Internazionale

Afghanistan, i negoziati con i Talebani.

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talebani afghanistanRiceviamo e volentieri pubblichiamo

di Maria Morigi

Oggi in Afghanistan i Talebani controllano oltre la metà del territorio grazie al successo conseguito nella fase più calda della ‘guerra umanitaria’ di USA e alleati NATO , combattuta tra il 2006 (anno della riscossa talebana dopo la caduta del regime nel 2001) e il 2014 (anno in cui si completò il ritiro delle forze da combattimento alleate). E attualmente gli USA stanno negoziando un accordo con i Talebani che spianerà loro la strada per il governo di Kabul (elezioni presidenziali il 28 di settembre 2019). Andranno sprecati e vanificati in tal modo 18 anni costati tanto sangue (per lo più afghano), e si provocherà, probabilmente, un gigantesco esodo da Kabul (ricordiamo Saigon nel 1975). Soprattutto si confermerà che le potenze occidentali hanno il brutto vizio non solo di innescare inutili guerre, ma anche di abbandonare gli alleati regionali, senza essere in grado di reggere il peso e le conseguenze di un conflitto.

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Amazzonia, gli incendiari gridano al fuoco

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incendio forestadi Manlio Dinucci

Di fronte al dilagare degli incendi in Amazzonia, il vertice del G7 ha cambiato la sua agenda per «affrontare l’emergenza». I Sette – Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Giappone, Canada e Stati uniti – hanno assunto, insieme all’Unione europea, il ruolo di vigili del fuoco planetari. Il presidente Macron, in veste di capo pompiere, ha lanciato l’allarme «la nostra casa è in fiamme». Il presidente Trump ha promesso il massimo impegno statunitense  nell’opera di spegnimento. 

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Carney, il futuro del dollaro

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dollar 499481 1280L'ultimo editoriale di Guido Salerno Aletta

La globalizzazione, con l’ingresso sul mercato di nuovi e potenti attori come la Cina, e poi la crisi del 2008 hanno cambiato ancora una volta gli equilibri monetari e finanziari complessivi. Non è solo il dollaro, ormai, ad essere un problema per il resto del mondo, come affermò sardonicamente nel ’71 John Connally, Segretario al Tesoro americano, in relazione alla decisione unilaterale di non garantirne più la convertibilità internazionale. Oggi, ogni decisione americana crea problemi: a pronunciare questo giudizio così tagliente, nel corso del tradizionale incontro agostano tra i Governatori delle Banche centrali a Jackson Hole, è stato Mark Carney, che vede all’orizzonte la conclusione del suo incarico al vertice della Banca di Inghilterra.

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Brexit, in cauda venenum

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United Kingdom flagL'editoriale di Guido Salerno Aletta

Così come Boris Johnson non è Theresa May, anche l’Unione europea senza la Gran Bretagna sarà profondamente diversa dal passato. Sembrano affermazioni ovvie, banali, ma delineano un cambio di strategie netto e radicale, che riguarda ad un tempo gli equilibri europei e quelli transatlantici. L’Italia è attratta contemporaneamente dai due poli, quello angloamericano e quello continentale ed i recenti cambi di governo e di maggioranza sono solo le prove d’orchestra di uno spartito ancora tutto da scrivere.

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SottoZero. Scenari controversi - quanto positivi possono essere i tassi negativi?

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euro bokehRiceviamo da Francesco Cappello, autore del libro "Ricchezza fittizia povertà artificiosa. Paradigmi economici", questo interessante articolo sulla fase economica

di Francesco Cappello

Pro e contro del tasso negativo. Un mondo capovolto

Accendere un mutuo a tasso negativo significa che sarai tenuto a rimborsare un pò meno del capitale preso in prestito! Vi sareste mai aspettati che una Banca privata potesse proporre alla propria clientela mutui a 10 anni a tasso fisso negativo come ha cominciato a fare Jyske Bank (- 0,5%) che peraltro non è sola in questa apparente follia. Nordea Bank, ad esempio, vi permette la stipulazione di mutui per acquisto casa a 20 anni, allo 0% e prestiti con tassi negativi fino a 30 anni!

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Bolsonaro tiranno al servizio degli interessi stranieri. Macron neocolonialista

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macron bozo splitdi José Reinaldo Carvalho*
da resistencia.cc

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La polarizzazione tra l'occupante del Palazzo Planalto Jair Bolsonaro e l'inquilino dell'Eliseo Emmanuel Macron è falsa.

Bolsonaro guida un governo di tradimento nazionale. Tutti gli accordi che ha firmato con il governo imperialista di Trump lo dimostrano.

Allo stesso modo, la sua politica estera di sottomissione degli interessi nazionali ai disegni dell'imperialismo USA e di prepotente svendita della politica economica.

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"Gli americani non vinceranno il confronto con la Cina" Intervista su L'Humanité a Jean-Claude Delaunay

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delaunay youtubeda humaniteinenglish.com

Traduzione di Marco Pondrelli

Entro il 2050, la Cina spera di diventare la prima economia mondiale. Il nostro compagno Jean-Claude Delaunay, economista e vicepresidente della World Association for Political Economy, fornisce al giornale l'Humanité le chiavi interpretative di un'economia, quella cinese, in rapido cambiamento.

Humanité: Come analizzare l'attuale guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti?

Jean-Claude Delaunay: Gli Stati Uniti sembrano essere in ritardo di cinque anni nello scoprire la strategia cinese di una "new normality". Non si tratta solo di realizzare il progresso sociale, ma anche di sviluppare le forze produttive: Internet, l'elettronica, l'intelligenza artificiale, lo sviluppo del 5G.....

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Venezuela e Russia rafforzano la cooperazione politica, economica e militare

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delcyrodriguez lavrovdi Marx21.it

Il Vice Presidente Esecutivo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, si è recata la scorsa settimana (19-20 agosto) a Mosca, alla guida di una delegazione di altissimo livello, con l'obiettivo di rafforzare le "relazioni di fraternità e cooperazione" tra i due paesi.

Durante la sua permanenza a Mosca, la leader venezuelana ha confermato gli accordi stipulati dal Palazzo Miraflores e dal Cremlino in varie "aree strategiche".

Una dichiarazione dell'ufficio della vicepresidente a Caracas afferma che la visita è parte integrante degli sforzi del governo bolivariano tesi a rafforzare i legami con i paesi amici interessati a sostenere lo sviluppo sociale ed economico del Venezuela.

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La Cina e la fine della potenza americana

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portaerei oceanodi Christopher Black | da newcoldwar.org

Traduzione di Marco Pondrelli

Le potenze imperialiste hanno una lunga storia di colonialismo in Cina, di riduzione del suo popolo a mendicante nella propria terra. Gli inglesi, i francesi, i tedeschi, gli americani, i giapponesi, sono tutti colpevoli di crimini contro la Cina che non possono essere dimenticati. Sconfitte nel 1949 le potenze coloniali non hanno mai abbandonato le loro ambizioni di ridurre nuovamente la Cina a colonia e sono, ancora una volta, attivamente impegnate nel tentativo di minare la Cina come nazione sovrana, calunniarla, sabotarne l'economia, minacciarla con la forza armata, spezzarla in pezzi facilmente controllabili, come vorrebbero fare con la Russia.

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