Internazionale

Comincia il disgelo nelle relazioni tra Georgia e Russia

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di Innokenti Adiasov – membro del Consiglio degli Esperti del Comitato Affari della CEI della DUMA di Stato
fonte Ria Novosti – Traduzione a cura del CeSPIn Puntocritico

georgia russiaLe ultime dichiarazioni dei dirigenti russi e georgiani lasciano pensare che si avvicina un cauto disgelo tra le relazioni tra Mosca e Tbilisi.

Il primo è stato il presidente russo, Dmitri Medveded, che durante un’incontro con gli studenti della facoltà di giornalismo dell’Università Statale di Lomonosov di Mosca ha dichiarato il passato 25 gennaio: “Siamo disposti a ristabilire le relazioni diplomatiche, non siamo stati noi a interromperle”.

Il 22 febbraio seguente, il primo ministro russo Vladimir Putin ha dichiarato in una riunione con i comandanti delle Forze Armate che si aspetta che “il fraterno popolo georgiano comprenda che la Russia non è un suo nemico ma un amico e che le relazioni possono venire ristabilite”.

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Niente carcere per i marò. Ondata sciovinista contro l’India

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di Marco Santopadre, da www.contropiano.org

maro india

L'Italia va alla guerra contro l'India e i media italiani rispolverano toni e slogan d'altri tempi. Per difendere i 'nostri ragazzi'. De Mistura intanto evita la galera ai due militari accusati dell'omicidio di alcuni pescatori indiani.
 

Ieri un gruppo di ragazzotti dell’organizzazione neofascista Casapound sono andati sotto l'ambasciata di Nuova Delhi a Roma per protestare contro la decisione del giudice indiano di trasferire in un carcere di Kollam i due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati e mitragliati sul loro peschereccio dall’alto della petroliera che i fucilieri di marina scortavano. «Abbiamo chiesto a gran voce all'ambasciatore e a tutto il corpo diplomatico indiano di lasciare l'Italia - dice Simone di Stefano, vice presidente di Casapound - Sventolando le bandiere tricolori, cantando l'inno nazionale e accendendo fumogeni abbiamo protestato contro questa misura inaccettabile”.

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Iran, la battaglia dei gasdotti

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

ahmadinejad gasdottoSul palcoscenico di Washington, sotto i riflettori dei media mondiali, Barack Obama ha declamato: «Quale presidente e comandante in capo, preferisco la pace alla guerra». Ma, ha aggiunto, «la sicurezza di Israele è sacrosanta» e, per impedire che l’Iran si doti di un’arma nucleare, «non esiterò a usare la forza, compresi tutti gli elementi della potenza americana». Comprese quindi le armi nucleari. Parole degne di un Premio Nobel per la pace. Questo il copione. Per sapere come stanno veramente le cose, occorre andare dietro le quinte.

Alla testa della crociata anti-iraniana vi è Israele, l’unico paese della regione che possiede armi nucleari e, a differenza dell’Iran, rifiuta il Trattato di non-proliferazione. Vi sono gli Stati uniti, la massima potenza militare, i cui interessi politici, economici e strategici non permettono che possa affermarsi in Medio Oriente uno Stato sottratto alla loro influenza. Non a caso, le sanzioni varate dal presidente Obama lo scorso novembre vietano la fornitura di prodotti e tecnologie che «accrescano la capacità dell’Iran di sviluppare le proprie risorse petrolifere».

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Vladimir Putin eletto per la terza volta presidente con un largo margine di consenso

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di Mauro Gemma

putin vittoria 2012I sondaggi che hanno preceduto le elezioni presidenziali russe del 4 marzo lasciavano un margine di incertezza sulla rielezione di Putin al primo turno. I risultati quasi definitivi (il 99,6% delle schede) attribuiscono al premier russo, al suo terzo mandato di capo dello Stato, quasi il 64% dei voti, un po' al disotto delle sue precedenti prestazioni elettorali, ma con un livello di consenso tale da consentire di affermare che il prestigio, di cui gode tra il suo popolo, è rimasto sostanzialmente intatto dai tempi della sua prima elezione.
 

