Internazionale

Le secessioni in Europa

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da lottobre.wordpress.com

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla "questione catalana"

Una inattuale, rapida ma forse necessaria precisazione sul secessionismo catalano dei ricchi, in lotta per affermare la propria indipendenza dal peso delle regioni più povere della Spagna.

Non è una novità che nell’età dell’imperialismo si scatenino forze a vario titolo propense a rimettere indietro le lancette della storia, e conseguentemente alla sua natura reazionaria, emergano processi che tendono a mettere sotto pressione, dove necessario, le conquiste della stessa rivoluzione borghese nella sua fase ascendente e progressiva. L’unità nazionale, conseguita in Europa nel corso del diciannovesimo secolo – col suo portato di liquidazione dell’ordine feudale e di centralizzazione delle classi subalterne sulla spinta della rivoluzione diretta dalla borghesia industriale – è fra esse.

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Catalogna, anche se cambierà la bandiera i padroni resteranno gli stessi.

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da lariscossa.com

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla "questione catalana"

Se la maggioranza del popolo catalano vuole l’indipendenza dalla Spagna è giusto che la abbia. Il processo di costituzione di uno stato autonomo quando la maggioranza della popolazione avrà scelto questo destino sarà storicamente inevitabile. Non ci saranno leggi e costituzioni a poter essere invocate come leggi assolute, perché la decisione popolare è per sua stessa natura potere supremo, in grado di rompere qualsiasi formalità legale. Lo Stato spagnolo dal suo canto avrà la legittimità formale di invocare i suoi provvedimenti repressivi, che noi comunisti condanniamo e condanneremo. Il popolo catalano e le sue nuove istituzioni avranno dalla loro un potere di fatto, che poi è quello con cui si fa la storia, di fronte al quale ogni legge costituita sconfitta non può che cedere il passo. Questo vale per la Catalogna, come è valso per la Crimea, o per la Cecoslovacchia, e così via.

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Il corto circuito della Catalogna

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di Andrea Martocchia | da contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla "questione catalana"

La secessione catalana implica opportunità e rischi. Per valutare entrambi bisogna evitare gli schematismi, mettere da parte tanto la fascinazione romantica per le “nazioni senza Stato” quanto i richiami a elaborazioni teoriche derivanti da scenari ben diversi. 

Scrivo queste note mentre dalla Catalogna giungono le immagini degli scontri con decine di feriti dinanzi ai seggi referendari. Non è la condizione ottimale per un esercizio di razionalità, ma bisogna provarci nonostante tutto. L’impressione che si è avuta infatti nelle ultime settimane è stata quella di una precipitazione degli eventi in loco, cui hanno corrisposto negli ambienti della sinistra antimperialista mere affermazioni di principio e declaratorie, di orientamento opposto, con poca analisi concreta della situazione concreta e nessuna voglia di soppesare le evidentissime contraddizioni che gli eventi catalani stanno palesando.

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Stati Uniti e America Latina

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gran garrotedi Luis Armando González
da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Ci sono alcuni che, purtroppo, hanno una visione delle relazioni tra Stati Uniti e America Latina che non va indietro nel tempo oltre gli anni novanta del XX secolo. Oltre a dimostrare questa miopia, sono soliti concentrarsi sui benefici di tali relazioni – giudicate principalmente sulla base della cooperazione economica – ignorando quanto nocivo, in termini sociali ed economici, sia stato l'appoggio degli Stati Uniti a governi autoritari, per non dimenticare i costi degli interventi diretti di questo paese nelle società che li hanno subiti.

Nella storia delle relazioni degli Stati Uniti con l'America Latina pesa più il negativo, visto dal lato delle società e delle esigenze della democrazia e dei diritti umani, che il positivo. Ostruzione dei progetti di giustizia, colpi di Stato, deterioramento istituzionale, sostegno di governi repressivi, consulenza e supporto nelle pratiche del terrore, fornitura di armi per la distruzione di comunità... e la lista continua [1].

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Le secessioni in Europa

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da lottobre.wordpress.com

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla "questione catalana"

Una inattuale, rapida ma forse necessaria precisazione sul secessionismo catalano dei ricchi, in lotta per affermare la propria indipendenza dal peso delle regioni più povere della Spagna.

