Internazionale

Dieci domande e risposte sul progetto di riforma

E-mail Stampa PDF

cgt cheminotsdi Salim Lamrani

L'accademico Salim Lamrani risponde a dieci domande sulle conseguenze della riforma delle pensioni del presidente Macron

1.- Quando è stato creato l'attuale sistema pensionistico?

L'attuale sistema pensionistico in Francia è un'eredità della Liberazione, ottenuta grazie al Consiglio Nazionale della Resistenza. Si basa sul principio della solidarietà tra le generazioni. Così un paese distrutto e rovinato da sei anni di guerra è riuscito a stabilire un sistema volto a garantire un livello dignitoso di pensione agli anziani. Nel 1945, la creazione del sistema di previdenza sociale "rispondeva all'ambizione di costruire un sistema pensionistico che coprisse l'intera popolazione". Ecco le ragioni dell'ordinanza del 1945: "La sicurezza sociale è la garanzia data ad ogni persona che in ogni circostanza avrà le risorse necessarie per assicurare il proprio sostentamento e quello della sua famiglia in condizioni dignitose. È giustificata da una elementare preoccupazione per la giustizia sociale ed è una risposta al desiderio di liberare i nostri concittadini dall'incertezza del futuro".

Leggi tutto...

Il sindaco comunista di Novosibirsk: “le dimissioni del governo della Federazione Russa rispondono a una richiesta di cambiamento”

E-mail Stampa PDF

pcfr manifestazione01dichiarazione di Anatolij Lokot

da https://kprf.ru/party-live/regnews/190995.html

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

Dopo la decisione di Vladimir Putin di allontanare Dmitrij Medvedev dall’incarico di premier del governo russo, molte sono state le reazioni degli esponenti delle forze politiche russe. E’ significativo che, a fronte dei commenti negativi e stroncatori dei rappresentanti della opposizione filo-occidentale e ultra-liberista (a cominciare dalla dichiarazione di Navalnij), da parte dei partiti di sinistra (Partito Comunista della Federazione Russa e la socialdemocratica “Russia Giusta”) l’atteggiamento è apparso invece interlocutorio e pieno di aspettative nei confronti delle mosse del presidente della Federazione Russa.

E’ da segnalare, in particolare, la breve ma significativa dichiarazione di Anatolij Lokot’, sindaco della grande città siberiana di Novosibirsk e membro del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, che è utile proporre ai lettori di Marx21.it (MG)

Leggi tutto...

Dall’economia di guerra ad un’economia di pace

E-mail Stampa PDF

banche valutedi Francesco Cappello

Al tradizionale conflitto tra lavoratori e proprietari dell’azienda si è aggiunto oggi quello
più generale tra debitori e creditori. Alla categoria dei debitori appartengono non solo famiglie e imprese mainteri popoli e le loroorganizzazioni statali. 

Sullo sfondo il conflittotra micro e macro: microimprese e multinazionali, piccole banche e grandi banche d’affari, stati nazionali e poteri sovranazionali.

L’architettura del sistema finanziario e il sistema dei pagamenti internazionale generano enormi bolle di debiti e crediti, pubblici e privati, che non si incontrano e che la finanza gestisce in forma di cartolarizzazioni, derivati (1) e altro. I debiti accumulati dalla finanza speculativa ammontano secondo stime, utilizzanti dati della BRI, a una somma pari a 54 volte il Pil mondiale! Si tratta di denaro fittizio,ricchezza fittizia, tradotta in titoli, inventati dal sistema finanziario, il cui valore non è determinabile con certezza e che risultano continuativamente soggetti ad improvvisi quanto imprevedibili rischi di svalutazione. Tuttavia, la casta aristocratico-finanziaria (che si avvale dello strumento dei grandi fondi di investimento che controllano le grandi banche d’affari, le multinazionali, le agenzie di rating, le grandi agenzie informative, la stessa politica) che detiene e gestisce questa ricchezza di carta usa allo scopo le più diverse manovre speculative. La pretesa di fondo consiste nel pensare di far soldi con i soldi, nei vari passaggi di mano da un investitore all’altro, saltando a piè pari leconomia reale, tenuta ai margini, se non del tutto disgiunta, da quella finanziaria. Piuttosto che concedere prestiti a famiglie e aziende si trova più redditizio commercializzare titoli. La ricchezza fittizia accumulata dalla finanza ha tuttavia un potere d’acquisto che esercita nei confronti della ricchezza reale. Dai rischi della finanziarizzazione non sono purtroppo immuni tantissime imprese di produzione e servizi che si sono lasciate convincere, o si sono viste costrette, a detenere grosse fette dei loro capitali sotto forma di titoli finanziari, la cui instabilità genera, peraltro, notevoli oscillazioni dei prezzi delle materie prime alla base delle loro attività trasformative. 

