Internazionale

Cosa sta facendo Trump?

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trump bandieradi Fabio Massimo Parenti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Geopolitica e commercio nel mutamento delle relazioni transatlantiche

Versione precedente pubblicata su Global Times il 12 luglio 2018

Secondo gli esperti di geopolitica, la visita di Donald Trump in Europa ha sollevato diversi dubbi. Ci sono state manifestazioni di protesta in Gran Bretagna, Belgio e altri Paesi. Molti considerano le misure protezionistiche di Trump economicamente dannose e causa scatenante di una vera e propria guerra commerciale.

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Bulgaria: se la Cina è vicina

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likeqiang borissovdi Fabio Pruner
da eastjournal.net

Il 5 Luglio il premier cinese Li Kenqiang si è recato in visita ufficiale in Bulgaria per quattro giorni, a Sofia, per un incontro bilaterale con il premier bulgaro Boyko Borissov e con il presidente Rumen Radev. Inoltre la capitale bulgara ha ospitato il 6 e il 7 Luglio il settimo meeting della piattaforma “16+1”, la principale direttrice della “Geopolitica del Sorriso” cinese in Europa centro-orientale. L’incontro potrà avere un interessante impatto nella geopolitica dello spazio europeo, viste le sempre maggiori attenzioni cinesi nei confronti dell’area considerata. Infatti l’Europa centro-orientale riveste un ruolo fondamentale nella cosiddetta “One Belt, One Road Initiative” e i grandi piani di investimento cinese potranno in qualche modo giocare un ruolo importante nello sviluppo economico, commerciale e infrastrutturale dell’area, qualora le iniziative saranno concretizzate in progetti aventi una portata significativa.

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L'incontro Trump/Putin e i portavoce della guerra

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trump putin helsinki2018di Wevergton Brito Lima*

da resistencia.cc

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

17 luglio 2018

L'incontro avvenuto il 16 luglio, nella capitale finlandese, Helsinki, tra Trump e Putin, i due massimi dirigenti delle due più grandi potenze nucleari del pianeta, Stati Uniti e Russia, potrebbe essere analizzato sotto diversi angoli di visuale: geopolitici e /o militari in cui direttamente o indirettamente i due paesi sono coinvolti (Ucraina, espansione della NATO, Siria, Medio Oriente, Crimea, ecc.), contraddizioni economiche, opinioni divergenti sul sistema di governance globale (ONU ecc.).

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La risposta bellica alla trattativa

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carro trasportodi Manlio Dinucci

«Voi avete attaccato la nostra democrazia. A noi non interessano le vostre smentite da giocatori d'azzardo incalliti. Se insisterete in tale atteggiamento, lo considereremo un atto di guerra»: così Trump avrebbe dovuto dire a Putin al Summit di Helsinki. Lo sostiene su La Repubblica Thomas Friedman, noto editorialista del New York Times, accusando il presidente russo di aver «attaccato la Nato, pilastro fondamentale per la sicurezza internazionale, destabilizzato l'Europa e bombardato migliaia di rifugiati siriani facendoli riparare in Europa».

Accusa quindi il presidente degli Stati uniti di aver «ripudiato il giuramento alla Costituzione» e di essere «un asset dell'intelligence russa» o di volere interpretare tale parte.

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La multa della UE a Google e la guerra per la supremazia digitale. Considerazioni sulla sovranità algoritmica

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heygoogledi Francesco GalofaroPolitecnico di Milano

La vicenda della multa comminata dall’Unione europea a Google per aver violato le regole della concorrenza e del mercato si presta a una lettura ben diversa da quelle, puramente economiciste, in circolazione, se ci soffermiamo appena sul ruolo svolto da questo genere di aziende nella sicurezza informatica e nel cyber warfare. Secondo dati del Sole 24 ore, negli ultimi 10 anni l’Unione europea ha imposto multe per un totale di 23 miliardi 139 milioni di euro [1]. Le multe riguardano certamente anche cartelli europei nel campo della telefonia e dell’automobile; prevalgono tuttavia di gran lunga i colossi dell’informatica statunitensi: Microsoft, Google, Intel, Apple, e in misura assai minore Facebook, collezionano oltre due terzi delle sanzioni per un totale di 18 miliardi di euro. L’entità della multa dipende dalla durata della violazione, dalla gravità dell'illecito e dal giro d'affari del soggetto interessato, fino al 10% del suo giro d’affari. Nel 2017, Google ha chiuso con un fatturato di 111 miliardi di dollari, pari a 95 miliardi di euro [2]. Pertanto, nel multare l’azienda di 4,3 miliardi (un terzo dell’utile netto dichiarato nel 2017) la UE ha deciso di non calcare eccessivamente la mano.

