Internazionale

Brasile come membro della NATO?

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Bolsonaro rostodi Mark Epstein

Da quando le manovre dell’Impero per il colpo di stato ‘soft’ in Brasile ai danni del PT, con la rimozione pretestuosa dal potere di Dilma Roussef prima e l’arresto pretestuoso ad hoc di Lula da Silva poi, hanno soffocato gli inizi di di maggiore democrazia e di alcune misure più socialdemocratiche nel paese, per risottoporlo alle estorsioni di Washington (e con il Brasile riportando indietro l’intero continente di decenni), questa nazione martoriata somiglia di più al film distopia dei Monty Python, Brazil, che ad una delle maggiori potenze regionali, che si era alleata, aprendo la possibilità ad un mondo realmente meno unipolare, ai BRICS.

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Occidente, Dumping e massacri civili

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cargo container 163726di Mark Epstein

Il supremo cinismo con il quale l’Occidente tratta il resto del mondo, soprattutto i paesi in via di sottosviluppo, non è una novità per coloro anche minimamente familiari con i vari aspetti del colonialismo e dell’imperialismo.

Ma, lentamente, anche con alla guida, indiretta, di ora due paesi del BRICS, prima la Cina e poi l’India, altri paesi (Malesia, Tailandia, ecc.) si stanno rifiutando di fungere semplicemente da scariche di rifiuti per l’Occidente (qui).

In realtà in economia però il termine ‘dumping’ ha un altro significato: e consiste nell’invadere un paese, mercato, ecc. con i propri prodotti, a prezzi bassissimi, spesso artificialmente sottocosto, per eliminare ditte o enti rivali del settore.

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C’è molto di più della Belt and Road Initiative

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xijinping italia bandieradi Fabio Massimo Parenti
da beppegrillo.it

C’è molto di più della Belt and Road Initiative

Se gli USA e l’Europa stanno perdendo terreno sul piano tecnologico rispetto alla Cina, sul piano culturale solo l’Europa, meglio il Mediterraneo, può competere, costruendo una proficua amicizia. “Guardando il mondo ci troviamo davanti a un cambiamento epocale – ha affermato il Presidente cinese al Quirinale – la Cina e l’Italia sono due importanti forze nel mondo per salvaguardare la pace e promuovere lo sviluppo. La Cina vuole lavorare con l’Italia per rilanciare lo spirito di equità, mutuo rispetto e giustizia”. Nel percorso di avanzamento delle relazioni italo-cinesi, la stabilizzazione mondiale e la pace sono la vera posta in gioco, che ovviamente non può non passare dalla cooperazione economica.

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Il Libano respinge le proposte di Pompeo

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lebanon 2697377 960 720Rete Voltaire

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha incontrato i tre principali dirigenti del Libano: il presidente della Repubblica, Michel Aoun (cristiano maronita); il primo ministro Saad Hariri (musulmano sunnita); e il portavoce del parlamento, Nabih Berri (musulmano sciita) - durante la sua visita ufficiale in questo paese, il 22 marzo 2019.

Per quanto riguarda le questioni energetiche, il Segretario di Stato propone che il Libano riconosca la linea tracciata dall'ambasciatore statunitense Frederic Hof per delimitare le zone marittime di Israele e Libano, il che faciliterebbe lo sfruttamento delle riserve di gas ivi esistenti. I suoi interlocutori libanesi hanno respinto questa proposta, poiché un sesto delle acque territoriali libanesi verrebbe a trovarsi sotto il controllo israeliano.

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Gli errori dell’Occidente hanno spianato la Via della Seta

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chinese lantern 932217 960 720Un ottimo editoriale di Guido Salerno Aletta

La Cina guarda al Mediterraneo, tornato nuovamente centrale nella geopolitica. La Via della Seta di cui tanto si parla, chi palesando il timore di una espansione eccessiva di Pechino e chi ipotizzando con malcelata baldanza chissà quale nuovo Eldorado, ha due componenti distinte, come chiarisce l’acronimo BRI, che sta per Belt & Road Initiative.

