L'analisi dell'imperialismo al centro del dibattito del Forum Sociale Mondiale Tematico di Porto Alegre

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fsm portoalegre2016di Priscila Lobregatte per il portale “Vermelho

Traduzione di Marx21.it

Tema sempre presente nelle discussioni della sinistra mondiale, l'imperialismo, la sua crisi e la minaccia che rappresenta per i popoli per quanto riguarda la produzione di guerre e aggressioni è stato il tema affrontato al tavolo del Forum Sociale Mondiale, svoltosi a Porto Alegre il 22 gennaio.

Diego Pautasso, professore di Relazioni Internazionali di Unisinos (Università di Porto Alegre), ha affrontato alcuni temi  cruciali per la lotta dei popoli a livello globale. Oltre alla crisi economica mondiale e ai suoi riflessi, il professore ha concentrato l'attenzione sull'offensiva neo-conservatrice in America Latina.

Se negli anni 1990, il neoliberalismo ha rappresentato il tratto caratterizzante nel continente, il decennio del 2000, ha spiegato, “ha permesso la rinascita e il rafforzamento dei progetti popolari di centro-sinistra, vari governi progressisti si sono installati e ciò ha garantito il processo di integrazione latinoamericana con il Mercosur, la Celac e l'Unasur. Tuttavia, ciò a cui stiamo assistendo oggi è un'offensiva neo-conservatrice che sta mettendo a rischio buona parte delle conquiste realizzate nell'ultimo decennio”.


Il Brasile è dove ciò si è riflesso con maggior forza negli ultimi anni. “Si è trattato di un attacco di grandi proporzioni, che ha causato la paralisi politica e decisionale ed effetti negativi per l'economia nazionale, inserita in un quadro di depressione dell'economia mondiale”.

La riduzione del prezzo del petrolio è stato indicato dal professore come un altro elemento fondamentale. “Tale riduzione, secondo molti, è stata determinata dall'iniziativa saudita di espansione della produzione nel contesto in cui l'economia mondiale si trova in recessione e altri produttori sono passati a offrire maggiori quantità di petrolio, in particolare l'Iran e il Brasile”.

Per Pautasso, tale problema è rilevante perché colpisce alcuni paesi produttori ed esportatori di petrolio, soprattutto Russia, Venezuela, Brasile e Iran, prendendo di mira direttamente la produzione di petrolio brasiliano, a causa dell'alto costo del pre-sal. “In tal modo, una serie di investimenti nelle infrastrutture e nella costruzione navale sono stati interrotti con effetti sull'occupazione e sull'economia già colpita dalla paralisi politica frutto del golpismo e di un'operazione di natura giuridica e politica quale è Lava-Jato”. Egli ha fatto notare che quasi il 50% dei posti di lavoro perduti nell'ultimo anno sono collegati a questo quadro della costruzione civile, a sua volta direttamente relazionata agli appaltatori coinvolti in Lava-Jato”.

Un ultimo punto essenziale rilevato da Pautasso consiste nel fatto che l'economia mondiale è sempre più focalizzata sulla Cina e il Bacino del Pacifico. “Questo per l'America Latina significa che l'epicentro si sposta in una regione relativamente distante dalle nostre ambizioni geopolitiche ed economiche, nel bene o nel male, dal punto di vista del nostro inserimento nello scenario internazionale”.

Secondo il professore, si sta passando a una nuova architettura geo-economica che rappresenta una sfida per il sistema fondato con Bretton Woods. E ciò riguarda nello specifico la Banca Mondiale, il FMI e il dollaro. “I paesi emergenti hanno preso atto di non avere ottenuto la riforma di questa struttura, di non avere ottenuto spazio in organizzazioni e sono passati a costruire una nuova struttura chiaramente guidata dalla Cina a partire da due iniziative importanti: la creazione della banca dei Brics e della Banca Asiatica di Investimento e Infrastruttura”.

Tali fattori cambiano la configurazione globale dal momento che fino ad ora la supremazia spettava agli organismi creati a partire da Bretton Woods. Oltre a ciò, ha rilevato il professore, “abbiamo visto negli ultimi anni una Cina sempre più protagonista e disposta a competere con gli Stati Uniti nello scacchiere internazionale. Esempio di ciò è la nuova via della seta, ossia, l'integrazione di tutta l'Eurasia attraverso grandi progetti di infrastruttura”. La Cina, perciò, è passata a guidare il processo della leadership regionale “non attraverso l'impiego della forza, ma attraverso lo sviluppo”.

