Internazionale

Il Libano respinge le proposte di Pompeo

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lebanon 2697377 960 720Rete Voltaire

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha incontrato i tre principali dirigenti del Libano: il presidente della Repubblica, Michel Aoun (cristiano maronita); il primo ministro Saad Hariri (musulmano sunnita); e il portavoce del parlamento, Nabih Berri (musulmano sciita) - durante la sua visita ufficiale in questo paese, il 22 marzo 2019.

Per quanto riguarda le questioni energetiche, il Segretario di Stato propone che il Libano riconosca la linea tracciata dall'ambasciatore statunitense Frederic Hof per delimitare le zone marittime di Israele e Libano, il che faciliterebbe lo sfruttamento delle riserve di gas ivi esistenti. I suoi interlocutori libanesi hanno respinto questa proposta, poiché un sesto delle acque territoriali libanesi verrebbe a trovarsi sotto il controllo israeliano.

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Gli errori dell’Occidente hanno spianato la Via della Seta

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chinese lantern 932217 960 720Un ottimo editoriale di Guido Salerno Aletta

La Cina guarda al Mediterraneo, tornato nuovamente centrale nella geopolitica. La Via della Seta di cui tanto si parla, chi palesando il timore di una espansione eccessiva di Pechino e chi ipotizzando con malcelata baldanza chissà quale nuovo Eldorado, ha due componenti distinte, come chiarisce l’acronimo BRI, che sta per Belt & Road Initiative.

Si snoda dunque sia per vie terrestri che per rotte marittime, ma nessuna sembrerebbe toccare i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. Dopo il Pireo, che dà accesso ai Balcani meridionali, ora sarebbe la volta dei porti italiani: se ben collegati per via ferroviaria e stradale con il resto del continente europeo, consentirebbero di ridurre i tempi di trasporto rispetto alle rotte che proseguono fino ai porti del nord Europa passando per Gibilterra.

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Centralizzazioni e salvataggio statale della Deutsche Bank

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deutschebank facciataRiceviamo e volentieri pubblichiamo

di Domenico Moro | da laboratorio-21.it

Come abbiamo rilevato in un precedente articolo, “il manifesto franco-tedesco per una politica industriale europea”, firmato da Francia e Germania, facilita i processi di centralizzazione nella Ue. Le acquisizioni e fusioni tra imprese sono funzionali alla competizione su un mercato più difficile, a causa della globalizzazione, della perdurante stagnazione economica e delle più restrittive regole bancarie europee. Aspetto importante del processo di centralizzazione è il ruolo centrale che vi riveste lo Stato, a dispetto della retorica neoliberista e delle regole europee contro gli aiuti di Stato.

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Come l'Italia conquistò lo «Status di grande paese»

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jugoslavia guerra palazzoinfiammedi Manlio Dinucci

Il 24 marzo 1999, la seduta del Senato riprende alle 20,35 con una comunicazione dell’on. Sergio Mattarella, allora vice-presidente del governo D’Alema (Ulivo - Pdci - Udeur): «Onorevoli senatori, come le agenzie hanno informato, alle ore 18,45 sono iniziate le operazioni della Nato».In quel momento, le bombe degli F-16 del 31° stormo Usa, decollati da Aviano, hanno già colpito Pristina e Belgrado. E stanno arrivando nuove ondate di cacciabombardieri Usa e alleati, partiti da altre basi italiane.

In tal modo, violando la Costituzione (artt. 11, 78 e 87), l’Italia viene trascinata in una guerra, di cui il governo informa il parlamento dopo le agenzie di stampa, quando ormai è iniziata.

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I gillet gialli francesi visti da vicino: un’analisi di classe del movimento. I limiti della sinistra italiana.

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giletjaune tettodi Lorenzo Battisti (Marx 21 - Parigi)

Spesso per comprendere la natura di un fenomeno sociale è bene osservarlo da una certa distanza. Quando vivevo in Italia questo mi permetteva di cogliere meglio certi aspetti delle vicende francesi, poiché non ne ero personalmente coinvolto. Al contempo questa distanza dovrebbe permettere ai compagni italiani di leggere meglio di me (che ora vivo in Francia) il movimento dei Gilets Jaunes, i gillet gialli.

L’impressione purtroppo sembra opposta: per qualche ragione i compagni italiani hanno di questo movimento un’immagine che non corrisponde affatto alla realtà. Cercherò di fare un’analisi del movimento e di spiegare le ragioni di questa attitudine italiana a scambiare i propri sogni per la realtà.

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Si si e né né

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soldati marcia bassodi Jorge Cadima

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La storia dimostra abbondantemente come l'imperialismo si arroghi il diritto di imporre il suo potere planetario con tutti i mezzi: guerre, sovversioni, colpi di stato, embarghi, bombe atomiche, armi chimiche, campi di concentramento, torture, omicidi. Sempre "giustificati" da menzogne di distruzione di massa. Per l'imperialismo, la sovranità, la volontà dei popoli e il diritto internazionale sono meri ostacoli, da ignorare se il rapporto di forze lo consente. Nel suo stile, il governo Trump manifesta tutto ciò in modo sfacciato e ufficiale. Lascia cadere il velo ipocrita, mostrando la faccia vera ed eterna dell'imperialismo.

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La cooperazione italo-cinese e l’alternativa del diavolo

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italia cina bandieredatavolodi Francesco Maringiò

Il complesso negoziato sino-americano sul commercio vive un momento non turbolento ma tuttavia segnato da oggettive difficoltà: troppa è la distanza che separa i moniti americani dalle concessioni che la Cina è disposta a fare senza penalizzare il suo sviluppo e troppo difficile diventa contenere l’impatto della guerra sul 5G (che è parte del negoziato ma che attiene, anche, ad altri aspetti strategici) negli Stati Uniti ed in Europa. Tuttavia, per quanto difficile, non è da escludere che un accordo sia ancora possibile. Ma sono tanti gli economisti che osservano come il “great deal” metterebbe sotto scacco l’Europa, stretta in un’alleanza tra le due superpotenze ed incapace di ritagliarsi un ruolo nel commercio internazionale.

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Socialismo in Cina, il Tibet e la Via della Seta.

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tibet 2280194 960 720Riceviamo da Giambattista Cadoppi questo articolo contenente recensioni di libri sul Tibet. Un argomento che spesso viene trattato in modo superficiale e fazioso dalla stampa occidentale.

«Aumenteremo la consapevolezza pubblica dell'unità etnica e del progresso e creeremo un forte senso di comunità per la nazione cinese. Incoraggeremo più scambi e interazioni tra i diversi gruppi etnici, aiutandoli a rimanere strettamente uniti come i semi di un melograno che si uniscono e collaborano per la prosperità e lo sviluppo comune», così afferma Xi Jinping nella sua relazione al XIX congresso. Egli si propone di seguire il principio secondo cui le religioni nel paese devono essere orientate dalla Cina affinché possano adattarsi alla società socialista.

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Il «partito americano» nelle istituzioni Ue

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usa nato corridoiodi Manlio Dinucci

«La Russia non può più essere considerata un partner strategico e l’Unione europea deve essere pronta a imporle ulteriori sanzioni se essa continua a violare il diritto internazionale»: così stabilisce la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo con 402 voti a favore, 163 contro e 89 astensioni.

La risoluzione, presentata dalla parlamentare lettone Sandra Kalniete, nega anzitutto la legittimità delle elezioni presidenziali in Russia, definendole «non-democratiche», presentando così il presidente Putin come un usurpatore.

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