Internazionale

KKE: una partecipazione senza precedenti allo sciopero del 19-20 ottobre

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da http://inter.kke.gr | traduzione a cura di Marx21.it

 

pame-w350Una marea senza precedenti di centinaia di migliaia di lavoratori ha partecipato alla grandiosa manifestazione del PAME, inondando la città di Atene, qualcosa che non si vedeva da decenni, il primo giorno dello sciopero nazionale di 48 ore. Tutte le vie principali di Atene sono state riempite per ore all'inverosimile da una folla di lavoratori.

 

Manifestazioni di massa di dimensioni e partecipazione militante senza precedenti si sono svolte in tutte le città della Grecia. Queste forze si sono riunite perché non venga approvato il progetto di legge che introdurrà nuove misure antipopolari, secondo le seguenti linee: abbasso il governo e i partiti della plutocrazia, cambiamento radicale dei rapporti di forza, organizzazione e alleanza operaia-popolare per il potere. Le parole d'ordine che hanno percorso la manifestazione sono state: “Senza di te non si muove nessun ingranaggio, gli operai possono fare a meno dei padroni!” e “disobbedienza alla plutocrazia, il popolo deve formare un fronte per il potere!”. 

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L'agenda di guerra dell'imperialismo

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di Luis Carapinha su Avante, settimanale del Partito Comunista Portoghese | traduzione a cura di Marx21.it

 

ustroopsInebriati dal successo della barbarie nelle terre libiche, i paladini della guerra imperialista guardano a nuovi orizzonti. Il militarismo è sempre più necessario nel quadro quasi inevitabile di doppia recessione e dello spettro di un collasso economico che incombe sul centro capitalista. Dal quartier generale della NATO, Rassmussen esalta le virtù delle “operazioni multinazionali” ed esige maggiori sacrifici dai “partners” europei degli USA per il mantenimento dei bilanci bellici. Nella capitale libica, consegnata all'arbitrio delle orde del CNT, il senatore McCain, candidato repubblicano sconfitto da Obama nelle ultime presidenziali nordamericane, dà libero sfogo alla rabbia reazionaria dell'agenda che caratterizza l'agenda degli USA, minacciando nuove crociate per la libertà e la democrazia contro la Siria, l'Iran, la Cina e la Russia (Ria Novosti, 29.09.11).

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Incendi, terrore, caccia all' uomo. La città dei neri non esiste più

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di Lorenzo Cremonesi | da il Corriere della Sera

 

black-libya-rebel-550x368A Tawargha, in Libia, teatro della vendetta dei ribelli sui «mercenari»

 

TAWARGHA - Le palazzine bruciano piano. Un lavoro metodico, svolto senza fretta. Quelle che non si incendiano subito restano dimenticate per qualche giorno: porte e finestre sfondate, tracce di fumo sui muri, stracci di vestiti e schegge di mobili sparsi attorno. Poi gli attivisti della rivoluzione tornano ad appiccare il fuoco aiutandosi con la benzina ed il risultato è assicurato. Nei viottoli sporchi sono abbandonati alla loro sorte cani, galline, conigli, muli, pecore, mucche. Ogni tanto giunge una vettura dalla carrozzeria dipinta con i simboli del fronte anti-Gheddafi e si porta via gli animali. Gli orti sono secchi, è dai primi di agosto che nessuno si occupa di irrigarli. A parte il crepitare sommesso degli incendi, il silenzio regna sovrano. Una calma immobile, minacciosa, inquietante, spaventosa. Un benzinaio sulla provinciale poco lontano ci ha detto che non sarebbe difficile trovare la terra smossa delle fosse comuni. Ma è pericoloso, le pattuglie della guerriglia non amano curiosi da queste parti.

