Internazionale

Obama alle Nazioni Unite: la voce arrogante dell'imperialismo

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di Bill Van Auken, www.globalresearch.ca | Traduzione a cura di http://www.marx21.it

 

obama onuIl presidente Obama ha pronunciato un vuoto e arrogante sermone alle Nazioni Unite, infarcito di banalità sulla “pace”, allo scopo di nascondere le politiche depredatrici di Washington.

 

Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto la tiepida reazione dei capi di Stato, ministri degli esteri e delegati presenti all'ONU. Non una sola riga del suo discorso è stata applaudita. La novità di due anni fa, quando Obama fece la sua prima apparizione di fronte all'organismo atteggiandosi a campione del multilateralismo al contrario di Bush, è evaporata in poco tempo. Come il mondo è arrivato a sapere in breve tempo, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha fatto poco per cambiare le direttrici della politica estera statunitense o per limitare l'espansione del militarismo degli USA.

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Libia: la guerra, il sangue, le risorse. Video-sintesi del dibattito di Roma

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Sintesi dell'iniziativa "LIBIA il sangue e il petrolio. A cent'anni dall'aggressione italiana in Africa una nuova guerra imperialista", tenutasi il lunedì 19 settembre, alla Casa delle Culture - Roma: i contributi di Paola Pellegrini, Maurizio Musolino, Giampaolo Calchi Novati, Manlio Dinucci, Marinella Correggia e Domenico Losurdo.

 

 

Usa, obiettivo Somalia

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di Antonio Mazzeo

 

somalia ragazzosoldatoIl nuovo direttore della CIA, Leon Panetta, ne è profondamente convinto. Dopo la controffensiva USA in Afghanistan e Pakistan e la morte di Osama bin Laden, il baricentro della crociata internazionale contro il “terrorismo” deve trasferirsi in Corno d’Africa. Target, le milizie somale degli Shabab, accusate dall’agenzia d’intelligence di essere parte della rete di al-Qaeda. “Abbiamo parecchi indizi che mostrano che gli Shabab stanno per colpire obiettivi anche fuori dalla Somalia”, ha dichiarato nel corso di una recente audizione al Senato. “Al-Qaeda sta trasferendo i suoi affiliati in Yemen, Somalia e nord Africa per fornire aiuti e addestramento al combattimento, ed è in queste regioni che potrebbe emergere il suo nuovo leader carismatico. La CIA sta lavorando con il Comando congiunto per le operazioni speciali USA per cercare di potenziare le forze antiterrorismo”.

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Libia. Così Cnt e Nato minacciano i civili"

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di Marinella Correggia | da il Manifesto

 

libya civili_maceriePer proteggere i civili in Libia come da ritornello, la Nato dovrebbe intervenire contro se stessa e i suoi alleati locali del Cnt. I quali lanciano missili Grad dentro le città che assediano. E lo dichiarano tranquillamente (LINK1; e LINK2). Eppure i Grad non sono armi qualunque. Sono considerati dalla stessa Nato «arma indiscriminata, non precisa, che dunque minaccia i civili», insomma un crimine di guerra. Proprio all'uso dei Grad da parte dell'ex esercito libico e all'assedio a Misurata la Nato si è aggrappata in tutti questi mesi per giustificare i bombardamenti «protettivi». Con stragi di civili sempre negate malgrado le testimonianze, le immagini e denunce. Sull'uso dei Grad da parte del Cnt la Nato (non) ci risponde così: «Fin dall'inizio il Cnt ha posto ogni cura nell'evitare vittime civili e crediamo che continuerà a farlo». Forse l'intelligence Nato è selettiva e non vede i Grad, né la caccia ai neri (libici e stranieri) o ai lealisti. 

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Una vittoria per il popolo libico? I dieci miti che hanno più inciso sulla guerra contro la Libia

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di Maximilian C. Forte | da www.counterpunch.org

 

libya maceriearticolo segnalato da Susanne Schuster di Tlaxcala, la rete dei traduttori per la diversità linguistica, a www.tlaxcala-int.org/


(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

 

Dal momento che il colonnello Gheddafi ha perso il suo potere militare nella guerra contro la NATO e contro gli insorti / ribelli / nuovo regime, numerosi mezzobusti televisivi hanno preso a celebrare questa guerra come un “successo”. Costoro ritengono che questa sia una “vittoria del popolo libico” e che tutti dovremmo festeggiare. Altri si gloriano della vittoria esaltando la “responsabilità di proteggere”, “l’interventismo umanitario”, e condannano la “sinistra antimperialista”. Alcuni di coloro che affermano di essere “rivoluzionari”, o che credono di sostenere la “rivoluzione araba”, in qualche modo reputano opportuno porre su un piano secondario il ruolo della NATO nella guerra, invece esaltano le virtù democratiche degli insorti, magnificano il loro martirio, e assegnano un’importanza al loro ruolo oltre ogni limite.

