Internazionale

La sottovalutazione dell’euro da parte della sinistra e l’abbandono dell’exit alla destra

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eu fisheyedi Domenico Moro

da sinistrainrete.info

Note a margine del dibattito su La gabbia dell’euro

Il compagno Domenico Moro ci segnala il suo contributo per "Sinistra in rete", che volentieri proponiamo anche ai nostri lettori.

Un libro è utile nella misura in cui suscita un dibattito su un dato tema, contribuendo a chiarirne i vari aspetti, e aiutando definire con maggiore precisione le proprie posizioni. Da questo punto di vista, possono essere di interesse le questioni emerse durante le numerose presentazioni e nelle recensioni dedicate al mio libro, “La gabbia dell’euro. Perché uscirne è internazionalista e di sinistra”.

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L’ombrello dell’Europa

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di Ascanio Bernardeschi
da lacittafutura.it

Nel libro di Cesaratto si denuncia la politica di dumping sociale e di mercantilismo della Germania, ma manca la critica del capitalismo.

Mark Twain molti anni fa disse che le banche sono come colui che ti presta l’ombrello quando non piove e lo rivuole indietro quando piove. Non poteva prevedere che invece le banche americane, anni dopo, preparando la crisi dei mutui subprime, avrebbero prestato fin troppo, scommettendo su un andamento continuamente favorevole del mercato immobiliare e andando a gambe all’aria con lo scoppio di questa bolla speculativa.

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Intervista a Laurent Brun, Segretario Generale della CGT Ferrovie

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laurentbrun cgtIntervista a Laurent Brun, Segretario Generale della CGT Ferrovie

da initiative-communiste.fr

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Intervista con Laurent Brun, segretario generale della CGT Cheminot: La mobilitazione non sta rallentando alla SNCF. Al contrario. Il 14 maggio, la Intersyndicale (il coordinamento dei sindacati in lotta NdT) ha chiesto un altro giorno senza ferrovieri, che ha portato a tassi di sciopero record. È in corso la battaglia ferroviaria per ottenere il ritiro della riforma ferroviaria che avvia - trascrivendo le direttive europee - l'apertura alla concorrenza del settore ferroviario e lo smantellamento e la privatizzazione della SNCF. Mentre i media dei miliardari diffondono ogni giorno la propaganda del regime di Macron e dei suoi sostenitori, Initiative Communiste, il giornale del PRCF (Polo della Rinascita Comunista in Francia), dà la parola ai lavoratori. Laurent Brun, Segretario Generale della CGT Cheminot, ha accettato di rispondere alle nostre domande per fare il punto sulla mobilitazione.

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Già in guerra gli F-35 israeliani

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israele f35di Manlio Dinucci
il manifesto, 23 maggio 2018

«Stiamo volando con gli F-35 su tutto il Medio Oriente e abbiamo già attaccato due volte su due differenti fronti»: lo ha annunciato ieri il generale Amikam Norkin, comandante della Forza aerea israeliana, alla conferenza sulla «superiorità aerea» in svolgimento a Herzliya (un sobborgo di Tel Aviv) con la partecipazione dei massimi rappresentanti delle aeronautiche di 20 paesi, Italia compresa.

Il generale non ha specificato dove sono stati impiegati gli F-35, ha lasciato però intendere che uno degli attacchi è stato effettuato in Siria. Ha inoltre mostrato l’immagine di F-35 israeliani in volo su Beirut in Libano, ma quasi certamente sono già stati usati per missioni non di attacco anche in Iran.

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La nuova Cina a 40 anni dalle riforme di Deng Xiaoping*

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di Zhang Aishan, Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia

Quest’anno si celebra il 40esimo anniversario dell’avvio della politica di Riforme e Apertura cinese. Nel 1978, su proposta di Deng Xiaoping, la Cina ha avviato il suo percorso di riforma e apertura. La politica di Riforme e Apertura, ovvero “riforme interne e apertura verso l’estero”, in questi 40 anni ha fatto sì che lo sviluppo socio-economico della Cina vivesse dei cambiamenti epocali e ha avuto un impatto forte anche sugli equilibri mondiali.

Negli ultimi 40 anni, il grande sviluppo economico cinese ha suscitato stupore diffuso. Dall’inizio della politica di Riforme e Apertura, il PIL cinese ha mantenuto un tasso di crescita medio annuo del 9,5% e il PIL totale ha registrato un balzo epocale dai 149,5 miliardi di dollari del 1978 ai 12250 miliardi di dollari attuali, passando dal 2,7% iniziale a rappresentare il 15% dell'economia mondiale. Il commercio estero ha registrato una crescita media annua del 14,5% ed è arrivato a contribuire per oltre il 30% alla crescita economica mondiale.

