Internazionale

Venezuela, Cuba, Russia e la necessità di una lettura antimperialista

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maduro putin strettadi Alessandro Pascale

Riceviamo dal compagno Alessandro Pascale, del Comitato Politico Nazionale del PRC, e volentieri pubblichiamo.

Come spiega Correo del Orinoco [1], "Russia e il Venezuela sono diventati paesi fratelli, alleati nello sviluppo di un'intensa dinamica di cooperazione bilaterale e coordinamento politico internazionale, con l'obiettivo di promuovere la pace e la giustizia nelle relazioni internazionali." Non stupisce quindi che il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro Moros, in nome del popolo venezuelano, si sia congratulato con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Vladimirovich Putin, rieletto per il periodo 2018-2024, e "con il glorioso popolo russo per la dimostrazione di civiltà, alta consapevolezza politica e profondo impegno per la democrazia nell'importante e storica giornata elettorale" (sempre da Correo del Orinoco).

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Dazi USA contro Cina, segno di impazzimento dell'occidente

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trump bandieradi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Il 22 marzo Trump ha adottato nei confronti di 150 prodotti cinesi la risoluzione commerciali 301, una misura di protezionismo ai fini della sicurezza nazionale e protezionista per un valore di circa 60 miliardi.

Wall Street non l’ha presa affatto bene, cadendo del 2,9%. E il motivo c’è, nessun operatore finanziario vuole la guerra commerciale contro la Cina, a motivo del quale il consigliere economico di Trump, ex Goldman Sachs, Cohn, si è dimesso pochi giorni prima la notifica dei dazi. Esso risiede nel fatto che la piazza finanziaria neworkese contava, e conta tuttora, assieme alla City londinese, di gestire l’immenso risparmio cinese. Attualmente il tasso di risparmio cinese è pari al 48% del pil (13 mila miliardi di dollari), negli anni passati il rapporto era ancora più alto.

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"Fake News" e Terza Guerra Mondiale. Il pericolo dell'annientamento nucleare

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war is peacedi Michel Chossudovsky | globalresearch.ca

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Siamo ad un pericoloso crocevia della nostra storia.
I pericoli di una Terza Guerra Mondiale sono normalmente oscurati dai media. Un mondo di fantasia permea i media mainstream che tacitamente sostengono la condotta della guerra nucleare come un tentativo di pacificazione.

La terza guerra mondiale è terminale. Albert Einstein comprese i pericoli della guerra nucleare e l'estinzione della vita sulla terra, che è già iniziata con la contaminazione radioattiva risultante dall'uranio impoverito.

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"Le nostre sfide contro l'imperialismo sono comuni"

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putinmaduroda lantidiplomatico.it

Il Venezuela si congratula con Putin per la schiacciante vittoria

da Correo del Orinoco

Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro Moros, in nome del popolo venezuelano, si congratula con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Vladimirovich Putin rieletto per il periodo 2018-2024, e con il glorioso popolo russo per la dimostrazione di civiltà, alta consapevolezza politica e profondo impegno per la democrazia nell'importante e storica giornata elettorale tenuta oggi, domenica 18 marzo 2018.

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Spigolature dal conflitto mondiale

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guerrachimicadi Piotr
da megachip.globalist.it

Molte voci indipendenti confutano il dramma scritto e rappresentato negli UK sull'avvelenamento della ex spia Sergey Skripal e di sua figlia Yulia.

La prima voce è quella dell'agenzia dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC o OPCW in Inglese) che nel settembre dello scorso anno ha dichiarato di aver rigorosamente verificato la completa distruzione dell'intero programma russo di armi chimiche, compresa la produzione di agenti nervini, con un particolare richiamo alla base di Kizner, oggi tirata in ballo dal governo May.

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Altro che Putin. La caduta di Afrin è colpa dell'opportunismo della dirigenza curda

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di Omar Minniti
da lantidiplomatico.it

Dopo essere state alleate delle Fsa filo-turche ed aver concesso agli Usa 20 basi sul territorio siriano, le Ypg sono state sedotte e poi abbandonate al loro destino dagli sponsor occidentali

Sulla caduta di Afrin si leggono deliri ed allucinazioni da parte della sinistra liberale, ma anche di compagni della sinistra antagonista e radicale. Coloro che prima accusavano di "imperialismo" la Russia per l'intervento in Siria (avvenuto nel rispetto delle regole internazionali, su richiesta del legittimo governo di Damasco, suo alleato), ora puntano l'indice contro Putin, incolpandolo di non aver impedito l'avanzata turco-jihadista e di non aver colpito le truppe di Erdogan.

