Internazionale

"Gli americani non vinceranno il confronto con la Cina" Intervista su L'Humanité a Jean-Claude Delaunay

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delaunay youtubeda humaniteinenglish.com

Traduzione di Marco Pondrelli

Entro il 2050, la Cina spera di diventare la prima economia mondiale. Il nostro compagno Jean-Claude Delaunay, economista e vicepresidente della World Association for Political Economy, fornisce al giornale l'Humanité le chiavi interpretative di un'economia, quella cinese, in rapido cambiamento.

Humanité: Come analizzare l'attuale guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti?

Jean-Claude Delaunay: Gli Stati Uniti sembrano essere in ritardo di cinque anni nello scoprire la strategia cinese di una "new normality". Non si tratta solo di realizzare il progresso sociale, ma anche di sviluppare le forze produttive: Internet, l'elettronica, l'intelligenza artificiale, lo sviluppo del 5G.....

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Venezuela e Russia rafforzano la cooperazione politica, economica e militare

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delcyrodriguez lavrovdi Marx21.it

Il Vice Presidente Esecutivo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, si è recata la scorsa settimana (19-20 agosto) a Mosca, alla guida di una delegazione di altissimo livello, con l'obiettivo di rafforzare le "relazioni di fraternità e cooperazione" tra i due paesi.

Durante la sua permanenza a Mosca, la leader venezuelana ha confermato gli accordi stipulati dal Palazzo Miraflores e dal Cremlino in varie "aree strategiche".

Una dichiarazione dell'ufficio della vicepresidente a Caracas afferma che la visita è parte integrante degli sforzi del governo bolivariano tesi a rafforzare i legami con i paesi amici interessati a sostenere lo sviluppo sociale ed economico del Venezuela.

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La Cina e la fine della potenza americana

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portaerei oceanodi Christopher Black | da newcoldwar.org

Traduzione di Marco Pondrelli

Le potenze imperialiste hanno una lunga storia di colonialismo in Cina, di riduzione del suo popolo a mendicante nella propria terra. Gli inglesi, i francesi, i tedeschi, gli americani, i giapponesi, sono tutti colpevoli di crimini contro la Cina che non possono essere dimenticati. Sconfitte nel 1949 le potenze coloniali non hanno mai abbandonato le loro ambizioni di ridurre nuovamente la Cina a colonia e sono, ancora una volta, attivamente impegnate nel tentativo di minare la Cina come nazione sovrana, calunniarla, sabotarne l'economia, minacciarla con la forza armata, spezzarla in pezzi facilmente controllabili, come vorrebbero fare con la Russia.

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Queste le riforme che servono all'Europa (ce lo chiede anche Trump)

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savona 1217Pubblichiamo l'editoriale di Guido Salerno Aletta

Compiti ardui si preannunciano per le rinnovate istituzioni europee, Parlamento, Commissione e BCE. L’Unione non ha di fronte a sé solo il problema strutturale della bassa crescita economica che ha caratterizzato gli scorsi dieci anni, ed i pericolosi segnali di un forte rallentamento anche in Germania, ma le questioni che furono lasciate irrisolte ai tempi del Trattato di Maastricht nel 1992, aggravatesi di recente per via dei difetti che caratterizzano anche l’architettura dell’euro.

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La Cina divora energia e ha (per ora) bisogno di noi

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cina pannellisolaridi Demostenes Floros, Analista geopolitico ed economico

da aboutenergy.com

I cinesi - 1,4 miliardi - si confermano i principali consumatori di energia del pianeta con il 23,6% dei consumi. La quota degli Stati Uniti, 330 milioni di abitanti, è pari al 16,6%, ma c'è una novità: i consumi sono cresciuti del 3,5%, l'aumento più consistente dal 1984.

I consumi di energia primaria globale hanno raggiunto i 13.865 Mtep (Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) nel 2018, in aumento del 2,9% rispetto al 2017. Si tratta del maggior incremento registrato dal 2010, trainato per oltre il 40% dal gas naturale. È quanto emerge di dati forniti dal BP Statistical Review 2019.

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Hong Kong, la storia che non leggerete

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barricade hong kong protest 1202581di Pino Arlacchi
da pinoarlacchi.it

Non riportare mai la versione dell’altra parte in campo e limitarsi a ripetere la stessa storiella, senza il minimo approfondimento, sono diventati le regole seguite dai media mainstream nel trattare i fatti internazionali. Che si tratti di Cina, Venezuela, guerre, massacri e catastrofi, ogni volta che si deve informare si ricorre a una formuletta preconfezionata. Che coincide regolarmente con gli interessi dei proprietari dei mezzi di comunicazione, dei governi occidentali e dello 0,1% che tenta di governare le cose del mondo.

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Sotto lo «scudo» missili nucleari Usa in Europa

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missile lancio fumodi Manlio Dinucci

ll sito missilistico Nato di Deveselu in Romania, facente parte del sistema statunitense Aegis di «difesa missilistica», ha terminato «l’aggiornamento» iniziato lo scorso aprile. Lo comunica la Nato, assicurando che «esso non ha conferito alcuna capacità offensiva al sistema», il quale «rimane puramente difensivo, focalizzato su potenziali minacce provenienti dall’esterno dell’area euro-atlantica».

Il sito di Deveselu è dotato (secondo la descrizione ufficiale) di 24 missili, installati in lanciatori verticali sotterranei, per l’intercettazione di missili balistici a raggio corto e intermedio.

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Hong Kong. Qualcuno vi ha raccontato che il famigerato “Trattato di estradizione con la Cina” lo ha stipulato anche l’Italia?

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hong kong 833x474di Francesco Santoianni
da pecorarossa.it

Tutti i media - primo tra tutti l’ormai impresentabile  Il Manifesto –  ad osannare i manifestanti di Hong Kong mobilitati contro il famigerato “Trattato di estradizione con la Cina” e nessuno vi racconta che un trattato di estradizione con la Cina (assolutamente identico a quello proposto ad Hong Kong) è stato già stipulato dall’Italia e da altri 48 paesi tra i quali Spagna, Francia, Portogallo, l’Australia… Un trattato che esclude categoricamente i reati di opinione e politici.

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Segui i soldi dietro le proteste di Hong Kong

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hong kong usa trumpdi Sara Flounders | da workers.org

Traduzione di Marco Pondrelli

Le manifestazioni a Hong Kong, divenute un aperto confronto con la Repubblica popolare cinese, hanno un impatto globale. Quali sono le forze dietro a questo movimento? Come vengono reperiti i fondi e chi ne beneficia?

Le manifestazioni sempre più violente a Hong Kong sono accolte e sostenute con entusiasmo dai media statunitensi e da tutti i partiti politici imperialisti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Questo dovrebbe essere un segnale di pericolo per tutti coloro che lottano per il cambiamento e per il progresso sociale. L'imperialismo americano non è mai disinteressato o neutrale. 

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