Internazionale

Dichiarazione di Firenze per un fronte internazionale Nato exit

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NoNATO ItalyPubblichiamo la dichiarazione conclusiva del convegno di Firenze promosso dal Comitato no Guerra no Nato il 7 aprile

Il rischio di una grande guerra che, con l’uso delle armi nucleari potrebbe segnare la fine dell’Umanità, è reale e sta aumentando, anche se non è percepito dall’opinione pubblica tenuta all’oscuro dell’incombente pericolo.

È di vitale importanza il massimo impegno per uscire dal sistema di guerra. Ciò pone la questione dell’appartenenza dell’Italia e di altri paesi europei alla NATO.

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La strategia del caos guidato

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chaos astrattodi Manlio Dinucci

Tutti contro tutti: è l’immagine mediatica del caos che si allarga a macchia l’olio sulla sponda sud del Mediterraneo, dalla Libia alla Siria. Una situazione di fronte alla quale perfino Washington sembra impotente.

In realtà Washington non è l’apprendista stregone incapace di controllare le forze messe in moto. È il centro motore di una strategia – quella del caos – che, demolendo interi Stati, provoca una reazione a catena di conflitti da utilizzare secondo l’antico metodo del «divide et impera».

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La natura della UE e la sua immodificabilità

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piramide capitalistadi Domenico Moro | da laboratorio-21.it

Relazione al Convegno UE: riforma o uscita, Udine 30 marzo 2019

Per capire se la Ue sia riformabile o meno è necessario capirne la natura, cioè quale ne sia la funzione e la ragione d’essere storica. Per rispondere a questa domanda, è necessario fare quello che raccomandava Arrighi, uno dei maggiori sociologi italiani del XX secolo. Marx scriveva che, per capire il capitalismo, bisognava scendere di un livello al di sotto del mercato, seguendo il capitalista nel “laboratorio segreto” dove entra in contatto con il detentore forza lavoro allo scopo di produrre il profitto. Allo studio di questo laboratorio, la fabbrica, Marx dedica capitoli importanti de Il capitale.

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Rwanda: come è stato finanziato il genocidio del 1994

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rwanda genocidio crocida sergioscorzasite.wordpress.com

I genocidi Hutu pianificarono i loro crimini almeno due anni prima del 1994 approfittando della complicità delle banche francesi

Dal 6 aprile al 16 luglio 1994 si compì in Rwanda, piccolo stato dell’Africa centrale, nella regione dei Grandi Laghi, il genocidio dei Tutsi e degli Hutu moderati per mano degli ultrà dell’Hutu Power e dei membri dell’Akazu. Su una popolazione di 7.300.000 abitanti, di cui l’84 % Hutu, il 15 % Tutsi e l’1 % Twa, le cifre ufficiali diffuse dal governo ruandese parlarono di 1.174.000 persone uccise in soli 100 giorni (10.000 morti al giorno, 400 ogni ora, 7 al minuto). I sopravvissuti Tutsi al genocidio furono stimati in 300.000. Migliaia le vedove, molte stuprate e oggi sieropositive. 400.000 i bambini rimasti orfani, 85.000 dei quali sono diventati capifamiglia.

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Aggressione alla Jugoslavia, 1999: affermazione del potere planetario degli Stati Uniti

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jugoslavia palazzo fuocodi Gustavo Carneiro

da avante.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

"Giustificata" con pretesti "umanitari", l'aggressione contro la Jugoslavia nel marzo 1999 è stata un elemento centrale nella strategia per l'affermazione degli Stati Uniti come potenza egemonica mondiale, inaugurando il rinnovato concetto strategico della NATO, che ha consacrato nella dottrina ufficiale la propria natura apertamente aggressiva e il suo ruolo di intervento globale.

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Il driver è la Cina

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China Economic Growthdi Demostenes Floros | da aboutenergy.com

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La nuova geografia della manifattura. La velocità con cui la Cina cambia mix energetico, dal carbone al gas. La risposta dell'Europa. I destini intrecciati di Roma e Pechino sulla Belt and Road. L'analisi di un mese denso di appuntamenti

Nelle prossime settimane il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’omologo cinese, Xi Jinping, potrebbero raggiungere un accordo commerciale definitivo. E l’Italia potrebbe trovarsi nella condizione di svolgere una sorta di ruolo ponte tra Pechino e Washington. Il 22 marzo scorso, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha incontrato a Roma Xi Jinping. 

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Come trent’anni di Maastricht hanno distrutto l’Italia

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eu bandiera ragazzodi Thomas Fazi* | da contropiano.org

In un paper appena pubblicato, il noto economista olandese Servaas Storm, tutt’altro che radicale, si occupa delle cause della “lunga crisi” italiana. La sua conclusione è lapidaria: «Nello studio, dimostro empiricamente come la recessione italiana debba considerarsi una conseguenza del nuovo regime economico post-Maastricht adottato dall’Italia a partire dai primi anni Novanta».

Storm nota come fino ai primi anni Novanta l’Italia abbia goduto di trent’anni di robusta crescita economica, durante i quali è riuscita a raggiungere il Pil pro capite delle altre nazioni principali della futura zona euro (soprattutto Francia e Germania).

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La Nuova Era cinese tra declino Usa e debolezze Ue

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bradanini albertoIntervista di Martino Avanti ad Alberto Bradanini

da jacobinitalia.it

9 Aprile 2019

Il modello cinese, il dominio della politica sull’economia e la piena sovranità politica spiegati dall'ex ambasciatore Alberto Bradanini

Abbiamo fatto qualche domanda ad Alberto Bradanini, consigliere commerciale all’ambasciata italiana a Pechino tra il 1991 e il 1996 e poi ambasciatore a Pechino nel periodo 2013-2015. Parla del modello cinese, di come dominio della politica sull’economia e piena sovranità siano le condizioni per aspirare allo sviluppo mantenendo come obiettivo finale l’affermarsi del socialismo, per quanto il termine sia oggi mescolato a una forte apertura al capitalismo.

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Le esercitazioni della NATO nel Mar Nero

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caccia piattaforma mareComunicato del Partito Comunista di Grecia

da solidnet.org

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Lo svolgimento della gigantesca esercitazione navale multinazionale della NATO nel Mar Nero chiamata Sea Shield-2019 con la partecipazione di Stati Uniti, Bulgaria, Grecia, Romania, Canada, Olanda, Turchia, Ucraina e Georgia aumenta le tensioni nelle relazioni tra l'alleanza imperialista della NATO e la Russia.

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Londra. Arrestato Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. Rischia l’ergastolo negli Stati Uniti

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assange Vda contropiano.org

di Redazione Contropiano

Julian Assange è stato arrestato all’ambasciata ecuadoriana a Londra, dopo che il paese sudamericano ha ritirato l’asilo politico al fondatore di WikiLeaks concesso dal precedente presidente dell’Ecuador, Correa. Ad Assange era stato concesso rifugio presso l’ambasciata dell’Ecuador mentre era libero su cauzione nel Regno Unito per alcune accuse di aggressione sessuale avviate in Svezia. Assange, 47 anni, ha trascorso quasi sette anni all’interno dell’ambasciata per evitare l’estradizione in Svezia. È stato arrestato oggi con un mandato emesso dalla magistratura di Westminster il 29 giugno 2012.

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