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Le vie della seta e della cultura

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morigi perladeldragodi Fabio Massimo Parenti

Riceviamo dal professor Fabio Massimo Parenti e volentieri pubblichiamo la sua recensione al libro di Maria Morigi, presentato a Trieste alla presenza, oltre che dell’autrice e di altri autorevoli studiosi, di Bi Jiangshan, capo ufficio politico dell'Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina.

Appunti intorno al libro La perla del drago, Stato e religioni in Cina, di Maria Morigi

1) La questione culturale - spesso marginalizzata rispetto ai meri interessi economici – è, in verità, la sorgente da cui discendono varie forme relazionali. C’è un detto cinese che recita: "Se ti unisci per profitto, quando i profitti finiscono la relazione si conclude. Se ti unisci per il potere, quando il potere si esaurisce la relazione si conclude. Solo quando ti unisci con un vero cuore aperto, una relazione può durare davvero". In sostanza, è il nostro sguardo sul mondo, sul suo divenire, che informa la politica e un determinato rapporto tra questa e l’economia. Cultura, politica e affari economici sono i tre pilastri della gerarchia propria della civiltà cinese, riflesso delle sue priorità. E rispetto a ciò l’Italia, la civiltà latina e greco-romana, dovrebbe rinvenire delle affinità.

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Continua la brutale aggressione contro la Siria sovrana

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war 2646214 500x333di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La brutale aggressione contro la Siria e il suo popolo è iniziata circa sette anni fa.

Secondo un copione già usato in guerre d'aggressione dell'imperialismo contro altri stati – ricordiamo la distruzione della Jugoslavia e della Libia da parte della NATO –, l'operazione contro la Siria ha avuto nella creazione di gruppi terroristici e del sostegno alla loro brutale azione l'elemento centrale. Gruppi terroristici che, composti da migliaia di mercenari e cambiando denominazione nel corso del tempo a seconda della convenienza, sono animati dagli Stati Uniti e dai loro alleati – come Francia, Regno Unito, Turchia, Israele, Arabia Saudita, Qatar e Giordania –, perpetrando i più atroci crimini e brutali violazioni dei diritti umani.

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Un mercato in attesa

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stockmarket01di Demostenes Florosaboutenergy.com

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La tendenza al ribasso dei prezzi petroliferi registrata negli ultimi mesi risente degli sviluppi statunitensi in tema di produzione di scisto, una evoluzione del settore che per il momento non preoccupa i paesi OPEC impegnati a rispettare gli accordi sulla riduzione dell'output

A febbraio, i prezzi del petrolio sono significativamente diminuiti di circa 5$/b. Nello specifico, il 1° febbraio, il North Sea Brent e il West Texas Intermediate quotavano rispettivamente 69,75$/b e 66,01$/b. Il 28 febbraio, il benchmark europeo e asiatico prezzava 64,66$/b, mentre la miscela americana veniva scambiata a 61,55$/b. Nel momento in cui scriviamo, il Brent valeva 63,78 $/b e il WTI 60.25 $/b.

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Libia, sette anni di sventura Nato

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libia truppe reutersdi Manlio Dinucci
il manifesto, 20 marzo 2018

Sette anni fa, il 19 marzo 2011, iniziava la guerra contro la Libia, diretta dagli Stati uniti prima tramite il Comando Africa, quindi tramite la Nato sotto comando Usa. In sette mesi, venivano effettuate circa 10.000 missioni di attacco aereo con decine di migliaia di bombe e missili. 

A questa guerra partecipava l’Italia con cacciabombardieri e basi aeree, stracciando il Trattato di amicizia e cooperazione tra i due paesi. 

Già prima dell’attacco aeronavale, erano stati finanziati e armati in Libia settori tribali e gruppi islamici ostili al governo, e infiltrate forze speciali, in particolare qatariane. 

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