Internazionale

Quarto giorno dell’udienza di estradizione: Il processo a Julian Assange rinviato al 18 maggio

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assangericeviamo e volentieri pubblichiamo

di Enzo Pellegrin (*)

Nel momento in cui scrivo, l’ultima udienza del processo per l’estradizione di Julian Assange, la quarta sessione di udienza, si è svolta il 27 febbraio 2020.

Nell’ultima udienza la difesa di Assange ha richiesto che il proprio assistito potesse essere fatto uscire dalla gabbia di vetro per poter sedere vicino ai propri avvocati durante la celebrazione del dibattimento. 

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La Cina ha nascosto il numero delle vittime? Falso. Ecco perché.

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coronavirus xidi Francesco Galofaro, Università di Torino per marx21.it

Da quando questa epidemia è cominciata, si è moltiplicato il numero di accuse e insinuazioni infondate dirette alla Cina per quanto riguarda la gestione dell'epidemia. La più recente è quella di aver tenuto nascosto il reale numero dei morti. Un esempio è quello firmato dal francese Pierre Haski per France Inter del 30 marzo 2020, tradotto dall'Internazionale e purtroppo inserito nella rubrica degli articoli più letti.[1]

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Ambasciatore cinese: "Gli aiuti? Siamo amici, vogliamo salvare vite"

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ambasciatore cinadi Maria Grazia Napolitano

da https://www.adnkronos.com

Nessuna geopolitica delle mascherine, l'Italia è un Paese amico e la Cina vuole aiutarla a salvare vite nell'emergenza coronavirus. L'ambasciatore cinese a Roma, Li Junhua, risponde così alle accuse secondo cui Pechino starebbe inviando mascherine e personale sanitario all'Italia, ma anche ad altri Paesi, in un tentativo di ampliare la propria sfera d'influenza nel mondo. "Non sono assolutamente d’accordo con questa visione - dice l'ambasciatore in un'intervista all'Adnkronos - L’ epidemia ci mostra chiaramente che il virus non conosce confini nazionali, non distingue tra Nord, Sud, Est o Ovest. Nessun Paese può affrontarlo da solo, soltanto unendo le forze è possibile vincere questa sfida".

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Ordinanze: il governo sta deregolamentando a tutta velocità!

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francia gallo simbolodi Confederation General du Travail

da https://www.cgt.fr

Traduzione e introduzione di Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale Pci)

In questi giorni osserviamo come molti governi stanno approfittando della crisi sanitaria per mettere a segno colpi tanto alla democrazia che ai diritti sociali. E’ il caso della Francia di Macron, dove lo stesso Consiglio Costituzionale ha decretato la possibilità per il governo di derogare alla Costituzione e di prendere provvedimenti senza la necessaria approvazione del Parlamento né la possibilità di fare appello al consiglio di stato o alla stessa corte costituzionale. Il risultato sono decreti d’urgenza che limitano a tempo per lungo tempo e in settori ancora da determinare i diritti dei lavoratori, allungando la settimana lavorativa fino a livelli ottocenteschi, abolendo le 35 ore settimanali, dando la possibilità di imporre le ferie, allungando il lavoro notturno come riducendo il tempo tra un turno e quello successivo. La CGT, il sindacato di classe francese non è rimasto passivo né in quarantena, ma ha promosso scioperi in diverse officine e in altri posti di lavoro dove i lavoratori continuano a lavorare senza protezioni e in settori non necessari. Gli scioperi in Francia non vanno in quarantena.

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Orbán si autoincorona contro il coronavirus

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ungheria proteste leggeschiavitudi Collettivo Le Gauche

da https://revolucionvoxpopuli

La grande epidemia forgia strumenti utili e sospetti, per travestire lo sviluppo della liberaldemocrazia in un più coerente autoritarismo. Infatti, con la necessità di misure straordinarie, di isolamento sociale, di sostanziale divieto di ogni assembramento di persone e con la reclusione domiciliare per l’epidemia di Covid-19, era ormai sospettabile, quasi certo che nella vecchia Europa a qualche governante l’idea di prendere pieni poteri – per combattere l’epidemia, chiaramente! – non dovesse suonare così aliena e ripugnante.

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Coronavirus: dalle urne funerarie di Wuhan alla mancanza di trasparenza sui dati. Smontate le principali fake news contro la Cina

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coronavirus xida https://www.lantidiplomatico.it

C’è un virus che ha ormai contagiato gran parte delle redazioni del circuito informativo mainstream. Non si tratta dell’ormai famigerato Covid-19. Si tratta bensì del virus delle fake news. Un virus che nei confronti della Cina è andato ad acquistare virulenza man mano che il gigante asiatico è riuscito a sconfiggere l’epidemia di Covid-19, mostrando così al mondo intero come il socialismo sia di gran lunga superiore al capitalismo neoliberista capace solo di devastare i sistemi sanitari occidentali. Col risultato che i paesi cosiddetti avanzati si sono trovati letteralmente travolti dal coronavirus. 