Al secondo posto, a grande distanza, lo segue Ghennady Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, che per la quarta volta ha presentato la sua candidatura, con il 17,2% dei suffragi. Un dato inferiore di qualche punto all'eccellente risultato ottenuto dai comunisti alle elezioni legislative del dicembre scorso, quando le liste del partito hanno sfiorato il 20%. Il PCFR anche questa volta conferma la sua grande forza di principale rappresentante dell'opposizione, presente in ogni angolo della Federazione.

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Intervento del PdCI sulla vicenda tibetana

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di Fabio Nobile, Consigliere Regionale della Federazione della Sinistra, Membro della Segreteria Nazionale PdCI | da www.oltreconfine.it

Quello che segue è l'intervento integrale del Consigliere Regionale del PdCI durante la Seduta n. 48 di Mercoledì 29 Febbraio 2012 della Regione Lazio, avente per oggetto la discussione di una risoluzione presentata dai Radicali Italiani e sostenuta da tutti i gruppi ad eccezione dei comunisti italiani.

fabio nobileCari colleghi,

intervengo in questo dibattito su una mozione, quella sul Tibet, che rischia di affermare senza smentita di nessuno delle verità storiche assolutamente prive di fondamento.
Mi sorprende la superficialità con cui, soprattutto a sinistra, si affronta un tema così delicato prendendo parte in una contesa senza, credo, conoscere fino in fondo la storia e l’attualità di quella realtà.
La storia del Tibet è complessa, ma semplificando ha una storia connessa strettamente con quella cinese, da vedere nel 1578 il primo Dalailama della Storia essere designato dall’imperatore mongolo della Cina e dal 1727 essere parte integrante dei territori dell’impero cinese. Da quel momento in poi il Tibet è stato governato da un sistema feudale e atrocemente autoritario in cui il Dalai Lama rappresenta il Dio-Re sempre con la tutela degli imperi cinesi.

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Mercati dipendenti dalla liquidità

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di Walter Riolfi | da il Sole 24 Ore del 3 marzo 2012
 

quantitative-easingMercoledì, il presidente della Fed dipinge un quadro dell'economia americana un po' più roseo di quanto avesse fatto in passato; e Wall Street scende di qualche punto. Giovedì, dati macroeconomici peggiori delle attese (cala la spesa per costruzioni e scende l'indice manifatturiero nazionale) fanno invece salire l'indice S&P. Quale è la logica? La droga della liquidità, che negli Stati Uniti prende il nome di QE (quantitative easing) e in Europa di LTRO (long term refinancing operation). Se Ben Bernanke vede un'economia in seppur lento progresso, significa che la Fed sarà meno incentivata a varare la terza fase del QE. Ma se rallenta la produzione e se il mercato immobiliare è ben lungi dall'aver toccato il fondo, come era parso due mesi fa, s'imporrebbe una nuova iniezione di liquidità. Ne sono quasi convinti gli uomini di BlackRock, secondo i quali, se non si vedranno miglioramenti nell'occupazione e se l'inflazione non salirà, la Fed farà un nuovo QE, «probabilmente ad aprile».

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CHAVEZ. PDCI, DA SANTAGATA (PD) POLEMICA INFONDATA

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Maringio"Una polemica da questi toni francamente ce la saremmo aspettata dal Pdl più che dal Pd." E' il commento di Francesco Maringiò, responsabile delle relazioni internazionali del Pdci a quanto sollevato da Giulio Santagata in merito al patrocinio del Comune di Roma di una mostra sul Presidente venezuelano Hugo Chavez, che prosegue: "Tra l'altro è del tutto infondata: Chavez dal 1998 ha vinto regolarmente tutte le consultazioni elettorali. Semmai è chi ha tentato il golpe nel 2002,proprio contro il governo bolivariano, che vorrebbe instaurare una dittatura in Venezuela. Infine" conclude Maringiò "il cinema 'L'Aquila' ha una lunga storia di mostre e documentari impegnati. Consiglierei a Sant'Agata di concentrarsi di più sui patrocini che Alemanno concede a certi personaggidell'estrema destra, infangando la memoria di Roma città medaglia d'oro per la Resistenza".

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