Internazionale

Chi era il Generale Qasem Soleimani, ucciso barbaramente dagli USA. Dal rafforzamento di Hezbollah e della Resistenza palestinese, il suo ruolo nella sconfitta dell'ISIS in Siria e Iraq

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soleimani divisada lantidiplomatico.it

Il generale di corpo d'armata Qasem Soleimani, caduto martire in un attacco statunitense in Iraq, ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro le bande terroristiche. I media mainstream non hanno per nulla citato il suo ruolo fondamentale nella sconfitta dell'ISIS, ma l'hanno definito come colui che pianificava attacchi contro le ambasciate USA in Medio Oriente

All'alba, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (CGRI) dell'Iran ha confermato il martirio del comandante delle forze Quds, il tenente generale Qasem Soleimani, in un'operazione che non si può che definire terroristica ordinata dal presidente di Stati Uniti , Donald Trump, a Baghdad, capitale irachena.

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Discorso di fine anno 2019 del Presidente Xi Jinping

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pcc 18mo congressodi Maria Morigi

Il discorso di fine anno del Presidente si segnala per la concretezza della prima grande battaglia di riforme intese a “sconfiggere la povertà”: propositi e risultati ottenuti in molti campi di sviluppo con l’obiettivo finale di liberare dalla povertà i residenti rurali e i distretti poveri.  Come pianificato, dice il Presidente, ciò si realizza grazie ad un grande sforzo collettivo che consolida le fondamenta del progetto.

Nel discorso di fine anno si pone l’accento sull’autentico sentimento patriottico del Popolo cinese dimostrato alla celebrazione dei 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese: “Siamo rimasti colpiti dalla potente forza del patriottismo. Le imponenti divisioni della parata e la sfilata dei cittadini pieni di entusiasmo hanno decorato Piazza Tian’anmen, facendola diventare un oceano di gioia. Tutta la Cina si è colorata di rosso, sui volti delle persone si vedevano sorrisi pieni di orgoglio, la canzone “Io e la mia patria” veniva trasmessa in ogni parte del Paese. Un sentimento patriottico che ci ha fatto commuovere. Lo spirito patriottico costituisce la colonna vertebrale della nazione cinese”.  

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Xinjiang: X la strategia americana del kaos

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xinjiang cinadi Giambattista Cadoppi

La politica di guidare l'evoluzione dell'Islam e di aiutare gli islamisti contro i nostri avversari ha funzionato meravigliosamente bene in Afghanistan contro i russi. Le stesse dottrine possono ancora essere utilizzate per destabilizzare ciò che rimane del potere russo, e soprattutto per contrastare l'influenza cinese in Asia centrale”. Graham E. Fuller, 1999, architetto chiave della CIA per la strategia degli Stati Uniti sull'Islam

La proposta di Fuller è diventata la strategia politica segreta degli Stati Uniti alla fine degli anni Novanta. La politica di Washington di “armare” e formare islamisti radicali e fondare migliaia di scuole islamiche radicali e madrasa in Medio Oriente, Africa e Asia centrale, completa di libri scolastici radicali tradotti dalla CIA e interpretazioni del Corano che alimentavano l'odio per “infedeli” o i mussulmani non-sunniti, doveva essere diretta contro il colosso economico emergente della Cina, contro un nemico russo già indebolito e infine contro l'Iran e Hezbollah.

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Anti che cosa?

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banksy in palestine 2di Gustavo Carneiro, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da 
avante.pt

traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Giorni fa Donald Trump ha approvato un decreto esecutivo con il proposito annunciato di combattere l'antisemitismo nelle università statunitensi. Immediatamente, l'organizzazione
Jewish Voice for Peace è intervenuta sostenendo che la misura non intende affrontare il "terribile aumento dell'antisemitismo" nelle università, che è reale, ma piuttosto rappresenta un "pericoloso tentativo autoritario di mettere a tacere l'attivismo studentesco a sostegno dei diritti dei palestinesi”.

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50 bombe nucleari Usa dalla Turchia ad Aviano

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dinucci turchiadi Manlio Dinucci

da il manifesto 31 dicembre 2019

«Cinquanta testate nucleari sarebbero pronte a traslocare dalla base turca di Incirlik, in Anatolia, alla base Usaf di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, in quanto gli Usa diffiderebbero sempre più della fedeltà alla Nato del presidente turco Erdogan»: lo riporta l’Ansa citando quanto dichiarato dal generale a riposo Chuck Wald della US Air Force in una intervista all'agenzia Bloomberg il 16 novembre. Il fatto che l’Ansa e alcuni giornali ne parlino, anche se in ritardo, è comunque positivo. Ciò conferma quanto documenta da tempo il manifesto.  

