Russia, una campagna delirante

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russian trikolor grunge background 59849di Albano Nunes | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Mauro Gemma

La delirante campagna contro la Russia orchestrata dalla Gran Bretagna merita una riflessione. E questo perchè, oltre alla sua colossale dimensione mediatica, rappresenta un passo in avanti nella scalata dell'ostilità e del confronto delle potenze imperialiste, che si raccolgono attorno alla NATO, contro la Federazione Russa. Non c'è dubbio che essa funzioni come manovra diversiva di fronte alle difficoltà di Theresa May nel processo della Brexit, allo stallo e alle divergenze nel processo di integrazione capitalista europeo – come è emerso chiaramente nel Consiglio del 23/24 marzo –, alle ripercussioni nell'UE della guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti che ha la Cina come obiettivo principale.


Non si tratta in questa sede di speculare su ciò che realmente sia successo con la spia russa dell'M16 britannico. Se esiste una questione nell'analisi internazionale su cui si consiglia prudenza, essa è rappresentata da ciò che coinvolge (nel linguaggio degli “specialisti”) servizi di “intelligence” e “operazioni sotto copertura”. Si tratta invece di capire le ragioni di tanto clamore e di tante minacce che, avendo presenti le potenze coinvolte, potrebbero portare a sviluppi molto gravi per la sicurezza e la pace mondiale poiché il contesto in cui la campagna si colloca è quello della demenziale corsa agli armamenti da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, nel momento in cui la dottrina militare di Washington indica espressamente la Russia e la Cina come nemici da contenere e sconfiggere.

Certo, è necessario respingere sofisricate confusioni indotte dalla propaganda della classe dominante. La Russia non è l'Unione Sovietica. Nè sul piano interno e per quanto riguarda il suo sistema sociale, né in merito ai principi che governano le sue relazioni internazionali. Il sistema socialista è stato distrutto e l'economia russa è alla mercé di grandi gruppi capitalisti mafiosi. Occorre essere preparati a sorprese.

Ma è evidente che Putin non è l'intrallazzatore Eltsin, che esistono settori chiave dell'economia non privatizzati e che la Russia continua ad essere una poderosa potenza militare, come è stato evidenziato nel discorso annuale di Putin alla nazione. E più importante di tutto ciò sono i sentimenti nazionali antimperialisti del popolo russo, un popolo che più di ogni altro ha sofferto per l'invasione della propria patria e che, nonostante un revisionismo storico devastante, non accetta che il suo paese si trasformi in una colonia di paesi stranieri. Putin e il suo governo non possono ignorarlo. E' necessario osservare con criteri marxisti tutta la complessa realtà russa. Mettere sullo stesso piano nello scacchiere mondiale gli Stati Uniti e la Russia è un grave errore che rende difficile la costruzione di un vasto fronte di lotta contro il nemico principale.

La cavalcata della NATO (e dell'UE) verso Est che ha seguito la la distruzione dell'URSS ha già raggiunto le frontiere della Russia, ma non ha ancora realizzato tutti i suoi ambiziosi obiettivi. E con la sua posizione sull'Ucraina, il suo sostegno alla Siria, la sua relazione strategica con la Cina, la Russia rappresenta un ostacolo oggettivo all'egemonia dell'imperialismo. Questo è ciò che gli Stati Uniti e i loro alleati considerano intollerabile. E' questa la questione di fondo che spiega l'isteria anti-russa.