Trump, bilaterale con Putin a Helsinki. Così mette all’angolo gli alleati europei

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putin trump helsinkidi Paolo Mastrolilli

La Stampa di Torino dà un'interessante lettura ovviamente filo-atlantista dei rapporti Trump-Putin

Il filo del dialogo tra Stati Uniti e Russia si riannoda, dopo le polemiche e le inchieste per interferenze elettorali di Mosca, ma a temere l’apertura di Washington sono soprattutto gli alleati europei, che hanno paura di essere sacrificati.

Il vertice bilaterale tra il presidente americano Trump e quello russo Putin, il primo ufficiale dopo due incontri avvenuti a margine di altre conferenze, si terrà il 16 luglio a Helsinki. Lo hanno annunciato ieri in contemporanea la Casa Bianca e il Cremlino. Secondo la nota del governo Usa, «i due leader discuteranno le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia, e una serie di questioni relative alla sicurezza nazionale». Mosca si è spinta anche più avanti, prevedendo che il summit sarà l’evento dell’estate.


Sul tavolo ci saranno la situazione in Siria e in Ucraina, ma anche il riarmo nucleare e le ingerenze di Mosca nelle elezioni americane del 2016. Proprio il presidente Trump, però, ha messo in discussione questa accusa via Twitter: «La Russia - ha scritto ieri - continua a dire che non ha avuto nulla a che vedere con le interferenze». È quindi toccato al segretario di Stato Pompeo rimettere in ordine le cose, confermando che secondo l’intelligence americana il tentativo di condizionare il voto c’è stato, e verrà discusso a Helsinki, anche per evitare che si ripeta durante le elezioni midterm di novembre.

Il capo della Casa Bianca ha sempre sostenuto la necessità di riaprire il dialogo con il collega del Cremlino, perché ristabilire un rapporto costruttivo sarebbe nell’interesse di tutti. Alla vigilia del recente G7 in Canada aveva proposto di riammettere Mosca, aggiungendo che l’invasione della Crimea ormai è una crisi avvenuta diverso tempo fa e superata. Così aveva dato l’impressione di essere pronto a rivedere anche le sanzioni imposte alla Russia per l’aggressione dell’Ucraina.

Il nuovo premier italiano Conte, che sarà alla Casa Bianca il 30 luglio, aveva appoggiato questa apertura. I critici del presidente però sospettano che lui abbia interessi personali, che lo spingono a prendere queste posizioni concilianti, e quindi invitano ad aspettare le conclusioni dell’inchiesta sul «Russiagate» condotta dal procuratore speciale Mueller, prima di esprimere un giudizio definitivo.

Sul tavolo di Helsinki ci saranno molte altre questioni delicate come la Siria, il riarmo dei due Paesi, e in generale l’atteggiamento da rivale scelto da Mosca, che la nuova strategia per la sicurezza nazionale americana ha definito come una «potenza revisionista», determinata a contrastare l’influenza degli Usa nel mondo. Trump però non ha mai condiviso a pieno questo allarme, creando una differenza tra la sua posizione, e quella dello stesso establishment repubblicano.

Il bilaterale avverrà subito dopo il vertice Nato, previsto a Bruxelles l’11 e il 12 luglio, e gli alleati temono che Trump avrà un atteggiamento più duro verso di loro, che non verso Putin. Un diplomatico occidentale ha confessato ai media americani di credere che il capo della Casa Bianca voglia demolire l’Alleanza atlantica, definita obsoleta in campagna elettorale. Durante la sua visita a Bruxelles dell’anno scorso non aveva confermato l’impegno a rispettare l’Articolo V, cioè quello sulla difesa reciproca, e aveva invece criticato gli alleati storici perché non pagano abbastanza. Molti europei (ma anche l’intelligence americana) sono convinti che Mosca abbia varato una strategia per dividere e destabilizzare l’Occidente, sostenendo i movimenti populisti per incrinare le alleanze.