L'Assemblea generale delle Nazioni Unite riafferma la sovranità siriana sulle alture del Golan

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caccia israeldi Mauro Gemma

Il progetto di risoluzione approvato a maggioranza semplice ribadisce che tutte le misure prese dall'occupante israeliano sono nulle. 88 paesi hanno votato a favore del documento, mentre nove si sono opposti: Australia, Brasile, Canada, Stati Federati di Micronesia, Stati Uniti d'America, Isole Marshall, Israele, Palau e Regno Unito.


Altri 62 stati membri delle Nazioni Unite hanno scelto di astenersi sulla questione dell'occupazione israeliana delle alture siriane del Golan. L'Italia è in buona compagnia  del solito blocco UE, oltre a Serbia, Montenegro e Albania, rari paesi africani, come Camerun, Madagascar e Costa d'Avorio, alcuni stati del Pacifico e, nel continente americano, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay e Uruguay.

La risoluzione richiede che Israele, in quanto potenza occupante, si ritiri dalle alture siriane del Golan entro la linea del 4 giugno 1967 e si conformi alle risoluzioni relative alle alture del Golan, in particolare la n. 497 del 1981, che considera nulla la decisione di Israele di imporre le sue leggi, giurisdizione e amministrazione nel territorio occupato, dal momento che è privo di qualsiasi effetto giuridico internazionale.

Il testo approvato ha ribadito che tutte le misure prese da Israele per alterare il "carattere" delle alture del Golan siriano occupate non hanno alcun valore legale e rappresentano una flagrante violazione del diritto internazionale e della Convenzione di Ginevra sulla protezione dei civili in tempo di guerra .

La risoluzione invita le parti coinvolte, gli sponsor del processo di pace e l'intera comunità internazionale a compiere gli sforzi necessari per garantire la ripresa del processo di pace e il suo successo, attuando le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.