Leggi tutto...

Chiamata alle armi, la Nato mobilitata su due fronti

E-mail Stampa PDF

Dinucci usa cartinadi Manlio Dinucci

da il manifesto 14 gennaio 2020


NATOME: così il presidente Trump, che si vanta del proprio talento nel creare acronimi, ha già battezzato lo spiegamento  della Nato in Medio Oriente, da lui richiesto per telefono al segretario generale dell’Alleanza Stoltenberg. 

Questi ha immediatamente acconsentito che la Nato debba avere «un accresciuto ruolo in Medio Oriente, in particolare nelle missioni di addestramento». Ha quindi partecipato alla riunione dei ministri degli esteri della Ue, sottolineando che l’Unione europea deve restare a fianco degli Stati uniti e della Nato poiché, «anche se abbiamo fatto enormi progressi, Daesh può ritornare». 

Leggi tutto...

Le tensioni fra Usa e Iran

E-mail Stampa PDF

b61 12 f16riceviamo e pubblichiamo

di Francesco Fustaneo

Lo scorso tre gennaio un raid aereo statunitense ha eliminato una pedina assai rilevante nello scacchiere militare mediorientale: dei razzi sono stati infatti lanciati nel terminal merci dell'aeroporto internazionale Muhamad Alaa di Baghdad colpendo due veicoli delle unità di mobilitazione
popolare irachena e causando tra gli altri la morte del generale iraniano Qasem Soleimani.

Soleimani in Iran era una figura assai popolare, considerato alla stregua di un eroe nazionale e consultando la sua biografia militare non è difficile intuire il perché: durante il conflitto bellico tra Iraq e Iran, durato ben otto anni fu al comando di alcune unità iraniane e nel 1983 divenne comandante della 41° divisione Saralá, ritagliandosi un ruolo determinante.  

Leggi tutto...

Gli USA stanno per essere cacciati dal Medio Oriente?

E-mail Stampa PDF

atomic 2riceviamo da Enzo Pellegrin e volentieri pubblichiamo

di Prof. Michel Chossudovsky

Global Research, 7 gennaio 2020

da https://www.globalresearch.ca


Traduzione di Enzo Pellegrin

Il programma militare di egemonia dell'America in Medio Oriente ha raggiunto una soglia pericolosa.

L'assassinio del generale dell'IRGC Soleimani, ordinato dal Presidente degli Stati Uniti il 3 gennaio 2020, equivale a un atto di guerra contro l'Iran.

Il presidente Donald Trump ha accusato Soleimani di aver pianificato attacchi sinistri ed imminenti”: “Abbiamo agito ieri sera per fermare una guerra. Non abbiamo agito per iniziare una guerra…. lo abbiamo colto in flagranza e lo abbiamo finito.”

Leggi tutto...

La guerra alla Cina passa per Teheran

E-mail Stampa PDF

armi yemendi Marco Pondrelli

Sono ore drammatiche per il Medio Oriente e per il mondo. Dopo l'attentato statunitense e la risposta iraniana la tensione sembra calata ma i problemi non sono risolti. Ero già intervenuto sui rapporti fra Iran e Stati Uniti e l'attentato contro il Generale iraniano Qasem Soleimani (la cui morte è stata salutata con entusiasmo anche dall'Isis) è una nuova puntata.