Questi aspetti pongono, secondo Pautasso, sfide importanti per le forze di sinistra e progressiste. “Dobbiamo capire che esiste una nuova geografia economica che sta sorgendo e che rimodellerà i mercati, le forze politiche e i processi di integrazione”, afferma. “Senza di ciò, saremo meno efficaci nella nostra riflessione e nella nostra lotta politica”, ha concluso.

Guerra al terrore

La Presidente del Consiglio Mondiale della Pace, Socorro Gomes, ha proseguito l'analisi mettendo in evidenza che l'attuale gravità dello scenario internazionale può essere dimostrata dal “risorgere di forze naziste e dagli assassini di massa”. Ha affermato che la “guerra al terrore”, propagata dagli Stati Uniti è, in verità, una guerra contro l'umanità. “Tutti i mari e gli oceani sono vigilati dagli Stati Uniti, che hanno ancora la maggiore macchina da guerra nelle loro mani e nelle mani delle potenze europee attraverso la NATO”.

Questa “guerra al terrore”, “ha comportato, dal 2001, solo sofferenza per i popoli. Iraq, Libia, Afghanistan sono stati distrutti, la Palestina vive ormai da decenni un autentico supplizio e la Siria vive da cinque anni sotto minacce e costante distruzione”, ha constatato.

Socorro ha rilevato che una delle conseguenze dell'avanzata di queste aggressioni sono le grandi migrazioni in corso. “Sono diventati popoli senza terra. Questo è il volto della barbarie”, ha sottolineato.

Per Socorro, la sfida posta alle forze democratiche e di sinistra in tutto il mondo è quella di unire le forze per “impedire una nuova guerra di vaste proporzioni, mondiale, e rompere con il neocolonialismo”.

Sonno della ragione

José Reinaldo Carvalho, segretario delle Relazioni Internazionali del PCdoB, ha iniziato il suo intervento tracciando un parallelo tra ciò che dice l'opera di Goya - “Il sonno della ragione produce mostri” - e il ruolo dei grandi mezzi di comunicazione. “I media non sono solo una fabbrica di menzogne, ma dell'opinione favorevole alla guerra. Al servizio dell'imperialismo, sembra che cerchino di addormentare la ragione dell'umanità con falsi racconti”.

Egli ha citato come esempi quelli della guerra della Bosnia e del Kosovo e, più tardi, dell'Iraq. “Hanno fabbricato un'opinione pubblica contraria a Saddam Hussein sostenendo che possedeva armi di distruzione di massa e che, per questo, era una minaccia alla sicurezza di tutti”. Dopo gli attacchi alle torri gemelle, Bush ha proclamato la guerra permanente contro il terrore. “E ora vogliono nuovamente addormentare la nostra ragione propagandando che la minaccia sarebbe rappresentata dalla presunta bomba nord-coreana. Pertanto, l'imperialismo agisce sempre in base alla forza”, ha detto.

Per Carvalho “la base di tutto ciò è la crisi inarrestabile del capitalismo. Per evitare perdite, il sistema scarica la crisi sui popoli che lottano per la loro autonomia e sui lavoratori dei paesi capitalisti. E ciò riguarda questioni concrete che incidono nella vita di tutti”.

Il dirigente comunista ha evidenziato che questo modo di agire dell'imperialismo, basato sulla macchina da guerra, colpisce direttamente il sistema multilaterale e il diritto internazionale sorto dopo la Seconda Guerra Mondiale. “Abbiamo assistito alla degradazione di questo sistema, alla sostituzione della diplomazia con la guerra. Il mondo vive momenti di transizione, i cui fattori sono il declino dell'imperialismo statunitense e l'emergere di nuovi attori come la Cina, la Russia, il Brasile, l'Africa e l'America Latina. Da qui l'offensiva brutale per sbarrare la strada al movimento sorto nel continente a partire dal 1998”. Carvalho ha concluso il suo intervento evidenziando che “dobbiamo unirci e rafforzare le nostre relazioni per questa nuova fase di scontro”.

Il dibattito ha visto anche la presenza del palestinese Salah Salah, uno dei fondatori del Fronte Popolare della Palestina e membro del Consiglio Esecutivo dell'OLP, che ha parlato brevemente della situazione nel mondo arabo. L'evento è stato coordinato da Edson França, di Unegro.