Governo Monti e politica estera: alcuni orientamenti gravi e inquietanti

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di Fausto Sorini* | da www.pdci.it

 

governo-monti-cover o_cgo2Mentre cominciano ad emergere i primi orientamenti antipopolari del governo Monti in materia economico-sociale, in linea con la lettera inviata dalla BCE al governo italiano lo scorso 5 agosto, assai netti, gravi e inequivocabili si confermano gli orientamenti in politica estera espressi dai ministeri di Difesa ed Esteri.


Il neo-ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, tra gli esponenti di maggior rilievo del quartier generale della NATO, che ha partecipato attivamente all'operazione militare in Libia, ha dichiarato di voler dare continuità, rafforzandoli, ai legami di fedeltà alla NATO, e di allineare senza tentennamenti il nostro paese a quel “nuovo concetto strategico” dell'alleanza militare occidentale che estende il raggio d'azione di questo blocco a tutti gli angoli del pianeta, intensificando una pratica di politiche di aggressione e violazione della sovranità e dell'autodeterminazione di altri Paesi. E confermando tutti gli impegni che vincolano l'Italia alla partecipazione alle missioni militari in corso (a partire da Libia e Afghanistan). In materia di spese militari si prospetta a consuntivo 2011 un aumento di 3 miliardi di euro rispetto al 2010 (dovute per lo più alla partecipazione italiana alle guerre di aggressione in Afghanistan e Libia).

 

Assai grave e inquietante in materia appare la presa di posizione dell'attuale ministro degli Esteri, Giulio Terzi, espressa nei giorni scorsi a Istanbul in un incontro con il suo omologo turco Davudoglu, in merito agli sviluppi della situazione in Siria.

 

In Siria è in atto un tentativo di golpe armato contro il regime di Assad con modalità pressoché identiche alla Libia; mentre Israele, dotata di armi nucleari, non nasconde la sua linea che intensifica i reparativi di un possibile un attacco militare contro l’Iran. In tale contesto il neo-ministro degli esteri italiano ha rilasciato una dichiarazione improntata ad un rigido allineamento alle posizioni più oltranziste dello schieramento atlantista, che sta premendo sulla “comunità internazionale” per ripetere in Siria lo stesso identico copione che ha portato allo scatenamento della guerra della coalizione occidentale contro la Libia.


Nel ribadire il proprio impegno a sostenere completamente le “forze democratiche” della Siria e l' “opposizione organizzata” - significativamente nel giorno stesso in cui la Turchia, spalleggiata dalle monarchie del Golfo, lancia il suo “ultimatum” alla Siria - Terzi richiama alla “responsabilità di proteggere tutte le popolazioni inermi”, con una formula pressochè identica a quella che ha dato il via libera allo scatenamento dell'aggressione alla Libia. Ed esprime il suo “disappunto” verso quei paesi (Russia e Cina in primis) che in sede ONU con le loro “resistenze” hanno impedito l'attuazione delle delibere presentate dalle potenze occidentali.

 

Le prime mosse dei due ministri sembrano dunque dare conferma alle indiscrezioni riferite dal Sole 24 Ore, secondo cui “l'incarico all'ammiraglio Di Paola alla Difesa, così come quello dell'ambasciatore Terzi alla Farnesina, è stato caldeggiato da Washington grazie agli stretti rapporti che intercorrono tra il Quirinale e la Casa Bianca, consolidatisi durante il conflitto libico e confermati anche nei giorni scorsi da colloqui telefonici tra Napolitano e Obama”. E indicano un inquietante avvicinamento dell'attuale governo italiano alle posizioni più oltranziste presenti nella NATO in materia di relazioni con la Siria.

 

E' grave che fino ad ora nessuna voce critica si sia levata nell'ambito dello schieramento pur eterogeneo che sostiene l'attuale governo, rispetto a posizioni che configurano la possibilità di un coinvolgimento dell'Italia in nuove avventure militari nell'esplosivo scacchiere mediorientale.

 

Ed è in un contesto di difficoltà nella mobilitazione del “popolo della pace” che debbono comunque essere in campo i Comunisti italiani, la Federazione della Sinistra, le forze che fanno della lotta per la pace, per l'autodeterminazione dei popoli e contro l'imperialismo uno dei cardini del loro orientamento. A queste forze spetta il difficile compito di unirsi anche nel nostro paese allo sforzo che paesi e popoli in altre parti del mondo stanno sostenendo per sventare la minaccia imperialista alla Siria e alle altre nazioni che non intendono cedere ai ricatti del blocco atlantico.

 

* Segreteria nazionale e responsabile esteri del PdCI