Internazionale

Una vittoria per il popolo libico? I dieci miti che hanno più inciso sulla guerra contro la Libia

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di Maximilian C. Forte | da www.counterpunch.org

 

libya maceriearticolo segnalato da Susanne Schuster di Tlaxcala, la rete dei traduttori per la diversità linguistica, a www.tlaxcala-int.org/


(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

 

Dal momento che il colonnello Gheddafi ha perso il suo potere militare nella guerra contro la NATO e contro gli insorti / ribelli / nuovo regime, numerosi mezzobusti televisivi hanno preso a celebrare questa guerra come un “successo”. Costoro ritengono che questa sia una “vittoria del popolo libico” e che tutti dovremmo festeggiare. Altri si gloriano della vittoria esaltando la “responsabilità di proteggere”, “l’interventismo umanitario”, e condannano la “sinistra antimperialista”. Alcuni di coloro che affermano di essere “rivoluzionari”, o che credono di sostenere la “rivoluzione araba”, in qualche modo reputano opportuno porre su un piano secondario il ruolo della NATO nella guerra, invece esaltano le virtù democratiche degli insorti, magnificano il loro martirio, e assegnano un’importanza al loro ruolo oltre ogni limite.

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La Nato resta in Libia

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da La voce della Russia - http://italian.ruvr.ru/2011/09/23/56618947.html

 

latuf us-libya-m“Resteremo qui finché sarà necessario”, - ha dichiarato il Segretario Generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, commentando la decisione di prorogare l’operazione militare in Libia che il Consiglio dell’Alleanza ha adottato a livello di rappresentanti permanenti. Comunque egli non ha precisato quanto tempo sarà necessario concretamente. Formalmente l’operazione viene prorogata di tre mesi, ossia fino alla fine del 2011. Di fatto, secondo la dichiarazione di Rasmussen, essa viene prorogata finché il popolo libico non “avrà preso in mano il proprio destino” per potere garantire un “passaggio sicuro” ad una nuova Libia”.


Secondo quali criteri sarà determinata la conclusione del processo nonché il grado di “sicurezza” del passaggio ad “ una nuova Libia”? – questo problema rimane aperto. A giudicare dalle formulazioni ellittiche del Segretario Generale dell’Alleanza Nord-atlantica, ciò può durare tanto a lungo quanto lo desideriamo!

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BRICS: coopereranno con la comunità internazionale in risposta alla crisi del debito europeo

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da cri - Radio Cina Internazionale

 

bricIl 22 settembre, i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei "Brics" hanno convocato una riunione a Washington e in seguito hanno pubblicato un comunicato, secondo il quale, dal momento che la crisi del debito europeo ha gravemente influenzato la stabilità finanziaria e la crescita economica globale, i "Brics" hanno raggiunto un certo consenso riguardo l'assistenza all'Europa in risposta alla crisi, affermando di affrontarla congiuntamente con la comunità internazionale.


Alla vigilia dell'apertura del meeting annuale di questo autunno del FMI e della Banca Mondiale, gli alti funzionari delle finanze e delle politiche monetarie dei "Brics" (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica), si sono riuniti a Washington per discutere sull'attuale congiuntura economica mondiale, sulle sue influenze sui loro paesi e sulle contromisure in merito. Il ministro delle Finanze Xie Xuren e il governatore della Banca Centrale cinese Zhou Xiaochuan hanno partecipato alla riunione guidando la delegazione cinese.

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Taiwan: la provincia "ribelle" e il confronto cino-americano

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

biden jinpingLo scorso 17 agosto il vicepresidente statunitense Joe Biden in visita a Pechino aveva affermato, di fronte al suo omologo cinese Xi Jinping, che gli Usa appoggiano fermamente la politica di “una sola Cina”, non sostengono l’indipendenza di Taiwan e, al contempo, ritengono il Tibet come parte inalienabile della Cina. Prese di posizione non certo nuove o sorprendenti, ma che hanno fatto esclamare alla resa di Washington, in difficoltà economica e politica, nei confronti del gigante comunista detentore di una larga fetta del debito pubblico a stelle e strisce, tanto da venire meno alla lotta per i diritti civili soprattutto in riferimento al Tibet.