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L'amico americano di Putin

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trump helsiniki2018Questo articolo di Thomas Friedman, di cui riportiamo ampi stralci, è apparso il 18 luglio su 'la repubblica'. La lettura del testo è molto interessante: Friedman rappresenta l'opposizione a Trump, la quale non attacca il Presidente statunitense per le sue scelte in campo economico o fiscale ma lo critica per avere scelto la distensione con la Russia. L'alternativa preferibile, per Friedman e non solo, sembra essere la guerra. Marco Pondrelli

Fin dall’inizio della sua amministrazione, il presidente Trump ha reagito a ogni nuova informazione proveniente da Cia, Fbi e Nsa sull’ingerenza della Russia nelle nostre ultime elezioni a suo favore accusando Barack Obama o i democratici di essere stati troppo negligenti, ma mai il presidente Vladimir Putin di Russia per il suo cyberattacco senza precedenti al nostro processo democratico. Un comportamento simile da parte di un presidente americano è talmente irrazionale, talmente contrario agli interessi e ai valori americani, che ci conduce a un’unica conclusione: o Donald Trump è un asset dell’intelligence russa oppure gli piace davvero interpretarne uno in televisione.

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Difesa Nazionale e Forze Armate: affermare la sovranità e l'indipendenza nazionali

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pcp bandiera closeupdi Rui Fernandes

da “O Militante”, rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, n° 355 luglio-agosto 2018

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il contributo di Ruiz Fernandes è reperibile anche nella rubrica “i comunisti e la questione nazionale”

L'affermazione di un Portogallo libero e sovrano e di un'Europa di pace e cooperazione, con una nuova politica che rompa con la collusione e la sottomissione agli orientamenti dell'Unione europea (UE), attraverso la rinegoziazione del debito e la liberazione dalla sottomissione all'euro e ala NATO, nel contesto di un'azione determinata per la difesa intransigente degli interessi nazionali, è uno dei pilastri della politica patriottica e di sinistra che difendiamo.

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Il Partito del Popolo Palestinese condanna la visita della Linke tedesca in Israele

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PPP linkeda lariscossa.com

Il Partito del Popolo palestinese ha condannato fermamente il leader del gruppo parlamentare tedesco DIE LINKE, Dietmar Bartsch, per aver piantato alberi in un insediamento israeliano vicino alla striscia di Gaza durante la sua visita in Israele.

In una dichiarazione rilasciata martedì mattina il Partito popolare palestinese ha dichiarato: «Il Partito del Popolo Palestinese (PPP) condanna fermamente la visita del leader della fazione parlamentare tedesca DIE LINKE (Il partito di sinistra), Dieter Bartsch, a uno degli insediamenti vicino alla Striscia di Gaza, dove ha piantato alberi ed espresso solidarietà durante la sua visita in Israele. La visita è stata fatta in collaborazione con l’organizzazione sionista “Kern Kiemet”, nota per la sua grande responsabilità per la politica di pulizia etnica contro i palestinesi, e i loro atti di forza per espellere i palestinesi dalle loro terre, case, villaggi e città.

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Stiglitz – Come si esce dall’euro

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oped eurozone382x222 1160x633di Joseph Stiglitz, 26 giugno 2018
da vocidallestero.it

Uno stimolante articolo del Premio Nobel Joseph Stiglitz che sfata, o prova a sfatare, il mito dell'intangibilità dell'euro.

Qual è il modo migliore per uscire dall’euro? La domanda torna sul tavolo dopo la nascita del governo euroscettico in Italia. Sì, è vero che i principali ministri si sono impegnati a mantenere il paese nel blocco europeo della moneta unica, ma questi impegni non devono essere visti come immutabili. Devono essere considerati nel contesto più ampio della posizione contrattuale italiana. Il nuovo governo vuole chiarire che non è lì per far saltare tutto per aria. Preferirebbe restare nell’eurozona, ma vuole anche il cambiamento.

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