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Elezioni Venezuela: il saluto del Comitato Contro la Guerra Milano

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maduro elezioni2018Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Sono diverse le feroci dittature che affamano e massacrano i propri popoli. I primi della lista sono il dittatore Nicolas Maduro Moros, successore del ben peggiore Hugo Chavez Frias e il dittatore Bashar Al-Assad. E’ “bizzarro”, che altri popoli ancora, affamati e massacrati dai propri aguzzini, si ostinino a non voler seguire i consigli del Paese più democratico al mondo e rifiutino persino decine di migliaia di bravi jihadisti istruiti e armati di tanta buona volontà dai nostri amici della NATO, dai nostri Paesi fratelli del Golfo, come le secolari democrazie Saudite e del Qatar, o dall’affidabile Turchia di Erdogan. Questi strani siriani, non vedono neppure di buon occhio la solidarietà dei sionisti verso i cosiddetti “Liberi Ribelli” del FSA (Free Syrian Army) o delle FDS (Forze Democratiche Siriane) che piacciono tanto alla nostra “sinistra rivoluzionaria”, Israele che li cura e accudisce sulle alture del Golan siriano occupato.

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L'Iran nei piani di guerra storici degli Stati Uniti e Israele in Medio Oriente

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iran petroliodi Alfredo Hurtado
da misionverdad.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

L’articolo è dell’8 maggio, prima dell’annuncio di Trump in merito al ritiro dal trattato sul nucleare iraniano.

Nel 2007 il generale in pensione delle forze statunitensi Wesley Clark ha detto pubblicamente in una delle sue conferenze, che l'ordine immediato, dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001, era "invadere sette paesi arabi in cinque anni". L'ultimo di questi sette doveva essere l'Iran, che, tra l'altro, non è arabo, è persiano. Ciò dimostra che la distruzione ed il genocidio di cui sono stati e sono vittime l'Iraq, la Libia e la Siria sono stati pianificati morbosamente, il che rappresenta un crimine contro l'umanità con pochi precedenti.

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Donbass: il sacrificio del comandante Mamiev eroe della lotta contro l'aggressione nazista ucraina

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mamiev donbassDichiarazione di Kazbek K. Taysaev, Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La sera del 17 maggio, nei pressi di Donetsk ha incontrato la morte Oleg Mamiev (nome di battaglia Mamay), comandante del battaglione “Pyatnashka” del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk

Gravemente ferito in prima linea, Mamiev è morto durante un intervento chirurgico in ospedale.

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Rielezione di Maduro: il trionfo di una rivoluzione popolare

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Maduro 2018 elezionidi José Reinaldo Carvalho* | da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, è stato rieletto domenica 20 maggio per un altro mandato di sei anni alla guida della Rivoluzione Bolivariana. E' stata una vittoria clamorosa e incontestabile. Maduro ha ottenuto il 68% dei voti, 5.823.728, contro 1.820. 552 voti del secondo piazzato.

La vittoria del Frente Amplio de la Patria, coalizione che riunisce Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUC), Partito Comunista (PCV), Patria per Tutti (PTT), Movimento Siamo Venezuela e altre sigle è ancora più travolgente nel contesto del boicottaggio elettorale promosso dalla destra, che ha invitato all'astensione, dell'aggressione economica, che provoca immense difficoltà sociali, del brutale assedio imperialista, dell'offensiva mediatica, delle minacce di golpe ed intervento esterno – elementi di una guerra di quarta generazione che minaccia il Venezuela, come ogni altro paese che realizzi una politica rivoluzionaria, democratica e progressista.

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Nuovo governo, stesso «alleato privilegiato»

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dimaio salvini blackdi Manlio Dinucci
il manifesto, 22 maggio 2018

Come farà l'alleanza gialloverde a «percepire» la Russia non come una minaccia e ad agire di conseguenza, mentre resta nella Nato che, sotto il comando dell’«alleato privilegiato», è militarmente sempre più impegnata contro la «minaccia russa»?

Il «Contratto per il governo del cambiamento», stipulato  da Luigi Di Maio e Matteo Salvini a nome del Movimento 5 Stelle e della Lega, da un lato «conferma l’appartenenza all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato», dall’altro promette «una apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia ma quale partner economico e commerciale (per cui è opportuno il ritiro delle sanzioni), da riabilitarsi come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali» e addirittura quale «potenziale partner per la Nato». 

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