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Con i lavoratori francesi in lotta

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francia sciopero trasportida pciparis.blogspot.com

Ormai da 3 settimane, i lavoratori dei trasporti francesi sono in sciopero contro la riforma delle pensioni di Macron. Una riforma che vuole abbassare la pensione futura, allungare l’età per andare in pensione e che prepara la privatizzazione del sistema pensionistico.

Lo sciopero sta bloccando la capitale del paese, così come le linee ferroviarie. Molti altri settori sono scesi in sciopero, tra cui quelli delle centrali elettriche e delle raffinerie, che hanno occupato i propri siti produttivi e che tagliano la luce ai grandi monopoli e al contempo la regalano ai quartieri poveri. Sta avvenendo una cosa sconosciuta in Italia: uno sciopero ad oltranza. O cede il governo e i padroni, o cedono i lavoratori in lotta.

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Il petrolio disegna nuove alleanze

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oil 10di Demostenes Floros
da aboutenergy.com

La nascita dell'OPEC+ ha sancito la centralità della Russia come attore geopolitico ed energetico al fianco dell'Arabia Saudita, mentre cala il peso di Washington sull'Organizzazione. Sullo sfondo si rafforza l'alleanza tra Mosca e Pechino

Nuovi tagli di produzione per limitare l’offerta di petrolio: lo hanno annunciato il 6 dicembre scorso i 24 paesi che compongono l’OPEC+. La coalizione tra il Cartello dei paesi esportatori di petrolio e i paesi non OPEC, a guida russa, ha inaspettatamente aumentato i tagli produttivi per un ammontare di 500.000 b/g, incrementandoli da 1.200.000 b/g a 1.700.000 b/g fino al 31 marzo 2020.

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Il mondo al contrario

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citta esplosione palazzidi Gustavo Carneiro, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP) | avante.pt

Traduzione di Marx21.it

In una recente intervista a Paris Match Magazine, il presidente siriano Bashar al-Assad ha posto una domanda interessante: la Siria potrebbe inviare truppe in Francia con il pretesto di combattere il terrorismo senza le autorità di quel paese?

La risposta è ovvia e la domanda sarebbe assurda se la Francia, insieme a Stati Uniti, Regno Unito e Turchia, non occupassero illegalmente il territorio siriano. Rispondiamo quindi positivamente alla sfida del leader siriano, lasciando da parte un giudizio su chi esercita il potere in ognuno di questi paesi, ma cercando di impegnarci nell'esercizio dell'immaginazione di un mondo al contrario.

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Il Corriere della Sera lancia bordate alla Germania

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germania grunge 500di Pasquale Cicalese

Che qualcosa si stia muovendo in Italia ormai è palese. Ne stiamo dando conto da giorni, rilanciando dichiarazioni di esponenti industriali e aristocrazia finanziaria. Qualcosa si è rotto, non sappiamo ancora per quale motivo. Tutti parlano di emergenza e di governo decotto, la classe dirigente sembra si stia ribellando. Il 2020  si presenta, sempre che venga approvata la finanziaria, come la stagione delle tasse in un contesto di asfissia finanziaria. Il Mes è stato rimandato a giugno, la Brexiti ha contato su questo, ma continuerà l'asfissia europea e interna. Le imprese sono decimate, le banche sono terrorizzate da dichiarazioni troppo palesi che potrebbero sconvolgere il mercato finanziario italiano. E tengono botta, la gran parte è solida, ma è martellata dalle regolamentazioni sempre più assurde della Vigilanza Europea.

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3000 miliardi di dollari nel pozzo afghano senza fondo

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bombardiere sganciodi Manlio Dinucci

da il manifesto 17 dicembre 2019

Nella Dichiarazione di Londra (3 dicembre) i 29 paesi della Nato  hanno riaffermato «l’impegno per la sicurezza e stabilità a lungo termine dell’Afghanistan». 

Una settimana dopo, in base alla «Legge sulla libertà di informazione» (usata per svuotare dopo anni alcuni armadi dagli scheletri a seconda della convenienza politica), il Washington Post ha desecretato 2.000 pagine di documenti i quali «rivelano che funzionari Usa hanno ingannato il pubblico sulla guerra in Afghanistan». In sostanza hanno nascosto i disastrosi effetti, anche economici, di una guerra in corso da 18 anni. I dati più interessanti che emergono sono quelli dei costi economici. 

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