Internazionale

Via della Seta, il testo dell’intesa tra l’Italia e la Cina

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cina italia bandierepngIl corriere della sera ha pubblicato il testo dell'accordo Italia – Cina

Documento d’intesa tra il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica popolare cinese sulla collaborazione all’interno del progetto economico “Via della seta” e dell’iniziativa per le vie marittime del XXI secolo

Il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica popolare cinese (d’ora in poi denominati “controparti”), nella prospettiva di promuovere una collaborazione pratica bilaterale; nell’accogliere favorevolmente le conclusioni del Forum sulla cooperazione internazionale della Via della Seta, tenutosi a Pechino nel maggio 2017;

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Ilhan Omar: islamofobia, antisemitismo ed antisionismo

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IlhanOmardi Mark Epstein

La neoeletta Ilhan Omar, che ha trovato asilo e cittadinanza in USA dopo essere fuggita dalle violenze e persecuzioni della sua nativa Somalia, si trova ora al centro di campagne persecutorie in USA, da parte sia dei Repubblicani che dei Democratici, semplicemente per il grande coraggio ed onestà che ha avuto, ha e dimostra tuttora.

Prima ha rifiutato di accodarsi all’aggressione dell’Impero contro il Venezuela, e, avendo l’occasione, ha posto delle domande molto dirette al criminale di guerra, Neocon e totalitario di ferro, Elliott Abrams riguardo le sue attività a sostegno di genocidi, dittature, torture, massacri, colpi di stato e terrorismo Contra in America latina.

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Sale alle stelle il prezzo della «protezione» Usa

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us army toppadi Manlio Dinucci

A pretendere il pizzo in cambio di «protezione» non è solo la mafia. «I paesi ricchi che stiamo proteggendo – ha avvertito minacciosamente Trump in un discorso al Pentagono  – sono tutti avvisati: dovranno pagare la nostra protezione». Il presidente Trump  – rivela Bloomberg – sta per presentare il piano «Cost Plus 50» che stabilisce il seguente criterio: i paesi alleati che ospitano forze Usa sul proprio territorio ne dovranno coprire interamente il costo e pagare agli Usa un ulteriore 50% in cambio del  «privilegio» di ospitarle ed essere così da loro «protetti».

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Denunciamo l'intervento imperialista in Venezuela. Solidarietà con il popolo del Venezuela!

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Venezuela follaDichiarazione dei Partiti Comunisti e Operai di tutto il mondo

da solidnet.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

I partiti comunisti e operai di tutto il mondo condannano decisamente i piani imperialisti, la politica della destabilizzazione e delle minacce praticata dagli Stati Uniti, dall'UE e dai governi loro alleati in America Latina, per rovesciare il presidente del Venezuela legalmente eletto, Nicolás Maduro; i piani per assoggettare il popolo di questo paese agli interessi imperialisti e per rubare le risorse destinate al suo benessere.

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Record americani: crescita, deficit commerciale e posizione finanziaria netta

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dollaro disperatoL'editoriale di Guido Salerno Aletta apparso su Milano-Finanza

di Guido Salerno Aletta

Altri due record, per gli Usa, nel 2018: mentre il disavanzo commerciale è arrivato al 3% del pil, peggiorando rispetto al 2,8% dell’anno precedente e mettendo così a segno il peggior risultato da dieci anni a questa parte, il tasso di crescita è stato comunque il più elevato fra tutti i Paesi del G7. Con un consistente +2,9%, ha oscurato nettamente il +1,9% della Germania. Quest’ultima, invece, ha accumulato ancora un enorme attivo della bilancia dei pagamenti, arrivato all’8,1% del pil. La Cina, che invece è cresciuta del 6,6%, ha avuto un avanzo sull’estero pari appena allo 0,7%: è stato dunque il Paese con la crescita più equilibrata sull’estero: un paradosso, visto il modello di sviluppo che aveva adottato nel passato.

