No all'aggressione dell'imperialismo alla Siria!

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caccia piattaformadi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese (PCP) | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Mentre scriviamo questo testo, è nuovamente in corso un'ampia operazione che si propone di promuovere la scalata dell'aggressione contro la Repubblica Araba Siriana e il suo popolo – un'aggressione che, va ricordato, è iniziata più di sette anni fa.

Sono particolarmente gravi non solo le inconcepibili minacce e la retorica guerrafondaia contro la Siria da parte degli Stati Uniti – assecondati dalle altre potenze della NATO, come la Francia e il Regno Unito, ed anche Israele e Arabia Saudita –, ma i preparativi miltari per attuarle, compresa la campagna mediatica di menzogne e travisamento che mira ad imporre la banalizzazione della guerra.


E' impossibile non sottolineare quanto sia particolarmente sconvolgente e vergognoso il ruolo degli organi di comunicazione sociale che si erigono ad autentici paladini della guerra di aggressione, diventandone parte e, conseguentemente, trasformandosi in corresponsabili delle sue nefaste conseguenze. Come si era verificato in Jugoslavia, in Iraq e in Libia, anche l'aggressione contro la Siria poggia su pretesti che è stato provato essere basati su spudorate falsità.

L'attuale scalata dell'aggressione contro la Siria si sviluppa attorno al presunto utilizzo di armi chimiche a Douma, che gli USA e i loro alleati attribuiscono alla Siria e che questa respinge con fermezza, proponendo al contempo di chiarire cosa sia effettivamente accaduto e ribadendo che non possiede questo tipo di armi.

Va ricordato che è stata denunciata la possibilità di un'operazione provocatoria da parte di coloro che, non accettando la propria sconfitta in Siria, dimostrano di essere disposti a commettere le più abominevoli provocazioni, come una messa in scena, ma anche attraverso l'uso effettivo delle armi chimiche da parte di gruppi terroristici, ora trasfigurati nuovamente in “ribelli”, allo scopo di accusare le autorità siriane e, in tal modo, creare il pretesto per “legittimare” una nuova scalata dell'aggressione da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Contro l'aggressione, per la pace

Per comprendere la nuova escalation contro la Siria occorre avere presente che l'operazione contro questo paese ha avuto il suo strumento centrale nell'atroce, crudele e criminale azione di gruppi terroristici, come era già successo con la distruzione della Libia. Gruppi terroristici che sono stati e sono sostenuti dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

Vale la pena sottolineare che gli Stati Uniti intervengono militarmente in modo diretto in Siria, cercando di continuare l'aggressione e imporre la divisione terriotoriale del paese, perché i gruppi terroristici sono stati sconfitti e hanno fallito nel loro proposito di distruzione dello Stato siriano.

Ecco perché gli Stati Uniti e i loro alleati hanno permanentemente boicottato gli sforzi per il dialogo e la pace, continuando a scontrarsi con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, cercando insistentemente di strumentalizzare l'ONU, con la connivenza di alcuni dei suoi principali responsabili, allo scopo di giustificare la propria criminale azione.

Le attuali minacce, i preparativi e le forme di aggressione contro la Siria, se dovessero concretizzarsi, avrebbero imprevedibili e pericolosissime conseguenze, con ripercussioni a livello mondiale.

Chi difende la pace, il rispetto del diritto internazionale, della sovranità, dell'indipendenza, dell'unità e integrità territoriale della Siria e il diritto del suo popolo a decidere, libero da ingerenze esterne, il suo futuro, può solamente denunciare ed esigere la fine dell'aggressione di cui questo paese è vittima.

Il Portogallo, nel rispetto della Costituzione della Repubblica, deve smarcarsi da qualsiasi scalata bellicista contro la Siria, lottare per la fine dell'aggressione e agire a favore della pace.

Ora, come prima, si impone l'espressione della solidarietà con la resistenza della Siria e del suo popolo di fronte alla brutale guerra di aggressione.