Comunicato finale del Comitato Esecutivo del Consiglio Mondiale della Pace (WPC) tenutosi a DAMASCO il 27-28 OTTOBRE 2018

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wpc damasco esecutivoPubblichiamo il comunicato finale del World Peace Council che si è tenuto a Damasco il 27-28 ottobre.

La traduzione è a cura del Comitato contro la guerra di Milano

Il Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council) ha organizzato una missione di solidarietà in Siria. In questo contesto, la riunione del comitato esecutivo del WPC si è svolta a Damasco dal 27 al 28 ottobre. Il comunicato finale della riunione del Comitato Esecutivo è il seguente:


L'incontro del Comitato esecutivo del WPC (CE) si è svolto con successo nella capitale della Repubblica Araba Siriana, a Damasco, dal 27 al 28 ottobre, organizzato dal Movimento Nazionale dei Partigiani della Pace Siriana. Alla riunione del CE hanno partecipato 56 delegati in rappresentanza di 29 organizzazioni di 28 paesi. Organizzando il nostro Comitato Esecutivo (CE) nella capitale della Siria, a Damasco, esprimiamo il nostro profondo rispetto e la nostra solidarietà nei confronti del popolo siriano, che è stato vittima di un'aggressione coordinata e senza precedenti da parte degli Stati Uniti, della NATO, della UE e dei loro alleati regionali per più di sette anni , che hanno armato vari gruppi terroristi mercenari usandoli come strumenti dei loro piani per controllare l'area, le risorse naturali e le vie di trasporto, con l'obiettivo , allo stesso tempo, di un “cambio violento di regime” e l’installazione di un nuovo regime clientelare. Il CE esprime soddisfazione per la sconfitta dell'ISIS e di altri gruppi fondamentalisti da parte del popolo siriano, del suo esercito e della sua leadership. Tuttavia, esprimiamo la nostra preoccupazione per la situazione dei territori nella parte settentrionale del paese occupata dalla Turchia, per la forte presenza militare degli Stati Uniti come delle truppe dei paesi della NATO, e per la continua presenza di gruppi terroristi nella provincia siriana di Idlib. Condanniamo gli attacchi israeliani alla Siria, che violando lo spazio aereo libanese, rischiano di allargare i pericoli di guerra a quest’ultimo Paese. Esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie delle centinaia di migliaia di siriani che hanno perso la vita e ai molti altri che sono stati costretti a fuggire per salvarsi la vita o che sono stati cacciati a causa delle azioni delle bande armate. Il WPC sostiene l'integrità territoriale e l'unità della Siria, ed è contro ogni tentativo di dividere o smembrare il paese e denuncia l'ingerenza imperialista in corso negli affari interni siriani.

