Internazionale

Catalogna: ma perché sottostare al ricatto dei marpioni?

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da pecorarossa.it

Fa davvero rabbrividire vedere tanti nella “sinistra antagonista” continuare ad inneggiare ad una “indipendenza della Catalogna” che rischia oggi di sfociare in un’altra Jugoslavia.

Si tratta, per lo più, di sempliciotti dalla confusa ideologia che già avevano etichettato come “guerra di Putin” la lotta per l’indipendenza delle popolazioni del Donbass (massacrate dal regime golpista di Kiev per privarli della loro lingua, cultura e, soprattutto, dei giacimenti di gas da privatizzare) e santificato la  lotta per l’indipendenza dei Curdi (anche quando questi, al soldo degli USA, imponevano la pulizia etnica in aree che curde non sono mai state). Sulla impossibilità per questi sempliciotti di ravvedersi, ragionare in termini politici e non già seguire le mode del momento, mi sono rassegnato. Qualche illusione, invece, sopravvive ancora nei riguardi dei “maitre a penser” della sinistra antagonista. Tra i quali molti marpioni.

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Il vero impatto del «Pentagono italiano»

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forze armate2 0 1di Manlio Dinucci
il manifesto, 31 ottobre 2017

Gli abitanti del quartiere di Centocelle, a Roma, protestano a ragione per l’impatto del costruendo Pentagono italiano sul parco archeologico e la sua area verde (il manifesto, 29 ottobre). C’è però un altro impatto, ben più grave, che passa sotto silenzio: quello sulla Costituzione italiana.

Come abbiamo già documentato sul manifesto (7 marzo), il progetto di riunire i vertici di tutte le forze armate in un’unica struttura, copia in miniatura del Pentagono statunitense, è parte organica della «revisione del modello operativo delle Forze armate», istituzionalizzata dal «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa» a firma della ministra Pinotti.

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La Polonia nel 2017

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polonia usadi Monika Karbovska
da collectif-communiste-polex.org

Traduzione di Marx21.it

Tra i paesi dell'Unione Europea la Polonia è senza dubbio il “giardino preferito” dell'oligarchia neoliberista occidentale. Quello in cui la popolazione è la più sottomessa all'imperativo della concorrenza. Essa non si è ribellata in massa mentre tutti i paesi dell'Est, comprese la Bulgaria, la Bosnia e la Romania, dal 2010 al 2014 sono stati scossi da movimenti sociali tanto possenti quanto senza successo. Niente di simile è accaduto in Polonia dalla quale ogni parvenza di coscienza di classe sembra essere scomparsa.

Tuttavia, dopo otto anni di crisi, le contraddizioni del sistema capitalista hanno in qualche modo modificato i rapporti sociali e politici. Nel 2014 una parte dell'oligarchia compradora, che è al potere da 25 anni, ha avuto paura dell'ampiezza assunta dalla politica statunitense dei “cambi di regime” applicata in Ucraina e delle forti pressioni per fare la guerra alla Russia.

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Garzón: «Non è coerente essere comunista e indipendentista»

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di Alejandro López De Miguel*
da ilmanifesto.it

Intervista ad Alberto Garzón. «Questa è una guerra di bandiere», il coordinatore federale di Izquierda Unida distribuisce equamente le colpe fra Charles Puigdemont e Mariano Rajoy

Il coordinatore federale di Izquierda Unida non ritiene «coerente» essere al tempo stesso «indipendentista e comunista» nel contesto catalano, quello di un conflitto polarizzato, di una «guerra di bandiere» e, chiarisce, si identifica solo con la seconda qualifica. Alberto Garzón Espinosa ha presentato lunedì il suo nuovo libro, Por qué soy comunista (Ediciones Península), con il quale si propone di «arricchire la cassetta degli attrezzi» di cui dispone la sinistra per «criticare il mondo esistente» e «costruirne uno alternativo».