Non è una novità che nell’età dell’imperialismo si scatenino forze a vario titolo propense a rimettere indietro le lancette della storia, e conseguentemente alla sua natura reazionaria, emergano processi che tendono a mettere sotto pressione, dove necessario, le conquiste della stessa rivoluzione borghese nella sua fase ascendente e progressiva. L’unità nazionale, conseguita in Europa nel corso del diciannovesimo secolo – col suo portato di liquidazione dell’ordine feudale e di centralizzazione delle classi subalterne sulla spinta della rivoluzione diretta dalla borghesia industriale – è fra esse.

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Grandi manovre nucleari alla Camera

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nucleare fungodi Manlio Dinucci
il manifesto, 3 ottobre 2017

Il giorno prima che il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari venisse aperto alla firma alle Nazioni Unite, alla Camera dei deputati è stata approvata il 19 settembre, a grande maggioranza (296 contro 72 e 56 astenuti), una mozione Pd a firma Moscatt e altri. Essa impegna il governo a «continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari attraverso la centralità del Trattato di non-proliferazione (Tnp), valutando, compatibilmente con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica, la possibilità di aderire al Trattato per vietare le armi nucleari, approvato dall'Assemblea generale dell'Onu».

La mozione Pd, «su cui il governo ha espresso parere favorevole», è una cortina fumogena per nascondere il fatto che l’Italia è accodata al crescente riarmo nucleare Usa/Nato ospitando, in completa violazione del Tnp, le bombe nucleari Usa B-61 che dal 2020 saranno sostituite dalle ancora più pericolose B61-12.

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Il PCI sulla questione del referendum in Catalogna

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di Fosco Giannini, Segreteria nazionale PCI, responsabile dipartimento esteri

da ilpartitocomunistaitaliano.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla "questione catalana"

Il PCI, in relazione all’ipotizzato referendum del 1° ottobre in Catalogna e ai fatti cruenti di questi giorni a Barcellona, stigmatizza severamente, innanzitutto, le modalità violente e repressive messe in campo, attraverso l’esercito e le forze dell’ordine, dal governo spagnolo e a partire da questa sua posizione sente di poter far totalmente proprie le parole di un’importante nota politica dello scorso 19 settembre emessa dal Partito Comunista di Spagna (PCE) a firma del suo Segretario Generale, compagno José Luis Centella Gomez ...

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L'immagine della Cina in Italia è curata dalla CIA

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cina wikipediadi Francesco Galofaro per Marx21.it

Semiologo, Politecnico di Milano

Se cerchiamo “Cina” nella Wikipedia italiana, comparirà sullo schermo un lungo testo ricco di dati e – almeno in apparenza – asettico e neutrale, come ci si attende da una voce d'enciclopedia. Ma se diamo un'occhiata alla nota 3 e alla nota 28, scopriamo che la fonte ufficiale del tasso di crescita della popolazione cinese è un dato della CIA che risale al 2013. Qua e là troviamo anche altri siti governativi, come www.dandc.eu, riconducibile al governo tedesco. Il punto di vista del governo cinese, contraddistinto da indirizzi “gov.cn”, è presente con sole 4 citazioni: due in riferimento al sistema sanitario, due alla questione dei diritti. Sorprendentemente poche, in una voce che conta ben 234 note.

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Sulla proroga dell' “Accordo Grecia-USA di Cooperazione per la Difesa”

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eedye 1Comunicato del Comitato Greco per la Distensione Internazionale e la Pace (EEDYE)

wpc-in.org

Traduzione di Marx21.it

Il Comitato Greco per la Distensione Internazionale e la Pace (EEDYE) denuncia il governo per la proroga dell' “Accordo Grecia-USA di Cooperazione per la Difesa”.

Gli Stati Uniti continueranno ad avere a disposizione per il loro piani e guerre la base di Souda e l'intera gamma delle loro basi nel paese.

La base di Souda ha svolto e svolge un ruolo speciale nelle guerre imperialiste in Jugoslavia, Afghanistan, Siria, Libia, nel recente attacco missilistico contro il popolo siriano. Lo staff USA-NATO si è congratulato, in passato, con i governi di “Nuova Democrazia” e del PASOK e, oggi, con quello di SYRIZA-ANEL per le loro decisioni antipopolari, e ha dichiarato che questa base rappresenta un fattore determinante nella preparazione e nell'attuazione delle guerre imperialiste.

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