Internazionale

La Cina - non l'Iran - la vera ragione per cui le truppe statunitensi non lasceranno mai l'Iraq

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petrolio cinairanda lantidiplomatico.it

"I recenti sviluppi suggeriscono che gli Stati Uniti e i suoi alleati sono diventati sempre più diffidenti nei confronti dell'influenza crescente della Cina all'interno dell'Iraq, anche se Washington sottolinea continuamente la presunta minaccia rappresentata dall'Iran" secondo l'analista Darius Shahtahmasebi

Segue Articolo di Darius Shahtahmasebi analista politico e legale. Esercita la sua attività in Nuova Zelanda concentrandosi sulla politica estera degli Stati Uniti in Medio Oriente, Asia e Pacifico. Esercita la sua attività di avvocato in due giurisdizioni internazionali.

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4 Novembre, vedi Napoli e poi muori

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napoli 4novembredi Manlio Dinucci

Napoli, e non Roma, è stata il 4 novembre al centro della Giornata delle Forze Armate. Sul Lungomare Caracciolosono sfilati 5 battaglioni. Ma il pezzo forte è stata l’area espositiva interforze, che ha richiamato per cinque giorni in Piazza del Plebiscito soprattutto giovani e bambini.

Essi hanno potuto salire a bordo di un caccia, guidare un elicottero con un simulatore di volo, ammirare un drone Predator, entrare in un carrarmato, addestrarsi con istruttori militari, per poi andare al porto a visitare una nave da assalto anfibio e due fregate missilistiche.

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La fusione FCA-PSA e Marx

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Fca Psadi Domenico Moro

da laboratorio-21.it

La fusione tra Fca e Psa rappresenta in maniera esemplare alcune importanti caratteristiche dell’attuale fase del capitalismo, confermando lo schema interpretativo dell’economia di Marx. Alla fine del capitolo XXV del Terzo libro del Capitale, quello sulle conseguenze della caduta del saggio di profitto, Marx evidenzia tre caratteristiche principali della produzione capitalistica: a) la centralizzazione in poche mani dei mezzi di produzione, b) l’unione della produzione capitalistica con i risultati delle scienze, e c) la creazione del mercato mondiale.

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Prima che il gallo canti

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francia gallo simboloL'ultimo editoriale di Guido Salerno Aletta

Le relazioni tra Francia ed Italia hanno ripreso la consueta correntezza ed intensità dopo la visita a Parigi del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 2 maggio scorso, che aveva chiuso la fase di brusco raffreddamento determinato “dalle ripetute accuse, attacchi privi di fondamento, dichiarazioni oltraggiose” da parte di esponenti della maggioranza giallo-verde che sosteneva il primo governo Conte. Si era arrivati, il 7 febbraio, al richiamo dell’Ambasciatore Christian Masset per consultazioni a Parigi: dal caso Battisti agli improvvidi incontri con un leader assai chiacchierato dei gilet gialli, dalle critiche all’intervento militare in Libia per abbattere il regime del colonnello Gheddafi al presunto sfruttamento delle ex-colonie francesi attraverso la gestione del CFA, fino alla questione dell'immigrazione clandestina, il clima si era andato davvero avvelenato.

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Beirut, Baghdad, Cairo, Hong Kong, Quito, Santiago, La Paz… C'è oro e c'è similoro

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pugnootporda fulviogrimaldi.blogspot.com

Masse autodeterminate, masse eterodirette

“Credo che tutta questa operazione è un trucco. Baghdadi verrà ricreato con un nome diverso, un diverso individuo e l’Isis, nella sua interezza, potrà essere riprodotto con un  altro nome, ma con lo stesso pensiero e gli stessi scopi. Il direttore di tutta la commedia è lo stesso, gli americani”. (Bashar al Assad)

E, alla luce di Storia e cronaca, mi fido più di Assad che di qualsiasi fonte occidentale.

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Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan e il confederalismo democratico

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ocalan pkkdi Collettivo Tazebao
da tazebao.org

L’intervento degli Stati Uniti e della Gran Bretagna in Medio Oriente, che è sorto dalla crisi irachena, è un evento fondamentale […] I regimi mediorientali, non riuscendo a vedere le possibilità di cambiamento per mezzo di dinamiche interne, sono state portate a questo punto con l’intervento straniero. Mentre i risultati di questo intervento hanno avviato un nuovo periodo che è destinato ad avere ripercussioni in tutto il mondo, ha anche aperto la strada allo sviluppo delle forze democratiche.

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Ucraina, Polonia, e Romania aumentano il budget militare. Con chi hanno intenzione di fare la guerra?

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vigna ucrainapoloniaromania 01a cura di Enrico Vigna

In questo articolo si connotano molto chiaramente alcuni aspetti che potrebbero portare, ad una lettura che vada al di là delle situazioni di realtà contingenti, a intravedere futuri sviluppi, che non sono certo portatori di pace e comprensione tra i paesi, ma al contrario di possibili nuove conflittualità, anche militari; che per ora non sono evidenti anche se già presenti, pur se a bassa intensità, nella realtà politica dell’est Europa.

Il primo aspetto è la pressione al riarmo dei governi che sono sotto il controllo politico della NATO e degli USA, che incrementano politiche aggressive. Ciò avviene con un’aperta e rischiosa strategia, fatta di ostilità politiche, culturali e storiche, che si configura come “russofobia”. Questo accade utilizzando spregiudicatamente le forze neonaziste e fasciste lì presenti.

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