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Nuova via della seta, la proposta della Cina al pianeta

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di Fabio Marcelli
da ilfattoquotidiano.it

Primo Paese al mondo per dimensione economica del prodotto interno lordo rapportato al potere d’acquisto, la Repubblica popolare cinese non intende certo abdicare alle sue responsabilità a fronte di un mondo sempre più in preda a fenomeni negativi frutto del capitalismo e dell’imperialismo, quali le devastazioni ambientali, la povertà crescente, le crescenti disuguaglianze e il terrorismo. Lungi dal voler imporre il proprio modello, il governo di Pechino propone al resto del pianeta un differente approccio alla globalizzazione, basato sul rispetto reciproco, il dialogo interculturale, un’effettiva cooperazione economica e sociale che consenta a tutti i partner di trarre giovamento dalle imprese comuni (win-win).

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Donbass e Catalogna: una doverosa precisazione

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donbass sputnikdi Mauro Gemma

Girano in rete impropri paragoni tra la dichiarazione di indipendenza della Catalogna e la creazione delle repubbliche popolari nel Donbass.

E' opportuno precisare che, al contrario di quanto è successo in Catalogna con la rivendicazione dell'indipendenza dalla Spagna, la richiesta iniziale delle regioni russofone dell'Est dell'Ucraina era quella dell'autonomia nell'ambito dello stato ucraino* (nato, questo, da una decisione, presa dai nazionalisti ucraini in combutta con Eltsin dopo il suo colpo di Stato, che ha violato la decisione espressa, a grande maggioranza, dal popolo della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina di rimanere nell'URSS, attraverso il referendum del marzo 1991) e, in particolare del rispetto della lingua, della cultura e dell'identità peculiare delle sue popolazioni, a grande maggioranza russe e russofone. E ciò avveniva in conseguenza delle prime misure approvate dal governo golpista che si proponevano di impedire persino l'uso della lingua russa.

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La Banca centrale europea ha guadagnato quasi 8 miliardi di euro dalla crisi finanziaria della Grecia

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Grecia crisi economica11RT | rt.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

La Banca centrale europea (BCE) ha tratto buon profitto dalle sue partecipazioni al debito pubblico greco, secondo un documento visionato dal Financial Times.

Una risposta scritta alla richiesta di un parlamentare greco ha dimostrato che la banca ha raccolto 7,8 miliardi di euro di pagamenti di interessi nel periodo tra il 2012 e il 2016 sui titoli di stato greci acquisiti nell'ambito del programma Securities Market Programme (SPM)

Gli utili sono di solito ridistribuiti tra le 19 banche centrali dell'area euro.

Nel 2016, la BCE aveva raccolto più di 1,1 miliardi di euro di pagamenti di interessi sui titoli greci sui circa 20 miliardi di euro di bond da essa detenuti, secondo il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung.

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In merito alla pericolosa tensione nella Penisola Coreana e alle sue cause

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corea guerradi Albano Nunes | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Una dettagliata storia del conflitto che sta sollevando le preoccupazioni di tutto il mondo.

La Corea è una nazione divisa. Da quando? Perché? Cosa impedisce la sua riunificazione? E perché lo spazio in cui vive il popolo coreano, la Penisola Coreana, si è trasformato nel pericolosissimo focolaio di tensione che ha scosso il mondo?

Non si tratta di questioni semplici. Se lo fossero non si sarebbe certamente arrivati alla situazione di acuto scontro a cui si è giunti con uno strascico di distruzione e di morte tra i più tragici che l'umanità abbia conosciuto.

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L'indipendenza catalana: cinque cose su cui riflettere

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catalundi Tony Cartalucci
da misionverdad.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Come contributo alla riflessione sulle vicende complesse che vedono scontrarsi, sul futuro della Catalogna, le forze secessioniste della regione, da un lato, e il Governo autoritario insieme alla retrograda monarchia borbonica, dall'altro, pubblichiamo un articolo di Tony Cartalucci*, che analizza alcune rilevanti implicazioni internazionali della questione, con l'augurio che possa richiamare l'attenzione dei comunisti e delle forze progressiste che sembrano in questo momento dividersi, a volte anche in modo aspro, in merito alla valutazione della situazione e delle prospettive che si  stanno profilando per l'importante regione fino ad oggi parte dello Stato spagnolo.

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