La spirale aggressiva

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soldati fucilidi Luis Carapinha

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Sullo sfondo della crisi del capitalismo, la scalata delle tensioni sulla scena internazionale non può che essere presa sul serio. La temperatura continua pericolosamente a salire, con gli USA impegnati ad affrontare crescenti contraddizioni e contrasti interni, gettando sempre più benzina sul fuoco della destabilizzazione e del disordine mondiale per mantenere un'egemonia che si sta esaurendo. Non è casuale che il peso dei generali del Pentagono si sia rafforzato considerevolmente alla Casa Bianca, che pochi mesi fa aveva inviato al Congresso una proposta di bilancio che contempla un brutale aumento delle spese militari.


Il 2 agosto, nonostante la sua riluttanza, Trump ha firmato il nuovo decreto che impone nuove sanzioni a Corea del Nord (RPDC), Iran e Russia. Gli analisti di Mosca affermano che la decisione di Washington equivale a una dichiarazione di guerra economica su larga scala contro la Russia e il primo ministro Medvedev ha sostenuto che la politica delle sanzioni durerà per decenni. Segnale da rilevare, la Germania (e l'UE) hanno respinto pubblicamente le nuove misure che colpiscono, in particolare, interessi economici di Berlino. Ma non era stata la Germania (e l'UE) a promuovere a fianco degli USA le sanzioni alla Russia dopo il colpo di Stato del 2014 in Ucraina? E la Nato non prosegue l'espansione verso Est?

L'8 agosto, Trump ha minacciato la RPDC di “fuoco e furia” mai visti. Tre giorni prima, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU aveva approvato un nuovo pacchetto di sanzioni in relazione al programma nucleare e balistico nord-coreano. Il 21 agosto, gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro imprese della Cina e della Russia per il loro presunto appoggio al programma nucleare di Pyongyang. Il 24 agosto, bombardieri strategici russi hanno sorvolato il perimetro della  penisola coreana. Washington insiste nell'ostacolare gli sforzi di pace, respingendo la proposta di Pechino e Mosca di negoziati politici, che anche Berlino ha dichiarato recentemente di appoggiare.

Reagendo all'evidente sconfitta dei piani golpisti della destra venezuelana derivante dall'installazione dell'Assemblea Costituente, l'11 agosto Trump ha minacciato un intervento militare in Venezuela. Il 25, gli USA hanno imposto altre sanzioni economiche al paese, rafforzando la guerra economica e l'asfissia finanziaria del Venezuela. Il governo bolivariano ha reagito energicamente contro le nuove minacce che rappresentano una grave violazione della Carta dell'ONU.

Senza sorpresa, gli Stati Uniti hanno annunciato, il 21 agosto, la revisione della strategia per l'Afghanistan, con il rafforzamento dell'occupazione e l'intensificazione della guerra che si protrae già da 16 anni. Il martirio del popolo afghano proseguirà perché il paese dell'Asia Centrale è un elemento chiave della profonda manovra destabilizzatrice degli Stati Uniti e della NATO, diretta contro la Cina, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e il progetto della Nuova Via della Seta. In cui Daesh, come ha riconosciuto anche l'ex presidente afghano e ex alleato degli USA, Karzai, è un altro “contraente” degli Stati Uniti. E la cui sconfitta in Siria, per mano dell'esercito e degli alleati di Damasco, rappresenta uno schiaffo all'imperialismo che potrebbe segnare un punto di svolta nella regione. Per questo gli USA installano 10 basi militari e bombardano i civili a Raqqa...