Quale futuro per le relazioni russo-statunitensi

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pcfr elezioni 2011di Dmitry Novikov, Vicepresidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da https://kprf.ru

Traduzione dal russo di 
Marx21.it

Nel corso dello scrutinio per le elezioni presidenziali statunitensi, D. Novikov, autorevole dirigente del Partito Comunista della Federazione Russa ha rilasciato la seguente dichiarazione ai media:  


(...) "È chiaro che per la prima volta le elezioni negli Stati Uniti si sono svolte non solo sullo sfondo della pandemia di coronavirus, ma anche sullo sfondo dell'iniziativa del cosiddetto "stato profondo", che determina molto nella vita politica americana. Nessun presidente statunitense può essere libero dall'influenza di questo "stato profondo". E questo non vale solo per Biden, dal momento che tutti i postulati di politica estera sono formulati in accordo con gli obiettivi di questo stato profondo ", 

Novikov ha osservato che sebbene Trump stesse progressivamente implementando molte delle posizioni programmatiche associate alla sua ultima campagna elettorale - il lancio della crescita economica negli Stati Uniti, il ritorno di alcune industrie e molte altre cose -, in materia di agenda di politica estera non poteva andare oltre i postulati formulati dall'establishment statunitense

Quanto alla possibile politica di Biden, sottolinea Novikov, essa è sempre più chiara: il suo orientamento anti-russo è rigidamente e chiaramente marcato. "In ogni caso, sia Biden, che Trump imprimerebbero una rotta spiacevole, per usare un eufemismo, per la Federazione Russa nell'arena internazionale in modi pur diversi", ha aggiunto Novikov.

"Ancora una volta, dobbiamo affermare che le sanzioni saranno in vigore per molto tempo ancora, e c'è solo un modo per resistere: da un lato, rafforzando la nostra economia e migliorando la vita dei cittadini nella Federazione Russa, e, allo stesso tempo, incentivando il sistema delle relazioni con gli alleati, principalmente bilaterali. ", - ha aggiunto il dirigente comunista.