«Il Bahrein, sì, certo, ma…non possiamo urtare i sauditi!»

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di Marinella Correggia | da sibialiria.org

Un ex deputato dell’opposizione denuncia le ragioni del silenzio occidentale e mediatico rispetto alla repressione in Bahrein, il paese…della V flotta Usa.

Ali Al Aswad, ex deputato di opposizione nel regno del Bahrein, attualmente rifugiato a Londra per ragioni di sicurezza, ha partecipato a Roma il 12 dicembre al convegno La causa, organizzato dall’associazione Amici del Libano in Italia e da varie sigle del movimento. A margine, abbiamo rivolto ad Ali Al Aswad alcune domande.

Repressa manu militari, con i carri armati dell'Arabia Saudita, la rivolta pacifica di piazza della Perla a Manama ha goduto nei media mainstream di una risonanza ben inferiore a quella riservata alle rivoluzioni in Egitto e Tunisia, e alla falsa primavera in Libia. Eppure, è stata davvero di massa….

Sì, davvero! E non solo a Manama ma in ogni angolo del paese. Chi era presente – anche alcuni italiani, ndr – lo sa bene. Fino all’ultimo dei villaggi, persone di ogni età e di ogni ceto si riversarono in strada, per giorni e giorni, prima dell’arrivo dei carri armati del Consiglio di cooperazione del Golfo, per l’operazione “Scudo nel deserto” capitanata dai sauditi. La manifestazione più imponente vide in strada 350mila persone: come se in Italia manifestassero in oltre trenta milioni…visto che i bahreiniti sono meno di 600mila.


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