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La Nato resta in Libia

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da La voce della Russia - http://italian.ruvr.ru/2011/09/23/56618947.html

 

latuf us-libya-m“Resteremo qui finché sarà necessario”, - ha dichiarato il Segretario Generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, commentando la decisione di prorogare l’operazione militare in Libia che il Consiglio dell’Alleanza ha adottato a livello di rappresentanti permanenti. Comunque egli non ha precisato quanto tempo sarà necessario concretamente. Formalmente l’operazione viene prorogata di tre mesi, ossia fino alla fine del 2011. Di fatto, secondo la dichiarazione di Rasmussen, essa viene prorogata finché il popolo libico non “avrà preso in mano il proprio destino” per potere garantire un “passaggio sicuro” ad una nuova Libia”.


Secondo quali criteri sarà determinata la conclusione del processo nonché il grado di “sicurezza” del passaggio ad “ una nuova Libia”? – questo problema rimane aperto. A giudicare dalle formulazioni ellittiche del Segretario Generale dell’Alleanza Nord-atlantica, ciò può durare tanto a lungo quanto lo desideriamo!

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BRICS: coopereranno con la comunità internazionale in risposta alla crisi del debito europeo

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da cri - Radio Cina Internazionale

 

bricIl 22 settembre, i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei "Brics" hanno convocato una riunione a Washington e in seguito hanno pubblicato un comunicato, secondo il quale, dal momento che la crisi del debito europeo ha gravemente influenzato la stabilità finanziaria e la crescita economica globale, i "Brics" hanno raggiunto un certo consenso riguardo l'assistenza all'Europa in risposta alla crisi, affermando di affrontarla congiuntamente con la comunità internazionale.


Alla vigilia dell'apertura del meeting annuale di questo autunno del FMI e della Banca Mondiale, gli alti funzionari delle finanze e delle politiche monetarie dei "Brics" (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica), si sono riuniti a Washington per discutere sull'attuale congiuntura economica mondiale, sulle sue influenze sui loro paesi e sulle contromisure in merito. Il ministro delle Finanze Xie Xuren e il governatore della Banca Centrale cinese Zhou Xiaochuan hanno partecipato alla riunione guidando la delegazione cinese.

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Taiwan: la provincia "ribelle" e il confronto cino-americano

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

biden jinpingLo scorso 17 agosto il vicepresidente statunitense Joe Biden in visita a Pechino aveva affermato, di fronte al suo omologo cinese Xi Jinping, che gli Usa appoggiano fermamente la politica di “una sola Cina”, non sostengono l’indipendenza di Taiwan e, al contempo, ritengono il Tibet come parte inalienabile della Cina. Prese di posizione non certo nuove o sorprendenti, ma che hanno fatto esclamare alla resa di Washington, in difficoltà economica e politica, nei confronti del gigante comunista detentore di una larga fetta del debito pubblico a stelle e strisce, tanto da venire meno alla lotta per i diritti civili soprattutto in riferimento al Tibet.

 

Questa atmosfera di cordiale intesa e di riconferma di una indispensabile collaborazione, - che tuttavia non ha nascosto le divergenze sull’aggressione alla Libia e le preoccupazioni cinesi per nuovo modello di intervento “umanitario” imperialista – è stata rotta il 21 settembre dalla presentazione da parte della amministrazione Obama di un pacchetto di aiuti militari per 5,8 miliardi di dollari a Taiwan per l’ammodernamento della vecchia flotta di F16, l’addestramento dei piloti dell’aeronautica taiwanese e comprendente bombe intelligenti, missili teleguidati di alta precisione e strumenti per la guerra elettronica.

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Elezioni in Lettonia: grande vittoria della coalizione di comunisti e partiti di sinistra

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di AC per http://solidarite-internationale-pcf.over-blog.net/ | traduzione a cura di www.marx21.it

 

Latvian Socialist_Party_logoLe elezioni legislative in Lettonia, che si sono svolte il 17 settembre, hanno consegnato un risultato storico. Per la prima volta dopo la restaurazione del capitalismo nel 1991, i comunisti del Partito Socialista della Lettonia (dal 1991 è proibito l'utilizzo del nome comunista da parte di una forza politica, ndt) ottengono la vittoria in uno scrutinio a carattere nazionale, alla testa della coalizione di sinistra “Centro dell'Armonia”.

 

Il “Centro dell'Armonia” ha ottenuto il 28, 36% dei voti (di cui il 41% a Riga) e 31 eletti su 100 che conta il Parlamento. Supera abbondantemente i partiti di destra liberali-nazionalisti della “Riforma” (20,82% e 20 seggi), dell' ”Unità” (18,83% e 20 seggi) e dell' “Alleanza nazionale” (13,8% e 14 seggi).

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