Per il Comitato Esecutivo l'umanità sta attraversando momenti critici per la pace, la sicurezza dei popoli e delle nazioni. L'aggressività dell'imperialismo sta aumentando in quasi tutto il mondo. L'aggravarsi della crisi capitalista sta intensificando l'aggressione imperialista contro i popoli. In un mondo in cui lo 0,7% della popolazione possiede il 46% della ricchezza del pianeta e il 70% più povero della popolazione ne possiede solo il 2,7%, le disuguaglianze si stanno allargando. Quasi tre miliardi e mezzo di persone (metà della popolazione mondiale) vivono in povertà; 821 milioni vivono nella fame e 758 milioni non hanno accesso all'acqua potabile. Allo stesso tempo, secondo SIPRI, la spesa militare globale è arrivata a 1,7 trilioni di dollari nel 2017, con un incremento dell'1,1 percento rispetto al 2016. Solo gli Stati Uniti hanno speso 610 miliardi di dollari a cui aggiungere 900 miliardi di dollari dagli stati membri della NATO. Una piccola percentuale di quanto sopra sarebbe sufficiente per combattere ed eliminare la fame e le malattie curabili in Africa e in altre parti del mondo. Gli Stati Uniti, la NATO e l'UE, sulla via per il dominio mondiale, sono la più grande minaccia per la pace e i popoli del mondo. Sono responsabili dell'aumento esponenziale delle spese militari e della corsa a nuove armi più sofisticate e distruttive, vale a dire le armi nucleari. L'escalation di interferenze, minacce, provocazioni e operazioni di destabilizzazione intensifica il pericolo di innescare un'escalation di conflitti che porterebbe a conseguenze enormi ed inimmaginabili per l'umanità, compreso l'uso di armi nucleari, che possono e devono essere evitate. Lo scenario internazionale rimane denso di tensioni e minacce, che diventano più pericolose man mano che la crisi si approfondisce a causa delle contraddizioni di un sistema politico, economico e sociale diseguale. Queste tendenze continuano nonostante i deboli segnali di crescita dell'economia globale, che non escludono la possibilità di un nuovo ciclo di crisi economica, con una natura più intensa e uniforme. Da una parte, affrontiamo l'offensiva delle potenze imperialiste che competono per dominare il mondo e conquistare le risorse di popoli e nazioni. In questa offensiva, gli imperialisti e i loro alleati sono disposti a tutto e agiscono con ferocia. Dall'altra parte, ci sono molte indicazioni sul potenziale di resistenza e sulle lotte di popoli, organizzazioni, movimenti, paesi e forze di pace e di progresso sociale. Il WPC si adopererà per ottenere l'alleanza più ampia possibile e azioni comuni che coprano tutte queste lotte per raggiungere obiettivi comuni. Allo stesso tempo, devono essere fatti sforzi specifici per scoprire le cause profonde delle guerre e le loro conseguenze, come povertà, miseria e disuguaglianza. Il WPC continuerà a promuovere e rafforzare le forze progressiste e antimperialiste e le loro azioni.

La situazione in Medio Oriente preoccupa profondamente tutti noi. L'ostacolo principale alla pace in Medio Oriente continua ad essere la questione palestinese. Denunciamo e condanniamo con fermezza le azioni omicide del regime israeliano e del suo esercito a Gaza e nella Cisgiordania occupata, che negli ultimi mesi hanno provocato centinaia di vittime palestinesi, la maggior parte delle quali sono state brutalmente uccise o ferite durante manifestazioni pacifiche di protesta contro le azioni e le politiche di Israele. Il WPC si oppone fermamente e condanna la decisione irresponsabile e illegale dell'amministrazione statunitense di spostare la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, una città con uno status e un carattere multietnico e multi religioso chiaramente definiti, come specificato nella risoluzione 181 delle Nazioni Unite.

Il WPC ribadisce la sua solidarietà al popolo palestinese per il suo diritto inalienabile ad uno Stato indipendente entro i confini del 4 giugno 1967 con Gerusalemme Est come capitale. Chiediamo la fine dell'occupazione del territorio palestinese dagli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme, così come delle alture del Golan siriano e delle fattorie libanesi di Shebaa. Inoltre, chiediamo il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane e il diritto dei rifugiati di tornare alle loro case in conformità con la risoluzione 194 delle Nazioni Unite. Chiediamo il riconoscimento della Palestina come membro a pieno titolo dell'ONU ed il suo rispettivo riconoscimento da parte di tutti gli Stati.

In particolare esprimiamo la nostra solidarietà e profonda preoccupazione per le persone che soffrono nello Yemen, che sono vigorosamente attaccate dalla coalizione guidata dall'Arabia Saudita con il pieno sostegno degli Stati Uniti. Un atto criminale di aggressione che condanniamo con forza.

Il WPC denuncia la presenza militare delle truppe statunitensi in Iraq e chiede il loro completo ritiro, così come il ritiro di tutte le truppe e gli eserciti stranieri dalla Libia, un paese e un popolo che sta soffrendo da oltre sette anni per l'aggressione imperialista e per l’azioni di gruppi armati di estremisti religiosi che hanno distrutto il paese. Siamo seriamente preoccupati per il pericolo di allargamento di questa situazione verso i due paesi confinanti, la Tunisia e l'Egitto. Denunciamo le crescenti tendenze fondamentaliste e terroristiche religiose in Giordania.