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L'Ue non trova l'accordo

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di Galapagos | da il Manifesto

 

g20 meetingLa soluzione per la Grecia si allontana. E nelle Borse torna l'«orso» Anche il debito sovrano di Germania e Francia rischia la riduzione del rating. Lo scoop del quotidiano tedesco Handelsblatt

 

Il G20 finanziario si era chiuso sabato a a Parigi senza impegni precisi salvo uno: in tempi brevi sarebbe stata trovata una soluzione per tutti i problemi. A livello Ue questo significava che l'accordo sarebbe stato raggiunto nel prossimo vertice che si terrà a Bruxelles a fine settimana, mentre per l'accordo «globale» l'appuntamento era fissato a Cannes il 3 e 4 novembre, in occasione del G20 dei capi di stato e di governo. L'accordo non è facile, le divisioni sono ancora molto ampie, aveva commentato il manifesto domenica. Ma ieri mattina i mercati (che evidentemente non leggono o non credono al manifesto) avevano deciso che, quelli presi, erano impegni seri. Tant'è che tutte le borse avevano preso a salire. Ma non è durata molto: a gelare gli entusiasmi ci ha pensato Angela Merkel.

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Il grande gioco africano

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

arsenale armiDopo che il «Protettore Unificato» ha demolito lo stato libico, con almeno 40mila bombe sganciate in oltre 10mila missioni di attacco, e fornito armi anche a gruppi islamici fino a ieri classificati come pericolosi terroristi, a Washington si dicono preoccupati che le armi dei depositi governativi finiscano «in mani sbagliate». Il Dipartimento di stato è quindi corso ai ripari, inviando in Libia squadre di contractor militari che, finanziati finora con 30 milioni di dollari, dovrebbero mettere «in stato di sicurezza» l’arsenale libico. Ma, dietro la missione ufficiale, vi è certo quella di assumere tacitamente il controllo delle basi militari libiche. Nonostante il declamato impegno di non inviare «boots on the ground», operano da tempo sul terreno in Libia agenti segreti e forze speciali di Stati uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Qatar e altri, che hanno guidato gli attacchi aerei e diretto le operazioni terrestri.

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Gli Stati Uniti alla conquista dell’Africa: il ruolo della Francia e di Israele

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di Mahdi Darius Nazemroaya e Julien Teil | su www.globalresearch.ca

 

Introduzione di Cynthia McKinney | Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

 

africa scacchiera-w350Introduzione: “Operazione Gladio”, allora ed oggi… 


Comincerò con lo scandalo dell’Operazione Gladio che arrivò al suo apice con l’omicidio dell’ex Primo Ministro italiano, Aldo Moro, che nel giorno del suo rapimento aveva annunciato la formazione di un governo italiano di coalizione con l’inclusione del Partito comunista italiano.

 

Il leader del Partito della Democrazia Cristiana di quel tempo, Francesco Cossiga, ammette nel documentario della BBC del 1992 “Timewatch” sull’Operazione Gladio, che aveva scelto di “sacrificare” Moro “per il bene della Repubblica”. Non diversamente dagli omicidi mirati che attualmente vedono il governo degli Stati Uniti implicato in tutto il mondo, per cui qualcuno extragiudizialmente prende decisioni su chi può vivere e su chi deve morire.

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O una democrazia o uno «Stato ebraico»

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 di Sari Nusseibeh* | da www.contropiano.org

 

Il mantra ricorrente del governo israeliano è che i palestinesi devono riconoscere Israele come «Stato ebraico».

 

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GERUSALEMME


I palestinesi hanno chiaramente e ripetutamente riconosciuto lo Stato di Israele con gli accordi di Oslo del 1993 (basati sulla promessa israeliana di creare uno Stato palestinese entro cinque anni, una promessa disattesa) e molte altre volte ancora. Di recente, tuttavia, i leader israeliani hanno cambiato la posta in gioco: ora pretendono che i palestinesi riconoscano Israele come «Stato ebraico».


Nel 1946, la Commissione d'inchiesta anglo-americana giunse alla conclusione che la richiesta di uno «Stato ebraico» non fosse parte degli obblighi previsti dalla Dichiarazione Balfour o dal mandato britannico. Anche nel Primo congresso sionista, svoltosi a Basilea nel 1897, dove i sionisti cercarono di «creare una casa per il popolo ebreo», non ci fu alcun riferimento allo «Stato ebraico». L'organizzazione sionista preferì all'inizio utilizzare il concetto di «patria ebraica» o di «Commonwealth ebraico». Molti dei leader pionieri del movimento sionista, come Judah Magnes e Martin Buber, evitarono il termine esplicito di «Stato ebraico» per il loro progetto di patria per gli ebrei e gli preferirono il concetto di Stato democratico bi-nazionale.

