Il Parlamento dell'Unione Africana: “I libici devono decidere il loro futuro”

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Nota di Marx21.it

 

Union-Africaine-w350“L'Unione Africana deve guidare gli sforzi per ottenere la riconciliazione in Libia e per la firma di un accordo di unità tra le forze leali a Gheddafi e il Consiglio Nazionale di Transizione. Solo tale intesa e non l'intervento internazionale preparerebbe le condizioni per la pace e la stabilità in Libia”.

 

L'affermazione è contenuta nella dichiarazione approvata dal Parlamento Panafricano (PAP), organo legislativo dell'Unione Africana, riunito a Midrand, in Sudafrica, dal 3 al 14 ottobre.

 

“E' assolutamente necessario che siano i cittadini libici a decidere del loro futuro in forma democratica”, ha dichiarato il presidente del PAP, Fortune Charumbira, reduce da un viaggio a Tripoli, alla testa di una delegazione di inchiesta sulla situazione in corso nel paese nordafricano.

 

Charumbira ha fatto appello all'immediato cessate il fuoco tra le parti nel sanguinoso conflitto tuttora in corso e ha espresso la speranza che la Libia possa continuare ad essere un paese sovrano governato da un esecutivo unitario.

 

Il rapporto presentato dal presidente del PAP sui risultati della visita a Tripoli della delegazione di inchiesta da lui guidata fa emergere dati drammatici sul presente della Libia, registrando un aggravamento del conflitto, con costi umani altissimi: “Oggi i libici stanno uccidendosi tra loro in una guerra civile. Proprietà private e pubbliche sono state distrutte. Gli africani neri vengono fatti passare per mercenari e sono torturati e assassinati”.

 

“Il fatto è che la NATO si è allontanata dall'obiettivo, tracciato dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, della protezione dei civili, uccidendone invece a migliaia nei suoi attacchi”, ha affermato Charumbira.

 

Per parte sua, Ahmed Reza Issack, parlamentare di Mauritius, anch'egli componente della delegazione del PAP a Tripoli, si è detto impressionato dal clima che si sta vivendo nella capitale. “La paura è palpabile”, ha affermato in una dichiarazione alle agenzie giornalistiche. “Ciò che sta succedendo in questo momento in Libia è già accaduto in Iraq e in Afghanistan. All'intervento straniero segue sempre il disastro. In Tunisia e in Egitto, il popolo si è sollevato e si è liberato da solo. Non ha mai chiesto il sostegno straniero”, ha sostenuto il deputato.

 

“Occorre lasciare il paese al suo popolo. La Libia per i libici. Le azioni della NATO hanno creato un clima di grave insicurezza. Abbiamo incontrato una madre che ha perso la figlia: il bombardamento aveva talmente spaventato la piccola da farla morire per un attacco cardiaco mentre si nascondeva nel bagno”, ha raccontato Issack.

 

Nel rilevare, con preoccupazione, come alcuni paesi africani (in particolare quelli più soggetti alla tutela delle potenze occidentali) si siano affrettati a riconoscere il nuovo governo senza aspettare una posizione comune dell'Unione Africana, il presidente del PAP ha affermato che questa mancanza di coesione ha favorito l'emarginazione dell'Africa dalle decisioni assunte dall'ONU in merito al decorso del conflitto libico, i cui esiti rimangono assolutamente incerti, senza uno sforzo comune per ottenere la riconciliazione tra le parti in causa.

 

Fonte: agenzie