen, importanti supporti della loro strategia. Nel Bahrain gli Stati uniti hanno il quartier generale delle forze navali del Comando centrale. Situato ad appena 200 km dall’Iran, dispone di decine di navi da guerra, comprese portaerei e unità da assalto anfibio con 28mila uomini e 3mila a terra, che operano nel Mar Rosso, nel Mare Arabico e in altre parti dell’Oceano Indiano, per «assicurare la pace e la stabilità e proteggere gli interessi vitali dell’America». In altre parole, per condurre le guerre in Iraq e Afghanistan e prepararne altre (Iran e Siria sono nel mirino). Da qui l’importanza del Bahrain, che gli Usa hanno designato «maggiore alleato non-Nato».

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Protezione civile, a Pisa ci pensa il comando Usa

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

soldati usaStasera a Pisa precipiterà un aereo: una simulazione nel quadro del «Piano di protezione civile in caso d'incidente aereo», di cui il Comune è fiero poiché si tratta del primo del genere promosso in Italia da un'amministrazione comunale. Un'operazione tranquillizzante, in una città che, da quando è iniziata la guerra di Libia, è sorvolata in continuazione da C-130J e altri aerei cargo militari. L'intensificazione di tali voli – denuncia il Coordinamento No Hub – è dovuta al fatto che, come dichiarato dallo stesso Pentagono, gli Usa forniscono bombe «intelligenti» agli alleati e che esse sono stoccate nella limitrofa base di Camp Darby. Ciò dà un'idea di che cosa avverrà quando a Pisa entrerà in funzione l'Hub militare, lo snodo aeroportuale di tutte le missioni militari all'estero, che sarà messo «a disposizione della Nato», ossia anzitutto di Camp Darby.

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