Esprimiamo la nostra seria preoccupazione per l'escalation di minacce da parte dell'amministrazione statunitense e di Israele contro l'Iran e anche per il deterioramento delle relazioni tra l’Iran e l’ Arabia Saudita. Condanniamo il ritiro unilaterale dell'amministrazione statunitense dal JCPOA ("Accordo nucleare iraniano"), una mossa pericolosa che accresce le tensioni nella regione e pone le basi per una possibile aggressione contro l'Iran. Riaffermiamo la nostra solidarietà con il popolo iraniano e le sue forze amanti della pace contro ogni ingerenza straniera e a sostegno della loro lotta per i diritti sociali e politici in ogni ambito.

Il WPC ribadisce la sua ferma posizione contro la NATO come strumento di dominio imperialista e come braccio armato degli imperialisti degli USA e dell'UE. L'espansione della NATO a est e a nord, l’ accerchiamento della Federazione Russa lungo i suoi confini, con il dispiegamento di truppe dal Mar Baltico alla Bulgaria e l'installazione dello "Scudo di difesa missilistico" in Polonia e Romania , sta aumentando le tensioni in modo aggressivo e deliberato. La ratifica, al recente vertice di Bruxelles, del 2% del PIL di ogni stato membro per le spese militari porterà, dal Canada e dagli stati europei membri della NATO, a ulteriori 250 miliardi di dollari USA in spese militari entro il 2024. La NATO, lo strumento armato dell'imperialismo, ha anche deciso all'unanimità di costruire entro il 2020: 30 battaglioni meccanizzati, 30 squadroni aerei e 30 navi da combattimento pronti a schierarsi entro 30 giorni o meno. La NATO sta modernizzando e aumentando il suo arsenale che punta ad avere una capacità di “first strike” nucleare contro i suoi nemici. Esigiamo e lottiamo per la dissoluzione della NATO, sostenendo la lotta dei popoli in ogni suo stato membro per ritirarsi da essa. Il WPC si oppone fermamente all'ulteriore militarizzazione dell'Unione europea come strumento per gli interessi dei grandi capitali e dei monopoli e denuncia i piani attraverso la Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e “l’Iniziativa europea di intervento" che costituiscono strumenti pericolosi per l'intervento straniero e l'aggressione imperialista in molte parti del mondo. L'Unione europea, da sola e / o con la NATO, sta agendo contro i sui popoli. Il WPC esprime la sua opposizione ai piani per l'allargamento della NATO nei Balcani , contro la costruzione di nuove basi militari statunitensi e della NATO nella regione e contro un maggiore dispiegamento delle sue truppe. Il Comitato Esecutivo non accetta il riconoscimento indiretto dell'indipendenza del protettorato USA / NATO del Kosovo, che è il risultato del bombardamento criminale della NATO nei confronti dei popoli della Jugoslavia nel 1999.

Il Comitato esecutivo del WPC accoglie favorevolmente la costruzione della nuova campagna globale contro le basi militari USA / NATO e sostiene la conferenza internazionale contro le basi militari USA / NATO, che si terrà il 16-18 novembre 2018 a Dublino, Irlanda.

Il WPC ribadisce la sua posizione di principio sull'abolizione di tutte le armi nucleari e la sua opposizione ai test di qualsiasi arma nucleare. L'Appello di Stoccolma, un'importante iniziativa storica del WPC, firmata da centinaia di milioni di persone preoccupate per la minaccia dell'uso di queste armi, rimane attuale e rimane una guida per la nostra azione. Il WPC denuncia il recente annuncio fatto da Donald Trump sul ritiro degli Stati Uniti dal Trattato (INF) 1987 che vieta missili nucleari a raggio intermedio, ovvero lanciati da terra possono raggiungere una distanza che va da 500 km a 5.500 km, la qual cosa costituisce un'ulteriore escalation dell'aggressione imperialista e dei suoi piani per la militarizzazione dello spazio. Il WPC appoggia il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari come passo verso la loro eliminazione totale.

