Internazionale

50 bombe nucleari Usa dalla Turchia ad Aviano

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dinucci turchiadi Manlio Dinucci

da il manifesto 31 dicembre 2019

«Cinquanta testate nucleari sarebbero pronte a traslocare dalla base turca di Incirlik, in Anatolia, alla base Usaf di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, in quanto gli Usa diffiderebbero sempre più della fedeltà alla Nato del presidente turco Erdogan»: lo riporta l’Ansa citando quanto dichiarato dal generale a riposo Chuck Wald della US Air Force in una intervista all'agenzia Bloomberg il 16 novembre. Il fatto che l’Ansa e alcuni giornali ne parlino, anche se in ritardo, è comunque positivo. Ciò conferma quanto documenta da tempo il manifesto.  

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Con i lavoratori francesi in lotta

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francia sciopero trasportida pciparis.blogspot.com

Ormai da 3 settimane, i lavoratori dei trasporti francesi sono in sciopero contro la riforma delle pensioni di Macron. Una riforma che vuole abbassare la pensione futura, allungare l’età per andare in pensione e che prepara la privatizzazione del sistema pensionistico.

Lo sciopero sta bloccando la capitale del paese, così come le linee ferroviarie. Molti altri settori sono scesi in sciopero, tra cui quelli delle centrali elettriche e delle raffinerie, che hanno occupato i propri siti produttivi e che tagliano la luce ai grandi monopoli e al contempo la regalano ai quartieri poveri. Sta avvenendo una cosa sconosciuta in Italia: uno sciopero ad oltranza. O cede il governo e i padroni, o cedono i lavoratori in lotta.

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Il petrolio disegna nuove alleanze

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oil 10di Demostenes Floros
da aboutenergy.com

La nascita dell'OPEC+ ha sancito la centralità della Russia come attore geopolitico ed energetico al fianco dell'Arabia Saudita, mentre cala il peso di Washington sull'Organizzazione. Sullo sfondo si rafforza l'alleanza tra Mosca e Pechino

Nuovi tagli di produzione per limitare l’offerta di petrolio: lo hanno annunciato il 6 dicembre scorso i 24 paesi che compongono l’OPEC+. La coalizione tra il Cartello dei paesi esportatori di petrolio e i paesi non OPEC, a guida russa, ha inaspettatamente aumentato i tagli produttivi per un ammontare di 500.000 b/g, incrementandoli da 1.200.000 b/g a 1.700.000 b/g fino al 31 marzo 2020.

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Il mondo al contrario

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citta esplosione palazzidi Gustavo Carneiro, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP) | avante.pt

Traduzione di Marx21.it

In una recente intervista a Paris Match Magazine, il presidente siriano Bashar al-Assad ha posto una domanda interessante: la Siria potrebbe inviare truppe in Francia con il pretesto di combattere il terrorismo senza le autorità di quel paese?

La risposta è ovvia e la domanda sarebbe assurda se la Francia, insieme a Stati Uniti, Regno Unito e Turchia, non occupassero illegalmente il territorio siriano. Rispondiamo quindi positivamente alla sfida del leader siriano, lasciando da parte un giudizio su chi esercita il potere in ognuno di questi paesi, ma cercando di impegnarci nell'esercizio dell'immaginazione di un mondo al contrario.

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Il Corriere della Sera lancia bordate alla Germania

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germania grunge 500di Pasquale Cicalese

Che qualcosa si stia muovendo in Italia ormai è palese. Ne stiamo dando conto da giorni, rilanciando dichiarazioni di esponenti industriali e aristocrazia finanziaria. Qualcosa si è rotto, non sappiamo ancora per quale motivo. Tutti parlano di emergenza e di governo decotto, la classe dirigente sembra si stia ribellando. Il 2020  si presenta, sempre che venga approvata la finanziaria, come la stagione delle tasse in un contesto di asfissia finanziaria. Il Mes è stato rimandato a giugno, la Brexiti ha contato su questo, ma continuerà l'asfissia europea e interna. Le imprese sono decimate, le banche sono terrorizzate da dichiarazioni troppo palesi che potrebbero sconvolgere il mercato finanziario italiano. E tengono botta, la gran parte è solida, ma è martellata dalle regolamentazioni sempre più assurde della Vigilanza Europea.

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3000 miliardi di dollari nel pozzo afghano senza fondo

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bombardiere sganciodi Manlio Dinucci

da il manifesto 17 dicembre 2019

Nella Dichiarazione di Londra (3 dicembre) i 29 paesi della Nato  hanno riaffermato «l’impegno per la sicurezza e stabilità a lungo termine dell’Afghanistan». 

Una settimana dopo, in base alla «Legge sulla libertà di informazione» (usata per svuotare dopo anni alcuni armadi dagli scheletri a seconda della convenienza politica), il Washington Post ha desecretato 2.000 pagine di documenti i quali «rivelano che funzionari Usa hanno ingannato il pubblico sulla guerra in Afghanistan». In sostanza hanno nascosto i disastrosi effetti, anche economici, di una guerra in corso da 18 anni. I dati più interessanti che emergono sono quelli dei costi economici. 

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Sulle recenti elezioni nel Regno Unito

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brexit referendum uk 1468255193y2Pda lnx.retedeicomunisti.net

Vince la Brexit. Così si può sintetizzare l’esito delle elezioni nel Regno Unito. I Conservatori, guidati da Boris Johnson rimangono sostanzialmente sugli stessi valori percentuali delle precedenti elezioni del 2017, poco sopra il 40% (passano dal 42.4% al 43.6%), mentre invece i Laburisti subiscono un robusto calo, passando dal 40% al 32.1%.

In termini di seggi alla Camera dei Comuni, tuttavia, la differenza è amplificata dall’antiquatissimo sistema elettorale.

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Comment Te Dire Adieu: la classe operaia ha scelto la brexit

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Brexit grungeRiceviamo e volentieri pubblichiamo

bollettinoculturale.blogspot.com

L’esito del voto inglese ha spiazzato un po’ tutti, non per la vittoria annunciata dei conservatori ma per la debacle netta e senza appello dei laburisti. 

Corbyn si è presentato all’appuntamento con un programma da ala sinistra della socialdemocrazia, portando nel dibattito pubblico inglese temi tabù da molti anni in Italia come nazionalizzazioni, tassazione progressiva, investimenti pubblici e lotta alle disuguaglianze sociali.

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Sulle elezioni in Gran Bretagna e sulla sconfitta dei laburisti

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corbyndi Mauro Gemma

C'è da scommettere che molti "soloni" dei nostri media attribuiranno la sconfitta dei laburisti britannici al loro leader Corbyn e al fatto di essere spostati "troppo a sinistra" con proposte di politica sociale che ribaltano con un certo coraggio gli attuali orientamenti delle altre socialdemocrazie europee.

C'è da scommettere che si alzerà il coro di quelli che rimpiangono un liberista e guerrafondaio come Blair, cercando di far dimenticare che gli "europeisti" liberal democratici, nemici della classe operaia esattamente come i conservatori, hanno ottenuto anch'essi un risultato molto deludente.

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