Contro la Cina hanno scritto e detto, i soliti noti che ormai ben conosciamo e che non citiamo per non regalargli immeritata pubblicità, che ha barato sui numeri come mostrerebbero le consegne delle urne funerarie nella città di Wuhan e cercato di nascondere l’epidemia al mondo. 

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“Si revochino le sanzioni illegali”: appello di Cina, Russia, Cuba, Venezuela, Nicaragua, RPD di Corea, Siria e Iran al Segretario Generale dell’ONU

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onu assembleadi Mauro Gemma per Marx21.it

I rappresentanti permanenti presso le Nazioni Unite di Cina, Russia, Cuba, Venezuela, Nicaragua, RPD di Corea, Siria e Iran si sono appellati congiuntamente al Segretario Generale dell’ONU António Guterres chiedendo la "revoca totale e immediata" delle misure unilaterali coercitive a loro imposte dallo schieramento imperialista (USA/UE/NATO). 

Nella lettera si afferma che tali misure "sono illegali e violano palesemente il diritto internazionale e la Carta. delle Nazioni Unite ”. Nel loro insieme le sanzioni imperialiste colpiscono un terzo degli abitanti dell’intero pianeta.

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La Cina decolla di nuovo. Un’occasione per l’Italexit

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xi mattarelladi Kartana

da https://contropiano.org

Stanotte sono stati diffusi in Cina gli indici PMI manifatturieri e di servizi. Erano molto attesi, dopo la gravissima crisi da coronavirus, con il fermo totale della provincia considerata la “Detroit cinese”, dove è concentrata l’industria automobilistica.

Vi è stato un notevole balzo. Alcuni dati: l’indice manifatturiero è passato da 35,7 di febbraio a 52 di marzo. L’indice dei servizi è balzato invece dal minimo di 29,6 di febbraio a 52,3 di marzo. 

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Minacciata di chiusura, l'unica fabbrica di bombole di ossigeno in Francia dev'essere nazionalizzata

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francia gallo simboloIntroduzione e traduzione di Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale PCI)

da https://revue-progressistes.org

di Clément Chabanne

Pubblichiamo questo articolo apparso sulla rivista scientifica del Partito Comunista Francese, Progressistes, perché riteniamo che sia di particolare interesse anche per noi in Italia. Questa crisi sanitaria sta evidenziando i limiti del sistema capitalistico e sta mostrando a tutti l’incompatibilità e la contraddizione tra gli interessi privati e quelli collettivi.

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Paese che vai cura che trovi

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coronavirusdi Francesco Cappello

Il virus ha gi
à avuto la meglio sullinesistente sistema immunitario europeo

Non ci vuole un veggente per predire che il crollo dei consumi e dei fatturati in praticamente tutti i settori determineranno un collasso delle entrate fiscali dello stato. Il presidente di Confindustria ha calcolato in 100 miliardi al mese la perdita potenziale del paese. Se lincertezza si trascinasse ancora per molto la sopravvivenza di intere filiere produttive sarebbe a rischio.

Dopo esserci privati del controllo del Tesoro sul tasso di interesse (divorzio dell
81 tra tesoro e banca centrale) affidandolo al mercato, abbiamo esternalizzato il debito lasciando che a comprarne quote crescenti, con la liberalizzazione della circolazione dei capitali negli anni 80, fossero soggetti non residenti. Come se non bastasse ci siamo privati della nostra moneta nazionale e di una banca centrale prestatrice di ultima istanza, nominando il debito in valuta straniera, alterandone così la natura, da virtuoso strumento di progresso economico e civile del paese (1) secondo i dettami dellart. 47 della Costituzione, a strumento di assoggettamento al dominio della finanza internazionale e ai poteri sovranazionali, che hanno cambiato involutivamente il destino del nostro paese. La moneta unica ha, inoltre, comportato la abolizione della leva del cambio a vantaggio dei paesi forti delleurozona e a netto svantaggio dei paesi più deboli (PIIGS), costretti, nel tentativo di conservare la competitività del nostro export, a svalutazione interna e in particolare a deflazione salariale che ha sottratto ulteriore plusvalore alle remunerazioni dei lavoratori frantumandone nel contempo i diritti con la precarizzazione del rapporto di lavoro. 

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