La politica del "Pivot to Asia" e "India-Pacific Initiative" degli Stati Uniti, il trasferimento del 60 per cento della sua potenza militare nella regione Asia-Pacifico, viene implementata dal nuovo Presidente degli Stati Uniti includendo la settima flotta del Pacifico della US Navy e le oltre 200 basi militari statunitensi nella regione, tra cui Giappone e Corea del Sud, e le nuove truppe militari statunitensi in diversi paesi della regione. L'interesse particolare degli Stati Uniti e dei loro alleati è il controllo geostrategico dell'intera area, delle sue rotte marittime e delle sue risorse naturali. Ma mira anche a contenere la Repubblica popolare cinese.

Il WPC segue con preoccupazione gli sviluppi nel Mar Cinese Meridionale, in particolare le dispute territoriali tra diversi paesi confinanti. Sosteniamo la risoluzione pacifica delle differenze a livello bilaterale e multilaterale tra tutte le parti coinvolte. Chiediamo a tutte le parti di astenersi da azioni unilaterali che possano complicare ulteriormente la situazione. Ribadiamo la nostra posizione di principio per il rispetto e l'applicazione del diritto internazionale, compresa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS), che garantisce i diritti sovrani di tutti i paesi. Ci opponiamo con forza alla militarizzazione della regione, nonché alla presenza militare e alle azioni delle potenze non regionali, in particolare degli Stati Uniti, che hanno chiaramente le proprie motivazioni e interessi.

Denunciamo gli attacchi contro i Rohingya in Myanmar, che stanno affrontando un'enorme crisi umanitaria e sono fuggiti per paura delle loro vite con gravi accuse di pulizia etnica. Chiediamo che il governo del Myanmar garantisca la sicurezza dei civili e prenda misure immediate per porre fine alle violenze al fine di ripristinare le normali condizioni socio-economiche, incluso il ritorno dei rifugiati nelle loro case.

Il Comitato Esecutivo del WPC esprime seria preoccupazione per il crescente conflitto religioso e il fondamentalismo nell'Asia meridionale che viene utilizzato per dividere le lotte dei popoli. Chiediamo alle organizzazioni sociali di essere attente a questa situazione esplosiva e di mobilitarsi contro un programma di questo tipo.

La situazione all'interno e attorno alla penisola coreana è entrata in una fase di dialogo tra le due Coree e l'inizio della normalizzazione delle relazioni DPRK-USA. Ci sono stati tre vertici inter-coreane e sono state adottate la Dichiarazione di Panmunjom e la dichiarazione congiunta di Pyongyang di Settembre, che insieme hanno aperto la via del dialogo e del negoziato sulla strada per la pace e la riunificazione della penisola coreana. Il WPC accoglie con favore la riduzione delle tensioni tra la RPDC e gli Stati Uniti. E, soprattutto, i vertici inter-coreani che riflettono il desiderio di tutti i coreani per la pace e l'unità. Tuttavia, il WPC rimane cauto rispetto alle posizioni statunitensi e del suo presidente, per il fatto che non sono state revocate le sanzioni, né sia stato preso alcun impegno per l'eliminazione delle 28.000 truppe degli Stati Uniti e lo smantellamento del THAAD.

Seguiamo con preoccupazione la persecuzione delle forze antimperialiste di pace in Turchia, in particolare l'Associazione turca di Pace, membro del WPC, vietata nel 2016 dal governo dopo il tentativo di colpo di stato. Chiediamo la sua reintegrazione immediata. Il governo turco è alleato con l'imperialismo statunitense ed europeo nella regione e promuove un programma reazionario, conservatore e aggressivo contro il suo popolo e i suoi vicini. In quanto membro storico e strategico della NATO, la Turchia ospita testate nucleari statunitensi e sostiene direttamente le forze estremiste e terroristiche che combattono in Siria.

