Chi sostiene Hillary Clinton

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clinton isisda “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton, è stata dirigente di una società che ha finanziato il cosiddetto “Stato Islamico”. La compagnia, del cui consiglio di amministrazione la candidata ha fatto parte tra il 1990 e il 1992, è donatore finanziario abituale della Fondazione Clinton.

Il portale di notizie The Canary, citato dal canale televisivo Russia Today, sostiene che Hillary Clinton è stata associata alla guida del gigante industriale francese Lafarge, accusato di finanziare segretamente la banda terrorista che gli Stati Uniti dicono di combattere in Siria, in Iraq e in Libia. I documenti ottenuti da diverse inchieste giornalistiche rivelano che la Lafarge ha concluso un “affare lucrativo” con il gruppo jihadista per “massimizzare i guadagni nelle sue operazioni di produzione di cemento nel Medio Oriente” ed è arrivata al punto di comprare petrolio allo “Stato Islamico”.

La Lafarge fa donazioni finanziarie regolari alla Fondazione Clinton, arrivando ad offrirle fino a 100.000 dollari nel 2015. E’ stata poi inclusa nella lista annuale dei donatori della fondazione, in cui è rimasta nel primo trimestre del 2016.


Ora si è anche saputo che, già alla fine degli anni 1980, Hillary Clinton manteneva relazioni con la Lafarge quando la compagnia francese aveva appoggiato la CIA nel suo programma di armi segrete inviate a Saddam Hussein, che anni più tardi sarebbe stato rovesciato e condannato a morte dai nordamericani.

Dalla Libia alla Siria

Alla fine dello scorso giugno, il fondatore del sito Wikileaks, Julian Assange, ha dichiarato al portale di notizie Democracy Now che la posta elettronica della candidata democratica indica che aveva dato l’ordine di armare i jihadisti in Siria, compreso lo “Stato Islamico”.

Il sito ha diffuso anche 1.700 e-mails che dimostrano il coinvolgimento di Hillary Clinton nell’ “assolutamente disastroso” intervento degli USA e della NATO in Libia, che ha portato al rovesciamento del regime di Gheddafi e ha distrutto l’organizzazione statale e l’unità nazionale del paese.

Più recentemente, in luglio, Wikileaks ha pubblicato più di 19.000 e-mails dei capi della campagna del Partito Democratico. La corrispondenza elettronica si riferisce al periodo tra gennaio 2015 e maggio 2016 e appartiene ai conti delle principali figure dl Comitato Nazionale Democratico degli USA.

La corrispondenza dimostra che i dirigenti, violando le regole del partito, non hanno mantenuto la neutralità in relazione a tutti i candidati e hanno favorito Hillary Clinton a scapito di Bernie Sanders. La divulgazione dei messaggi di posta elettronica ha portato alle dimissioni del presidente del partito, Debbie Schultz.