 

Questa atmosfera di cordiale intesa e di riconferma di una indispensabile collaborazione, - che tuttavia non ha nascosto le divergenze sull’aggressione alla Libia e le preoccupazioni cinesi per nuovo modello di intervento “umanitario” imperialista – è stata rotta il 21 settembre dalla presentazione da parte della amministrazione Obama di un pacchetto di aiuti militari per 5,8 miliardi di dollari a Taiwan per l’ammodernamento della vecchia flotta di F16, l’addestramento dei piloti dell’aeronautica taiwanese e comprendente bombe intelligenti, missili teleguidati di alta precisione e strumenti per la guerra elettronica.

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Elezioni in Lettonia: grande vittoria della coalizione di comunisti e partiti di sinistra

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di AC per http://solidarite-internationale-pcf.over-blog.net/ | traduzione a cura di www.marx21.it

 

Latvian Socialist_Party_logoLe elezioni legislative in Lettonia, che si sono svolte il 17 settembre, hanno consegnato un risultato storico. Per la prima volta dopo la restaurazione del capitalismo nel 1991, i comunisti del Partito Socialista della Lettonia (dal 1991 è proibito l'utilizzo del nome comunista da parte di una forza politica, ndt) ottengono la vittoria in uno scrutinio a carattere nazionale, alla testa della coalizione di sinistra “Centro dell'Armonia”.

 

Il “Centro dell'Armonia” ha ottenuto il 28, 36% dei voti (di cui il 41% a Riga) e 31 eletti su 100 che conta il Parlamento. Supera abbondantemente i partiti di destra liberali-nazionalisti della “Riforma” (20,82% e 20 seggi), dell' ”Unità” (18,83% e 20 seggi) e dell' “Alleanza nazionale” (13,8% e 14 seggi).

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Cosa succede davvero in Libia? REPORT

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di Alessandro Squizzato e Simone Marconato

 

Conferenza della Federazione della Sinistra in collaborazione con l’associazione Marx21 a Castelfranco Veneto (TV)


castelfrancoveneto 22091122 settembre, Castelfranco Veneto – Nella sala della biblioteca dedicata a Pacifico Guidolin, socialista locale dei primi del novecento, giovanissimo militante contro la guerra in Libia del 1911, la Federazione della Sinistra ha tenuto il primo incontro pubblico della provincia dall’inizio delle operazioni belliche italiane che ha parlato della guerra in Libia del 2011.

Una casualità curiosa ma significativa per una iniziativa che si è posta l’obiettivo primario di rompere il silenzio, sporadicamente coperto dalla propaganda di guerra, che regna attorno alle operazioni militari italiane, in coerenza con una idea di pacifismo che non fa eccezioni.

Relatori qualificati della serata Fabio Amato, del dipartimento esteri del PRC e Fausto Sorini, dirigente dei Comunisti Italiani e del comitato scientifico dell’associazione Marx21.
Il primo dato che dobbiamo registrare è che nonostante la latitanza dei media – e forse anche per esso - l’interesse c’è; dimostrato da una sala riempita con facilità e dalla gente accalcata in piedi all’ingresso oltre che dal dibattito composto ma vivace. Molte le presenze riconoscibili nell’ambito dell’associazionismo pacifista, un diffuso desiderio di approfondimento su una guerra per cui il movimento nazionale non si è quasi fatto sentire.

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Russia Unita: socialismo, ma con una etichetta conservatrice

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Traduzione a cura di DF per http://www.marx21.it | fonte www.rt.com

 

UnitedRussiaLogoL’unica forza capace di modernizzare il paese è Russia Unita (il partito di Putin e Medvedev, ndt) e tale modernizzazione può essere ottenuta solo attraverso una ideologia conservatrice – così dicono gli attivisti della neo-fondata Unione Sociale Conservatrice.


­L'organizzazione è stata fondata lo scorso fine settimana sotto gli auspici del “Centro per una politica conservatrice”, il quale offre una piattaforma di discussione all'interno di Russia Unita. Sebbene definisca sé stessa come “non governativa”, la sua leadership è stata formata da politici al vertice di Russia Unita. Come Vladimir Medinsky, membro del Consiglio Generale del partito, che ci spiega come l’unione abbia lo scopo di giocare il ruolo di “potente esperto della comunità”.


“Per dieci anni, le nostre autorità hanno tentato di restaurare lo spazio post-Sovietico”, ha proseguito il deputato. “I primi passi sono stati fatti. Alla luce delle sfide del 2012, non può tale idea, la rinnovata unione di tutte le nazioni post-Sovietiche, diventare un obiettivo complessivo? Il nostro potere sta in tale unità.”

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