Per oltre 44 anni, il 37% del territorio di Cipro è stato vittima di un'occupazione illegale da parte dei turchi in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Il WPC riafferma la sua solidarietà con il popolo cipriota nella sua lotta per una soluzione giusta, realizzabile e sostenibile per i greco-ciprioti, turco-ciprioti, armeni, maroniti e latini, con il ritiro di tutte le forze di occupazione e la chiusura di tutte le basi militari. Il WPC sostiene lo sforzo per una Cipro riunificata con la gente, la terra e l’economia in una federazione bizonale e bicomunitaria con una sola sovranità, una cittadinanza e una personalità giuridica internazionale, come previsto nelle risoluzioni delle Nazioni Unite e negli accordi ad alto livello. Una Cipro libera da custodi e guardiani. Condanniamo le azioni del governo greco, che rinnovando l'accordo militare tra gli Stati Uniti e la Grecia sulla base di Souda (Creta), offre sei basi militari e strutture per il dispiegamento di elicotteri militari, droni e probabilmente armi nucleari agli Stati Uniti e la NATO. sul territorio greco. Prendiamo atto con grande preoccupazione che si stanno realizzando numerose esercitazioni militari in Norvegia, Svezia e Finlandia, come la “Arctic Challenge”, “Cold Response”, “Nordic Air Meet” and “Trident Juncture”, legata al Comando Strategico Stati Uniti (StratCom). Solo quattro anni fa, il contesto regionale ha sollevato le speranze per il consolidamento di una zona di pace in America Latina e nei Caraibi (CELAC). Ma oggi ci troviamo ad affrontare la diffusione di forze fasciste reazionarie e golpiste che sono in crescita, così come le interferenze e le minacce di azioni militari contro paesi sovrani da parte degli Stati Uniti, l'Unione europea ed i suoi alleati, con il tentativo di utilizzare l'Organizzazione degli Stati Americani (OAS). Esprimiamo la nostra seria preoccupazione per i tentativi di un "colpo di stato" in Nicaragua, dove sono state promosse manifestazioni violente al fine di rovesciare il governo del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN).

Denunciamo con indignazione le minacce dell'intervento militare promosse dal Presidente degli Stati Uniti e dal Segretario Generale dell'OEA contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Salutiamo il popolo del Venezuela per aver resistito coraggiosamente ai tentativi di rovesciare il proprio governo legittimo e la violazione della sua sovranità nazionale. Denunciamo USA e 'UE per l'imposizione di sanzioni coercitive, unilaterali e illegali e un blocco finanziario sul paese e sulla sua popolazione, che in queste condizioni avverse cercano di approfondire i cambiamenti contro l'interesse della stragrande maggioranza del popolo venezuelano.

Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo colombiano nel suo desiderio di raggiungere una pace giusta e di vivere con dignità dopo la firma degli accordi di pace. Tuttavia, in Colombia, i membri della guerriglia e gli attivisti per la pace continuano a essere perseguitati, imprigionati e uccisi. L'accordo di pace viene manipolato dal nuovo governo di estrema destra che ha aperto la strada per l'affiliazione della Colombia alla NATO. Allo stesso tempo, denunciamo con fermezza l'omicidio codardo dei contadini, dei membri delle FARC e dei leader del movimento sociale colombiano che si sta impegnando contro gli accordi. Il WPC, denunciando le politiche del governo colombiano, richiede il rispetto degli accordi di pace.

Ribadiamo la nostra solidarietà al popolo di Puerto Rico, la colonia degli Stati Uniti nei Caraibi, nella sua lotta per il diritto all'autodeterminazione e contro l'oppressione multiforme dei loro cittadini.

In Brasile, oltre l'illegittimo rovesciamento della presidente Dilma Rousseff nel 2016, le molestie e gli attacchi contro tutte le forze della sinistra e i movimenti sociali assumono nuove dimensioni. L'imprigionamento dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva il 7 aprile di quest'anno è stato un altro affronto allo stato di diritto democratico con uno scopo puramente politico. Le elezioni presidenziali (secondo turno) si sono svolte il 28 ottobre 2018 in un contesto di estrema persecuzione e crisi sociale, economica e istituzionale, in cui le forze reazionarie e conservatrici, e quelle di natura fascista, sono fiorite. Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo brasiliano che continua la sua lotta per la democrazia e la giustizia sociale e per i diritti delle persone e dei lavoratori.

