Ilhan Omar: islamofobia, antisemitismo ed antisionismo

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IlhanOmardi Mark Epstein

La neoeletta Ilhan Omar, che ha trovato asilo e cittadinanza in USA dopo essere fuggita dalle violenze e persecuzioni della sua nativa Somalia, si trova ora al centro di campagne persecutorie in USA, da parte sia dei Repubblicani che dei Democratici, semplicemente per il grande coraggio ed onestà che ha avuto, ha e dimostra tuttora.

Prima ha rifiutato di accodarsi all’aggressione dell’Impero contro il Venezuela, e, avendo l’occasione, ha posto delle domande molto dirette al criminale di guerra, Neocon e totalitario di ferro, Elliott Abrams riguardo le sue attività a sostegno di genocidi, dittature, torture, massacri, colpi di stato e terrorismo Contra in America latina.


Poi ha avuto l’onestà di dire ciò che tutti sanno riguardo le attività della AIPAC su suolo statunitense, la lobby israeliana, il potere che esercita sia dietro le quinte sia tramite suoi scagnozzi prezzolati attivi in molte aree della società statunitense, dai media, allo spettacolo, al mondo della ‘educazione’, e ovviamente a quello politico, finanziario ed economico in senso lato. I fatti sono noti da molti decenni, ed uno dei libri più recenti che ne tratta abbastanza in dettaglio è il libro di John Mearsheimer e Stephen Walt, The Israel Lobby and US Foreign Policy. Credo che agli osservatori meno parziali risulti ovvio che nessuna nazione gode dello stesso livello di influenza sul mondo politico dell’Impero esercitato da Israele tramite la lobby. Ovviamente i legami sono diventati tanto più stretti e perversi da quando l’Impero usa Israele come la sua “outpost of progress” (Joseph Conrad, Heart of Darkness) in Medio Oriente, ma a sua volta Israele usa questa ‘special relationship’ per estorcere ogni sorta di trattamento preferenziale e trattamento ‘al di fuori ed al di sopra della legge’ sulla scena internazionale, soprattutto nei fora dell’ONU, grazie alla protezione della sua mamma santissima, l’Impero appunto. Il caso paradigmatico della frase proverbiale “the tail wags the dog”...

Ci sono tantissimi cittadini di origini ebraiche che sono antisionisti, e verso di loro la Israel lobby e lo stato sionista hanno spesso tentato tattiche diffamatorie simili, del tipo che anche questi critici sono in realtà ‘antisemiti’ o sono “self-hating Jews”, ecc. Noam Chomsky, e molti altri sono attivi da molto tempo in senso anti-sionista, ed in difesa dei diritti dei palestinesi. Norman Finkelstein è stato uno dei ricercatori più coraggiosi ed espliciti nello smontare grandi parti della propaganda sionista, e per questo Alan Dershowitz, uno dei più schifosi strumenti delle persecuzioni sioniste è riuscito, con la connivenza di elementi dell’amministrazione dell’università dove Finkelstein insegnava, a fargli bloccare l’incarico di ruolo. Ma il suo caso è solo uno dei più noti vista la qualità della sua ricerca ed i suoi contatti. Ma molti altri sono stati licenziati, silurati, diventati oggetto di persecuzione. Nel mondo della musica e dello spettacolo pensiamo alle campagne diffamatorie e boicottaggi contro Roger Waters dei Pink Floyd per le sue attività a sostegno della causa palestinese.

Come nel caso del Sudafrica ai tempi, negli atenei e nella società civile sta crescendo il movimento BDS (Boycott, Divest and Sanctions), appunto prendendo di mira il carattere razzista, oltre che persecutorio, dello stato sionista. Come reazioni, le parti più totalitarie e repressive dell’oligarchia imperiale e sionista, sono già riusciti in parecchi stati a far dichiarare “illegale” il movimento BDS, e cercano di osteggiare i suoi sostenitori in tutti i modi. Uno dei primi e più schifosi sostenitori della Israel Lobby contro BDS è stato il governatore dello stato di NY, Andrew Cuomo (vedi la discussione sui provvedimenti che ha preso qui). Dovrebbe essere più che ovvio a tutti che il diritto di organizzare forme di boicotto è un diritto democratico del tipo di quelli di associazione e di opinione, e che quindi tutte queste misure fanno appunto parte del crescendo totalitario nell’Impero.

Per coloro che non ne fossero al corrente, bisogna ricordare che il regime sionista fu uno dei sostenitori più smaccati del regime apartheid in Sudafrica, che aiutò il regime fin che era al potere a procurarsi armi e tecnologia di supporto nell’area del nucleare, e che per decenni il regime sionista aiutò innumerevoli dittature e regimi di tortura ed oppressione in America Centrale ed America latina a livello di intelligence, di aiuti da parte del Mossad, di forniture di software e hardware per monitoraggio di movimenti democratici e di sinistra, per tipi di sorveglianza totalitaria, spesso agendo come intermediario per conto dell’Impero nel sostegno alle forze più repressive del continente (questo nonostante gli USA ed appunto varie dittature latino-americane avessero fornito rifugio a migliaia di criminali nazisti, anche tra i più noti, dopo la II GM, cf. appunto il processo ad Eichmann).

È anche generalmente meno noto nell’area della sinistra, anche di quella marxiana, che c’erano aree del sionismo di estrema destra che erano/sono scarsamente distinguibili da quelle dei vari fascismi e totalitarismi di destra (tipici i casi delle bande Stern ed Irgun, terrorismo essenzialmente fascista della destra sionista). Lenni Brenner, un ricercatore della sinistra marxiana statunitense ha scritto un paio di buoni volumi a riguardo, usciti già decenni or sono: Zionism in the Age of Dictators e The Iron Wall (oltre ad un buon volume sulla mitologia del ‘male minore’ usata a sostegno dell’ala Dem della Duopoly, The Lesser Evil), dove parla dell’influenza dell’ideologo vicino alle Guardie di Ferro rumene, Lev Jabotinsky, rispetto a queste aree del sionismo di stampo fascista. (Ed in genere per vedere che non c’è affatto necessariamente contraddizione tra l’essere di origine ebraica, ed avere simpatie fasciste, cf. Alexander Stille, Uno su mille).

