Fermare la guerra contro la Siria

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di Fausto Sorini | Segreteria nazionale PdCI, Resp. Esteri

 

siria guerraAssistiamo in queste ore ad una preoccupante precipitazione della vicenda siriana.

 

Damasco è sull'orlo di una guerra civile, dai risvolti drammatici e imprevedibili.

 

Essa è alimentata da tempo dalle maggiori potenze imperialiste (Usa, Francia, Gran Bretagna) che – come già in Libia – stanno costruendo lo scenario pretestuoso di un'aggressione, da presentare naturalmente come ennesimo “intervento umanitario in difesa della popolazione civile”. Si tratta invece di un ulteriore tassello nel disegno di penetrazione imperialista nella regione mediorientale, in sintonia con la politica aggressiva di Israele: un disegno che trova in Paesi come la Siria e l'Iran un punto di resistenza.

 

Crescono in modo esponenziale le pressioni esterne sul governo siriano e nei confronti di Russia e Cina che, fino ad ora – insieme ai governi progressisti e antimperialisti dell'America latina e delle altre regioni del mondo - si oppongono a qualsivoglia intervento militare contro la Siria. Ci auguriamo che tale posizione di fermezza, anche in sede ONU, possa e voglia essere mantenuta.

 

In discussione non è il livello di democrazia in Siria, che è questione la cui risoluzione appartiene comunque al popolo siriano, nel pieno rispetto della sua sovranità.

 

In questo contesto, gravissimo è l'atteggiamento del governo Monti, il cui ministro degli Esteri agisce in modo succube alle direttive americane e alle spinte più oltranziste interne alla NATO.

 

Ciò contribuisce ad una escalation interventista nella regione, penalizza i nostri interessi nazionali e vanifica quel ruolo di pace e di cooperazione che l'Italia della Prima Repubblica, in linea con l'ispirazione di Enrico Mattei, seppe svolgere nella regione mediterranea.

 

Ciò è tanto più grave in una situazione di grave crisi economica recessiva, che viceversa richiederebbe una politica estera volta a rafforzare le opportunità di investimento e di cooperazione economica coi paesi in via di sviluppo e con la sempre più forte area di influenza dei BRICS.

 

Il PdCI condanna questa politica e richiama tutte le forze democratiche, progressiste e di sinistra, comunque collocate, a far sentire la propria voce – prima che sia tardi - invocando scelte di pace, in coerenza con l'art.11 della Costituzione, volte a risolvere con lo strumento della politica e della diplomazia tutte le controversie in atto nella regione. E' infatti grave e sconcertante che l'escalation di guerra contro la Siria cui assistiamo in queste ore, passi non solo con l'avallo del governo italiano, ma anche con la sostanziale accondiscendenza o passività delle forze politiche che lo sostengono, e nel silenzio di una gran parte della sinistra italiana e del movimento pacifista.