Putin è tornato. E i turchi fuori dalla Nato

E-mail Stampa PDF

erdogan putindi Massimo Bordin

da micidial.it

Tutti evidenziano le battute di Putin al forum economico di San Pietroburgo. Quella su Guaidò, ragazzo simpatico, ma inaccettabile golpista ha fatto il giro del mondo. Ora i riflettori sono puntati su Huawei, difesa a spada tratta dal Capo del Cremlino dai diktat americani. Eppure proprio mentre Putin rafforza l’alleanza con la Cina e scarica sugli avversari una raffica di bordate, nessuno sembra essersi accorto di un colpo strategico degno di Sun Tzu:


Lla Turchia ha appena acquistato dai russi il sistema di difesa aerea S-400

«L’avanzatissimo S-400 non è compatibile con gli armamenti Nato», ringhiano da Washington, quasi ad ammettere che, con questa scelta, Erdogan sta traghettando la Turchia fuori dalla Nato. Se le cose andranno così – e stanno andando così – si tratta di un colpo da maestro, un’impresa cesellata con minuziosa efficacia.

Con 510.600 effettivi, l’esercito turco, pur dilaniato nelle ultime decadi da tentativi di golpe, è il secondo per attivi tra i Paesi Nato, dopo quello americano. Ed è reputato tra i meglio addestrati al mondo! Ecco che si spiega meglio il livore di Washington. Inutile sputare sangue per agganciare Kossovo, Ucraina e cazzzatielle varie se poi in un colpo solo si perde la Turchia. Ma è proprio ciò che sta avvenendo.

Pochi giorni fa i giornalisti hanno chiesto al Presidente russo qual è il ruolo della Russia nella guerra commerciale fra Usa e Cina. E putin ha risposto con un detto cinese: “quando due tigri combattono nella valle, la scimmia intelligente siede di lato e aspetta di vedere come finisce”. Anche questa battuta ha fatto il giro del web, ma è fuorviante. Mentra a San Pietroburgo si scherza con i giornalisti, ad Ankara i russi lavoravano sottotraccia portando a casa un risultato enorme, che è quello di fornire la Turchia del sistema di difesa.

La Russia ha annunciato venerdì che la consegna del sistema di difesa missilistica S-400 inizierà entro due mesi. La Turchia ha effettuato i pagamenti anticipati e il personale militare turco ha completato la formazione in Russia per far funzionare il sistema. Sembra che il dado sia tratto.

Washington ha reagito istantaneamente, come se si aspettasse il “tradimento” della Turchia.

Il segretario alla Difesa USA, Patrick Shanahan, ha indirizzato una lettera alla sua controparte turca Hulusi Akar – e contemporaneamente ha fatto trapelare ai media – intimando che “la Turchia non riceverà l’F-35 se la Turchia prenderà in consegna l’S-400”. In questo complicato gioco strategico c’è mezzo anche l’India, altro colosso militare. E mentre il Pentagono ora deve sudare sette camice per contenere la diaspora, Putin se la ride sotto i baffi che non ha.