A riguardo esiste anche un bellissimo documentario del regista israeliano Yoav Shamir, Defamation (se ne trovano alcuni spezzoni su YouTube), che non solo esamina le attività della cosiddetta Anti-Defamation League (che in realtà ha un storia di collaborazioni molto equivoche per non dire autoritarie, con enti della repressione imperiale), ma anche come gli adolescenti israeliani vengano portati a visite ‘guidate’ ai campi di concentramento in Europa, dove sono proibiti incontri e scambi con i non ebrei, parte della campagna di indottrinamento/propaganda sionista).

Quindi in realtà Ilhan Omar ha sollevato solo le parti più note e meno controverse delle attività della Lobby, che sono documentatissime, e la stessa “The Nation” rivista molto moderatamente progressista, ha pubblicato un articolo in difesa della Omar, dicendo che sono cose ultranote, non controverse, documentatissime, ecc.

Gli ‘scandali’ mediatici vengono quindi montati ad hoc, anche appunto per colpire una neoeletta onesta, e che ha avuto il coraggio di avere pochi peli sulla lingua nel descrivere e porre domande riguardo la politica estera dell’Impero.

Ancora una volta la Duopoly si è rivelata a suo modo solidale negli attacchi alla Omar: i teppisti repubblicani diffamandola con collegamenti farseschi ed iper-assurdi col 9/11, se pensiamo che Trump ed i suoi scagnozzi (seguiti ovviamente a ruota su quasi tutta la linea dai proconsoli UE) non hanno voluto far praticamente nulla contro Bin Salman e l’Arabia Saudita, anche dopo l’assassinio di Khashoggi… Ma già sotto i Bush ed Obama i rapporti con l’Arabia Saudita sono sempre rimasti buonissimi, nonostante sia uno dei regimi meno democratici sul globo terracqueo, e nonostante l’orrendo genocidio che l’Arabia Saudita conduce da anni contro lo Yemen, con aiuti enormi da parte dell’Impero, della UK, e da molti elementi e fazioni della UE. E tutti dovrebbero sapere dei legami ultra-evidenti, sotto gli occhi di tutti, tra gli attentatori del 9/11 e l’Arabia Saudita... Come sempre i “due pesi e due misure” sfacciatamente agli antipodi a seconda di chi si vuole colpire, diffamare, bloccare. La Omar è quindi ora soggetta ad una campagna diffamatoria e denigratoria, così come intimidatoria (ci sono state minacce di morte, ecc.) da parte dei Repubblicani (forse dovrebbero in realtà chiamarsi ‘Republikaner’...). Ma Christopher Hitchens, che negli ultimi anni di attività passò da simpatie forse un po’ troppo retoriche ed esibite di ‘sinistra’ ad essere praticamente un Neocon, fautore di tutta la gamma dello ‘humanitarian imperialism’, fu uno dei primi a mascherare il suo sostegno per un tipo di Islamofobia come sostenitore dell’etichetta “islamofascism” (senza stare tanto a guardare quanto quelli che lui sosteneva fossero vicinissimi all’area del “fascism”). I Democratici, per non essere da meno, hanno invece introdotto una misura, che prima doveva appunto avere come bersaglio in modo esplicito la Omar, invece ora è ‘solo’, in modo tipicamente ed ipocritamente Dem, contro “l’odio” (di chi contro chi??? dell’Impero contro il resto del mondo meno totalitario???) in genere (anche se tutta la stampa oligarchica prezzolata ‘ci’ fa sapere che in realtà il bersaglio era/è la Omar... (solo appunto perchè ha avuto il coraggio di dire la verità e l’ovvio sulle attività della Lobby israeliana, della AIPAC e dello stato razzista e terrorista (terrorismo di stato a livelli inauditi...) sionista...). Questta escalation di campagne intimidatorie sioniste nell’Impero coincide non solo con la crescita del movimento BDS, ma anche con statistiche che mostrano come le generazioni di origine ebraica più giovani siano sempre meno disposte ad essere semplici propalatori di propaganda a favore di Israele, ed a cominciare invece ad avere una prospettiva più riflessiva e critica.

Ma la Omar, lungi dal farsi intimidire, ha rincarato la dose, e ha appena criticato anche una delle recentissime ‘vacche sacre’ dell’iconografia disneyana-ipocrita del Panteon prezzolato Dem, e cioè niente popodimeno che lo stesso Barack Obama, dicendo, di nuovo in modo assolutamente veritiero, e se caso troppo cauto, che Obama non ha affatto portato “hope and change” ma invece ha semplicemente proseguito e spesso rincarato le misure più orrende dell’Impero, anche se dietro il paravento di tanti sorrisi e tante ipocrisie e smancerie laccate (e la stessa ACLU ha dichiarato che nessun regime statunitense ha intrapreso una campagna persecutoria così vile e completamente contraria allo spirito della costituzione e dei diritti civili contro i “whistleblower” come quello di Obama (che si è spesso vantato di essere uno “constitutional scholar”): spero di ritornare su questi argomenti riguardo informazione, stampa, e propaganda): vedi qui. Quindi tanto di cappello alla Omar, e speriamo che riesca ad influenzare lo stesso Sanders a essere un po’ meno accondiscendente nei riguardi degli interessi dell’oligarchia, soprattutto in politica estera.