Si snoda dunque sia per vie terrestri che per rotte marittime, ma nessuna sembrerebbe toccare i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Dopo il Pireo, che dà accesso ai Balcani meridionali, ora sarebbe la volta dei porti italiani: se ben collegati per via ferroviaria e stradale con il resto del continente europeo, consentirebbero di ridurre i tempi di trasporto rispetto alle rotte che proseguono fino ai porti del nord Europa passando per Gibilterra.

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Centralizzazioni e salvataggio statale della Deutsche Bank

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deutschebank facciataRiceviamo e volentieri pubblichiamo

di Domenico Moro | da laboratorio-21.it

Come abbiamo rilevato in un precedente articolo, “il manifesto franco-tedesco per una politica industriale europea”, firmato da Francia e Germania, facilita i processi di centralizzazione nella Ue. Le acquisizioni e fusioni tra imprese sono funzionali alla competizione su un mercato più difficile, a causa della globalizzazione, della perdurante stagnazione economica e delle più restrittive regole bancarie europee. Aspetto importante del processo di centralizzazione è il ruolo centrale che vi riveste lo Stato, a dispetto della retorica neoliberista e delle regole europee contro gli aiuti di Stato.

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Come l'Italia conquistò lo «Status di grande paese»

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jugoslavia guerra palazzoinfiammedi Manlio Dinucci

Il 24 marzo 1999, la seduta del Senato riprende alle 20,35 con una comunicazione dell’on. Sergio Mattarella, allora vice-presidente del governo D’Alema (Ulivo - Pdci - Udeur): «Onorevoli senatori, come le agenzie hanno informato, alle ore 18,45 sono iniziate le operazioni della Nato».In quel momento, le bombe degli F-16 del 31° stormo Usa, decollati da Aviano, hanno già colpito Pristina e Belgrado. E stanno arrivando nuove ondate di cacciabombardieri Usa e alleati, partiti da altre basi italiane.

In tal modo, violando la Costituzione (artt. 11, 78 e 87), l’Italia viene trascinata in una guerra, di cui il governo informa il parlamento dopo le agenzie di stampa, quando ormai è iniziata.

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I gillet gialli francesi visti da vicino: un’analisi di classe del movimento. I limiti della sinistra italiana.

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giletjaune tettodi Lorenzo Battisti (Marx 21 - Parigi)

Spesso per comprendere la natura di un fenomeno sociale è bene osservarlo da una certa distanza. Quando vivevo in Italia questo mi permetteva di cogliere meglio certi aspetti delle vicende francesi, poiché non ne ero personalmente coinvolto. Al contempo questa distanza dovrebbe permettere ai compagni italiani di leggere meglio di me (che ora vivo in Francia) il movimento dei Gilets Jaunes, i gillet gialli.

L’impressione purtroppo sembra opposta: per qualche ragione i compagni italiani hanno di questo movimento un’immagine che non corrisponde affatto alla realtà. Cercherò di fare un’analisi del movimento e di spiegare le ragioni di questa attitudine italiana a scambiare i propri sogni per la realtà.

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Si si e né né

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soldati marcia bassodi Jorge Cadima

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La storia dimostra abbondantemente come l'imperialismo si arroghi il diritto di imporre il suo potere planetario con tutti i mezzi: guerre, sovversioni, colpi di stato, embarghi, bombe atomiche, armi chimiche, campi di concentramento, torture, omicidi. Sempre "giustificati" da menzogne di distruzione di massa. Per l'imperialismo, la sovranità, la volontà dei popoli e il diritto internazionale sono meri ostacoli, da ignorare se il rapporto di forze lo consente. Nel suo stile, il governo Trump manifesta tutto ciò in modo sfacciato e ufficiale. Lascia cadere il velo ipocrita, mostrando la faccia vera ed eterna dell'imperialismo.

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