Il WPC ribadisce la sua richiesta incondizionata per la chiusura immediata e permanente della base americana di Guantanamo e la restituzione del territorio, che è occupato contro la volontà del popolo cubano. Condanniamo con veemenza l'inumana esistenza di un centro di tortura nel territorio usurpato. Dichiariamo la nostra sincera e incrollabile solidarietà con Cuba e il popolo cubano che celebrerà il 60 ° anniversario della Rivoluzione, che difende i propri successi e chiede la fine del blocco criminale degli Stati Uniti, così come di tutti gli altri tentativi di interferenza destabilizzante. Il WPC invita i suoi membri e amici a sostenere e partecipare al sesto seminario internazionale contro le basi militari straniere nel maggio 2019 a Guantánamo, Cuba.

Il continente africano continua a sperimentare vari gradi di instabilità come risultato diretto dell'intervento imperialista nella ricerca di un'agenda per sfruttare le risorse del continente. Il continente continua a essere segnato da problemi interni ed esterni come risultato delle macchinazioni di grandi capitali locali e transnazionali ed imprese multinazionali che hanno trascinato il continente in guerra, nella instabilità politica per l’ingerenza totale dell'imperialismo. Tenendo conto delle ricche risorse minerarie del continente, notiamo che la Turchia, l'India, la Russia e altri paesi stanno anche intensificando i loro legami con l'Africa, che viene trattata come una singola entità. Gli Stati Uniti, a parte il comando strategico africano (AFRICOM), hanno costruito un'enorme base militare a Gibuti, che è la principale fonte di reddito per il paese in termini di tasse e altre questioni correlate. Allo stesso modo, l'UE sta aumentando la sua ingerenza in Africa. Anche l'enorme presenza economica della Cina nella regione si è intensificata. Per proteggere i suoi investimenti in Etiopia, Sudan e Sud Sudan, ha costruito un'enorme base militare a Gibuti, la prima in Africa.

Il WPC ribadisce la sua posizione contro l'occupazione del Sahara occidentale da parte del Marocco e la sua riluttanza a garantire al popolo del Sahara occidentale il diritto all'autodeterminazione. Esprimiamo la nostra solidarietà alla giusta causa del popolo saharawi per la fine dell'occupazione e per il suo diritto di decidere liberamente ed esclusivamente il proprio destino.

Il World Peace Council sta per commemorare il suo 70 ° anniversario nel 2019/2020. La sua storia riflette un'eredità di coraggio e dedizione dei combattenti di pace e attivisti, che per sette decenni hanno cercato di ricostruire il mondo con la democrazia, la sovranità nazionale, il progresso sociale e la pace dopo la catastrofe della guerra, la devastazione e la sofferenza senza precedenti imposte a tanti popoli. Invocando la nostra storia, pensiamo alle sfide che dobbiamo affrontare in futuro. Per resistere e combattere contro i guerrafondai disegni delle potenze imperialiste, difendere la pace, la giustizia e dei diritti dei popoli, con la necessità di mobilitare il massimo numero di forze per il successo della nostra causa, con spirito unitario. Rafforzare la lotta contro la guerra imperialista e il militarismo, per la pace, il disarmo e la solidarietà con i popoli vittime di interferenze straniere e di aggressione dell'imperialismo, si presenta come uno dei compiti più urgenti del nostro tempo. Ed è in 'questa lotta che il WPC resta profondamente impegnato, con tutti coloro che difendono la causa della pace e della solidarietà con i popoli in un ampio movimento antimperialista.

Da Damasco, la capitale del popolo eroico della Siria, inviamo il messaggio che i nemici della pace non sono invincibili, non importa quanto forti possano sembrare. Ciò è stato dimostrato molte volte nella storia dell'umanità e viene sottolineato dall'esempio siriano.

28 Ottobre, Damasco (Siria)