Tentiamo di capire cosa sta succedendo nel cosiddetto Medio Oriente. Dopo l'11 settembre gli Stati Uniti hanno scatenato due guerre (Afghanistan e Iraq) dalle quali escono sconfitti e senza avere nemmeno la forza di ritirarsi.

Leggi tutto...

Iran e Iraq – nuovo fronte contro il comune nemico statunitense all'ombra di Russia e Cina?

E-mail Stampa PDF

basi usadi Francesco cappello

In quest’area sta avvenendo parte dello scontro tra il vecchio ordine mondiale fondato sulla egemonia imperiale degli USA e la supremazia del dollaro, imposti al mondo dalla fine dell’ultima grande guerra, e il nuovo ordine di cui sono protagonisti principali Russia e Cina, che non intendono più assoggettarsi alla egemonia statunitense. La linea di frattura tra vecchio e nuovo ordine attraversa, anche e soprattutto, il mediterraneo allargato.

 
 I paesi che riforniscono la Cina di combustibili fossili sono principalmente Russia Iran e Venezuela, tutti e tre nel mirino statunitense... 

La novità più rilevante degli ultimi mesi è relativa al ruolo della Turchia che sta con un piede nella Nato e con l’altro fuori. 

Leggi tutto...

Guerra commerciale USA-Cina: accordo o tregua?

E-mail Stampa PDF

china overtake us economy.sidi Xulio Rios, Direttore dell’Osservatorio della Politica Cinese

da 
https://politica-china.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La Cina e gli Stati Uniti hanno raggiunto una "intesa" per attuare la "fase uno" di un accordo destinato a porre fine alla guerra commerciale scatenata più di un anno e mezzo fa. I nove capitoli del documento riguardano aspetti che hanno costituito una parte sostanziale della controversia: dalla proprietà intellettuale al trasferimento di tecnologia e all'esportazione di prodotti agricoli.

Nell'immediato, la cosa più importante è che questo accordo avvia la sospensione dell'aumento delle tariffe, pur mantenendo i tassi del 25 percento su circa 250 miliardi di importazioni dell'industria cinese. La Cina si è impegnata ad acquistare altri 200 miliardi di dollari di esportazioni statunitensi per due anni, inclusi 6 miliardi aggiuntivi all'anno di esportazioni agricole statunitensi. In cambio, gli Stati Uniti non imporranno più tariffe doganali alla Cina e ridurranno leggermente le tariffe imposte a settembre. L'inizio della "seconda fase" dipenderà da come funzionerà questo primo accordo parziale. Nel frattempo, Pechino ha già protestato contro l'annuncio di nuove regole sulle restrizioni alle esportazioni di alta tecnologia verso la Cina che rafforzeranno quelle già in vigore.

Leggi tutto...

La Cina, non solo l’Iran, sotto tiro Usa in Medioriente

E-mail Stampa PDF

Viadellasetadi Manlio Dinucci

il manifesto 9 gennaio 2020

L’assassinio del generale iraniano Soleimani autorizzato dal presidente Trump ha messo in moto una reazione a catena che si propaga al di là della regione mediorientale. Ciò era nelle intenzioni di chi ha deciso tale atto. Soleimani era da tempo  nel mirino Usa, ma i presidenti Bush e Obama non avevano autorizzato la sua uccisione. Perché lo ha fatto il presidente Trump? Vi sono vari motivi, tra cui l’interesse personale del presidente di salvarsi dall’impeachment presentandosi quale strenuo difensore dell’America di fronte a un minaccioso nemico.

Il motivo fondamentale della decisione di assassinare Soleimani, presa nello Stato profondo prima che alla Casa Bianca, va però ricercato in un fattore che è divenuto critico per gli interessi statunitensi solo negli ultimi anni: la crescente presenza economica cinese in Iran.

Leggi tutto...

Pagina 6 di 318