“I successi della diplomazia russa hanno favorito i negoziati tra le due Coree”

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russia coreedi K.K Taysaev, segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“Sono convinto che la decisione sui prossimi colloqui inter-coreani sia stata resa possibile solo dopo che la Russia si è attivamente associata al processo negoziale. E a prescindere da quello che dicono gli americani, la risoluzione di qualsiasi problema riguardante la penisola coreana, senza la partecipazione del nostro paese è semplicemente impossibile.

Discutendo con la dirigenza della RPDC, mi sono convinto che nutra una grande fiducia nella Russia. E i negoziati diretti con la Corea del Sud sono stati resi possibili anche grazie ai successi della “diplomazia russa” (K.K. Taysaev, segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa)


Lo svolgimento dei negoziati è stato discusso tra le due Coree il 3 gennaio tramite la linea telefonica “bollente”, aperta da molto tempo per iniziativa della dirigenza della RPDC.

Nel suo messaggio per l'anno nuovo, il 1 gennaio il leader della Corea del Nord Kim Jong Un aveva dichiarato il desiderio della RPDC di partecipare ai Giochi Olimpici di Pyeongchang e la disponibilità ad avviare negoziati con Seoul. “I Giochi Invernali che si terranno nella Corea del Sud, rappresentano un buon evento per il paese” - ha dichiarato, in particolare, il capo dello stato nord coreano. Allo stesso tempo, ha sottolineato ancora una volta che Pyongyang non intende abbandonare le forze nucleari nazionali.

A Seoul hanno risposto all'iniziativa del leader della Corea del Nord Kim Jong Un e, a loro volta, si sono offerti di tenere colloqui ad alto livello a Panmunjeom -il punto dove si trova la linea di demarcazione tra le due Coree.

E' molto importante che, per la prima volta negli ultimi anni, i negoziati tra i due paesi si svolgano senza intermediari, ma direttamente, sostiene il dirigente comunista K. K Taysaev, membro della commissione della Duma di Stato per gli affari della CSI e dell'integrazione eurasiatica e coordinatore del gruppo per le relazioni con il parlamento della RPDC. La dirigenza della Corea del Nord ha sempre affermato di considerare molto importante stabilire relazioni fraterne con la Corea del Sud e contatti diretti con essa. E, più in generale, considera la riunificazione dei due paesi come un compito strategico fondamentale.

Siamo già nel XXI secolo, ma i coreani continuano a rimanere un popolo diviso. Ricordiamo la storia e quanti colloqui ci furono a riguardo del “Muro di Berlino” che divideva il popolo tedesco. Ma questo problema è stato risolto, mentre una situazione simile nella penisola coreana rimane invece irrisolta.

Sono proprio gli americani che fanno di tutto per impedire l'unificazione della Corea. Poiché sanno bene che la Corea del Nord è un paese in cui di tutto viene fatto per il bene dei lavoratori. E se tale unificazione avvenisse è chiaro quale ideologia potrebbe affermarsi.

Oggi gli americani sembrano avere acconsentito agli imminenti colloqui diretti e hanno persino posticipato a un secondo momento le esercitazioni militari nella penisola coreana. Tuttavia, non hanno certo alcuna intenzione di abbandonarli completamente.

Conoscendo in prima persona il “problema coreano”, poiché ho studiato tale questione per molto tempo, sono convinto che il principale provocatore in quella penisola sia rappresentato dagli americani. Se avessero smesso di intrigare e si fossero concentrati maggiormente sui propri problemi interni, la situazione nella regione si sarebbe già stabilizzata da molto tempo.

E in primo luogo alla instaurazione di una pace duratura nella penisola è interessata la Federazione Russa. Poiché abbiamo vicini, con i quali condividiamo i confini. Inoltre, per noi rappresentano un mercato abbastanza ampio. E, naturalmente, lì siamo sempre stati presenti. Soprattutto dopo il 1945, e anche dopo il 1953, quando ci aveva avvicinati la grande Vittoria. E anche oggi la Corea del Nord sta quasi sempre dalla parte della Russia. Pertanto, anche per il nostro paese sarebbe il momento di abbandonare tutte le possibili sanzioni contro la RPDC, che protegge solo la sua sovranità.

Sono convinto che la decisione sui prossimi colloqui inter-coreani sia stata resa possibile solo dopo che la Russia si è attivamente associata al processo negoziale. E a prescindere da quello che dicono gli americani, la risoluzione di qualsiasi problema riguardante la penisola coreana, senza la partecipazione del nostro paese è semplicemente impossibile.

Discutendo con la dirigenza della RPDC, mi sono persuaso che nutra una grande fiducia nella Russia. E i negoziati diretti con la Corea del Sud sono stati resi possibili anche grazie ai successi della “diplomazia russa”.

Allo stesso tempo, non bisogna dimenticare che tutti gli ultimi gravi conflitti nel mondo sono scoppiati proprio mentre si stavano svolgendo i Giochi Olimpici. Basti ricordare solo l'inizio delle Olimpiadi in Cina, quando gli americani provocarono il conflitto in Ossezia del Sud. Allora chiamarono questa operazione “Campo Pulito” e vollero effettuarla utilizzando l'esercito georgiano.

Qualcosa di simile è successo alla vigilia delle Olimpiadi di Sochi. Mi riferisco alla grave crisi in Ucraina, che si è conclusa con un colpo di Stato e l'avvento al potere di veri e propri nazisti.

Per questo anche oggi, alla vigilia delle Olimpiadi nella Corea del Sud, permane il concreto pericolo che gli americani intraprendano qualcosa di simile anche in questa regione, perché a loro non manca certo l'esperienza in tale materia. Ad esempio, potrebbero mettere a repentaglio lo svolgimento dei Giochi Olimpici, incolpando di tutto ciò le autorità della Corea del Nord.

Per questa ragione è molto corretto e opportuno in tal senso condurre negoziati diretti al più alto livello nei prossimi giorni. Senza dubbio, tali colloqui sarebbero di grande beneficio sia per la Corea del Nord che per la Corea del Sud e per la pace in tutto il mondo.

A cura del Servizio stampa del Partito Comunista della Federazione Russa