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L'opportunità offerta dalla Cina

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container cinadi Marco Pondrelli

Leggendo i giornali italiani si direbbe che un fantasma si aggiri per l'Europa e che vi sia entrato passando dall'Italia. Poco più di un anno fa gli stessi opinionisti ci spiegarono che Xi Jinping aveva abbandonato il comunismo e si era posto contro Donald Trump quale fiero difensore del neoliberismo. Oggi la Cina torna ad essere il pericolo, non deve sorprendere la capacità che hanno certi personaggi di cambiare idea. Erano gli stessi che negli anni '70 scendevano in piazza col libretto rosso inneggiando alla rivoluzione culturale e che oggi attaccano la Cina convinti che sia rimasta quella di Mao. Non avevano capito nulla della Cina negli anni '70 continuano a non capire nulla oggi!

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La guerra con altri mezzi

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usavsvenezuelaEditoriale * | monthlyreview.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/03/2019

Mentre scriviamo queste note nella prima settimana di febbraio 2019, gli Stati Uniti stanno dirigendo apertamente un golpe politico-economico in Venezuela. Allo stesso tempo, hanno annunciato il ritiro unilaterale dal Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF). L'insieme di questi eventi, che hanno avuto luogo tra fine gennaio e inizio febbraio, segnano una nuova escalation dell'imperialismo statunitense, che minaccia il mondo intero.

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Genocidio yemenita per il controllo del petrolio

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Yemen petrolioUn interessante articolo di William Engdahl, pubblicato sulla rivista online 'New Eastern Outlook' e ripreso da Global Research, fa luce su una guerra, quella dello Yemen, censurata dagli organi d'informazione. Guerra che, va ricordato, l'Arabia Saudita sta combattendo anche con le armi italiane.

di F. William Engdahl

Il genocidio in corso nella Repubblica dello Yemen, in una guerra la cui fase più intensa è iniziata nel 2015, è stato fino a poco tempo fa ignorato dai media occidentali. Quello che è stato ignorato è anche il casus belli fondamentale della guerra saudita sostenuta dagli Stati Uniti, apparentemente contro lo Shi'ite Houthi da parte dei sunniti wahhabiti sauditi. Come per quasi ogni guerra ed ogni destabilizzazione da quando gli inglesi hanno scoperto per la prima volta il petrolio nel Golfo Persico oltre un secolo fa, la guerra dello Yemen riguarda il petrolio, più precisamente il controllo del petrolio, un sacco di petrolio.

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Il presidente del Messico, Lopez Obrador, respinge il colpo di stato del Venezuela

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lopezobrador messicodi José Luis Granados Ceja

da civg.it

Il presidente del Messico, Lopez Obrador, respinge il colpo di stato del Venezuela e diventa un baluardo contro l'imperialismo statunitense rivendicando la sua sovranità nazionale

«AMLO sta cercando di ritagliarsi uno spazio autonomo per la politica estera che segnali agli Stati Uniti l'intenzione del Messico di non seguire assiduamente Washington, ma che cercherà di avanzare affermazioni su quale sia la legittimità democratica in America Latina». ChristyThornton, Johns Hopkins University, 31 gennaio 2019

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A Camp Darby le forze speciali italiane

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comfose italiadi Manlio Dinucci 

La notizia non è ufficiale ma già se ne parla: da ottobre su Camp Darby sventolerà il tricolore. Gli Stati uniti stanno per chiudere il loro più grande arsenale nel mondo fuori dalla madrepatria, restituendo all’Italia i circa 1000 ettari di territorio che occupano tra Pisa e Livorno? Niente affatto. Non stanno chiudendo, ma ristrutturando la base perché vi possano essere stoccate ancora più armi e per potenziare i collegamenti col porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa. Nella ristrutturazione restava inutilizzata una porzioncina dell’area ricreativa: 34 ettari, poco più del 3% dell’intera area. È questa  che lo US Army Europe ha deciso di restituire all’Italia, più precisamente al Ministero italiano della Difesa, per farne il miglior uso possibile.

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