Un nuovo incidente nel Golfo del Tonchino è in preparazione?

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bombardiere sgancioIl livello di scontro fra Cina e Stati Uniti sta crescendo pericolosamente a causa della politica aggressiva di Washington, questo articolo di Michael Klare arriva ad adombrare il rischio di un nuovo 'incidente' del Golfo del Tonchino

di Michael T. Klare

da https://www.thenation.com

traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Mentre l'opinione pubblica americana, i media e il Congresso si sono concentrati in gran parte sulla pandemia, sulle richieste di giustizia razziale e su altre preoccupazioni interne, negli ultimi mesi l'esercito statunitense ha mobilitato tutte le sue capacità per una massiccia dimostrazione di forza in acque che costeggiano la Cina. Ogni sottomarino statunitense con base nel Pacifico è ora dispiegato nell'area; due portaerei a propulsione nucleare e le loro navi di scorta vi stanno conducendo manovre navali; l'Aeronautica Militare ha inviato bombardieri B-1 e l'Esercito si sta esercitando per conquistare le isole rivendicate dai cinesi.


Nel più provocatorio di questi sforzi le portaerei Nimitz e Ronald Reagan, accompagnate da diversi incrociatori e cacciatorpediniere, hanno navigato nel Mar Cinese Meridionale, un'estensione del Pacifico che si affaccia su Cina, Vietnam, Malesia, Indonesia e Filippine e comprendente diversi gruppi di isole rivendicate interamente dalla Cina e in parte dagli altri stati. I cinesi hanno installato strutture militari su alcune di queste isole, una mossa che, secondo i funzionari statunitensi, viola il diritto internazionale.

Negli ultimi mesi la Marina ha dispiegato, nelle acque circostanti le isole occupate dalla Cina, cacciatorpediniere armati con missili nelle "operazioni di libertà di navigazione", spingendo Pechino a inviare proprie navi per scortare navi da guerra americane fuori dalla zona. Fino ad ora, queste operazioni sono state limitate a sondaggi e provocazioni, intese a dimostrare il rifiuto di Washington delle rivendicazioni della Cina sulle isole e la collocazione di strutture militari su di esse. Le attività più recenti, tuttavia, suggeriscono qualcosa di più sinistro e pericoloso: l'intenzione di capovolgere l'occupazione cinese delle isole con la forza militare.

Consideriamo che: in tre diverse occasioni questa primavera, l'Air Force ha inviato bombardieri supersonici B-1B per voli dimostrativi a lungo raggio nel Mar Cinese Meridionale, in alcuni casi dispiegandoli da basi negli Stati Uniti. (Originariamente inteso come un sistema di consegna nucleare, il B-1B è stato convertito in un bombardiere multiuso in grado di trasportare un gran numero di bombe e missili.) Ancora più minacciosamente, il 30 giugno, circa 350 paracadutisti della 25a divisione di fanteria in Alaska sono volati attraverso il Pacifico ed hanno condotto un finto "forcible entry jump*" per assicurarsi una base aerea sull'isola di Guam, presumibilmente per occuparla con le seguenti ondate di soldati americani; gli unici obiettivi immaginabili nel mondo reale per tale operazione sono le isole occupate dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale.

La dimostrazione di gran lunga più grande della capacità bellica di Washington, tuttavia, è l'operazione multi-carrier in corso. Con ogni portaerei in grado di far decollare oltre 60 aerei da guerra e le navi che le accompagnano armate di missili da crociera Tomahawk, la forza combinata rappresenta una minaccia enorme per la Cina. Come ha osservato il RAdm. James Kirk, comandante del gruppo d'attacco Nimitz, "le nostre operazioni dimostrano la resilienza e la prontezza della nostra forza navale e sono un potente messaggio del nostro impegno per la sicurezza e la stabilità regionale, poiché proteggiamo diritti, libertà e usi legali del mare di importanza cruciale".

Per i leader cinesi, in particolare per il presidente Xi Jinping, questo rappresenta sia un duro colpo alla capacità di difesa della Cina, sia un duro ripudio della sua pretesa di aver raggiunto lo status di "grande potenza" - qualcosa che può produrre immensa rabbia e sgomento. Come Pechino risponderà a questo non è chiaro, ma è ovvio che la leadership deve mostrare i muscoli in risposta a queste prese in giro o perderà credibilità agli occhi di una popolazione cinese sempre più nazionalista.

Il sito ufficiale dell'Esercito di Liberazione Popolare cinese (PLA) ha osservato che "ammassando queste portaerei, gli Stati Uniti stanno cercando di dimostrare all'intera regione e persino al mondo che rimangono la forza navale più potente". In risposta il PLA ha suggerito che potrebbe tenere importanti esercitazioni per conto proprio, possibilmente includendo l'uso di "armi killer per portaerei come i missili balistici anti nave DF-21D e DF-26".

Con la Marina della PLA che in questo momento sta svolgendo manovre anche nel Mar Cinese Meridionale, non è difficile immaginare come gli incontri ravvicinati tra navi da guerra statunitensi e cinesi possano provocare un evento accidentale o equivoco, precipitando in un incidente armato e un'escalation su vasta scala. Dato che alcuni dei recenti incontri si sono verificati vicino alla foce del Golfo del Tonchino, non è difficile pensare al famigerato "Incidente del Golfo del Tonchino" del 24 agosto 1964, quando i cacciatorpediniere statunitensi dispiegate al largo del Vietnam del Nord segnalarono tracce radar di siluri nemici - un'azione, in seguito ritenuta falsa, che il presidente Lyndon Johnson ha colto per assicurarsi il sostegno del Congresso per un intervento su larga scala degli Stati Uniti in Vietnam.

L'amministrazione Trump sta cercando in modo deliberato un tale incidente per distogliere l'attenzione dai fallimenti in casa propria? Il Pentagono spera di provocare la Cina per giustificare l'espulsione forzata delle forze cinesi da quelle isole del Mar Cinese Meridionale? Senza l'accesso a comunicazioni segrete, è impossibile rispondere in un modo o nell'altro. Quello che si può dire è che l'esercito statunitense sta procedendo su una strada estremamente pericolosa, che molto probabilmente porterà ad un errore di calcolo e ad una guerra, anche nucleare. È essenziale, quindi, che i membri del Congresso chiedano ai leader del Pentagono di ritirare le portaerei Nimitz e Ronald Reagan dal Mar Cinese Meridionale e di iniziare colloqui con la controparte cinese sui passi da compiere per ridurre il rischio di un conflitto.

Michael T. Klare, corrispondente per la difesa di The Nation, è professore emerito di studi sulla pace e la sicurezza mondiale all'Hampshire College e visiting fellow senior presso la Arms Control Association di Washington. Recentemente ha pubblicato All Hell Breaking Loose: The Pentagon’s Perspective on Climate Change].

* letteralmente un 'salto forzato all'entrata' ovverosia un attacco