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Inventare pretesti per attaccare l'Iran

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di Ismail Salami*, su www.globalresearch.ca | traduzione a cura di Marx21.it

 

iran usa

*Ismail Salami è saggista e analista politico iraniano. Ha scritto numerosi libri e articoli, alcuni dei quali sono stati tradotti in più di dieci lingue. Suoi contributi sono stati pubblicati in numerose testate giornalistiche, tra cui Veterans Today, Media Monitors, Global Research, Opinion Maker, Palestine Chronicle, Dissident Voice, Foreign Policy Journal, Al-Ahram, Arab News, Salem News, Intifada Palestine, Iran Review, Counter Currents, Turkish Weekly Journal, Intrepid Report e Ramallah Online.


 

Attraverso una campagna che si potrebbe chiamare “Uniti contro l'Iran”, il governo statunitense ha accusato Teheran di avere orchestrato un complotto per assassinare l'ambasciatore saudita a Washington, un gesto che si ritiene faccia parte degli stratagemmi adottati dagli USA per andare avanti con il loro piano di demonizzazione e isolamento della Repubblica Islamica dell'Iran.

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Luciano Gallino: Tutto inutile senza la riforma della finanza

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da MicroMega

 

merkel-sarkozy-w350Il presidente Nicolas Sarkozy e il cancelliere Angela Merkel si sono incontrati a Berlino giorni fa (del presidente del Consiglio italiano nella Ue si son perse le tracce) e hanno annunciato che i loro paesi faranno il possibile per salvare le banche dell'eurozona. Innanzitutto punteranno a ricapitalizzarle, cioè ad accrescere il capitale di cui esse dispongono come riserva, a fronte d'una montagna di crediti a rischio e di debiti da pagare. Detto altrimenti, le banche sono riuscite a convincere gli amici che siedono nel consiglio direttivo della Bce a creare al computer tutto il denaro che occorre per toglierle dalla situazione in cui si sono cacciati da sole, contraendo debiti in misura di molto superiore a quanto permetterebbero le loro riserve. Di sicuro non si tratterà di spiccioli. Le stime del capitale necessario per ricapitalizzare le banche si collocano tra i 250 e i 700 miliardi di euro. Ma non pochi analisti ritengono che anche la cifra più elevata rappresenti una sottovalutazione. Infatti alcuni gruppi bancari dell'eurozona hanno un rapporto tra debiti e riserve di 30: 1. Ciò significa che su ciascun miliardo di riserva poggia una piramide rovesciata di 30 miliardi di debiti.

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Tra le forze speciali in Libia 40 uomini del Col Moschin

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di Gianandrea Gaiani | su il Sole 24 Ore

 

colmoschin-w350Anche la Legione Straniera è in azione in Libia per aiutare le milizie del Consiglio nazionale transitorio a chiudere la partita contro i lealisti che resistono a Sirte e Bani Walid e ieri, a sorpresa, hanno scatenato un blitz nel quartiere di Abu Salim a Tripoli.


La presenza di unità di forze speciali al fianco degli insorti libici (inviate dai singoli Stati e non dalla Nato) non è certo un mistero ma sembra avere proporzioni maggiori rispetto alle poche decine di incursori dei quali riferì in settembre un rapporto del Royal United Services Institute di Londra. Secondo quanto riferito al Sole 24 Ore da alcune fonti, in Libia sono operativi almeno una quarantina di incursori del 9° reggimento Col Moschin con missioni di ricerca degli obiettivi, affiancamento dei miliziani e il loro addestramento all'impiego di armi pesanti come i missili anticarro. Un contributo di rilievo, passato finora sotto silenzio alla stregua dei bombardamenti dei jet e del ruolo dell'intelligence che, da quanto è emerso ieri da fonti del Copasir, ha confermato che Gheddafi si nasconde nel Sud protetto dai tuareg, utilizza sosia per depistare le ricerche e potrebbe ancora controllare armi chimiche.

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