Situazione generale in Serbia e a Kragujevac

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zastava lavoratori

Savez Sindikata Srbije - Sindikat Metalaca Srbije

 

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Anche se è "fortunato" di ricevere il salario in data prevista, un lavoratore serbo medio in produzione non riesce a saldare i debiti, versare per i crediti, pagare le bollette, riparare i guasti sulla macchina vecchia e può solo sognare il mare e la montagna; egli nel maggior numero dei casi soffre di depressione, pressione alta o diabete. E poi, non ha nessuna speranza nel futuro perchè con le privatizzazioni e nel mercato del lavoro attuale si è trasformato in ,,schiavo’’.
Questo è il tipico schema del lavoratore serbo in produzione industriale; attualmente ce ne sono 301.450. Sono proprio loro a ,,sostenere’’ tutti gli altri, cioè solo loro producono in Serbia. Tutti gli altri prestano servizi oppure sono pagati dal bilancio dello Stato (polizia, esercito, sanità, istruzione, uffici pubblici...).
Se teniamo presente che in Serbia ci sono ufficialmente 1.770.000 lavoratori e 2.356.000 disoccupati e pensionati allora è chiaro che il sistema non è sostenibile e che si teme che siamo in pericolo di collasso. Per esempio, nei paesi europei mediamente sviluppati la media dei lavoratori in produzione è pari a 38 – 44% mentre in Serbia risulta soli 17%. Ciò significa che in Serbia meno di 1 cittadino su 4 produce qualcosa ed è la statistica dei paesi emergenti d’Africa.
Il salario medio in Serbia è 39.100 (circa 390 euro), quasi la metà dei lavoratori percepisce il salario da tre a dodici mesi di ritardo. Preoccupato di non perdere il posto di lavoro, il nostro lavoratore non protesta e accetta tutto. Accetta tutte le condizioni imposte dal padrone perchè il bilancio della crisi iniziata tre anni fà sono oltre 240.000 licenziamenti.
Nonostante il fatto che il potere d’acquisto di un cittadino serbo medio diventa sempre più basso, i prezzi del materiale di prima necessità è in continuo aumento. In un anno il prezzo di pane è aumentato 17%, di latte 7%, di zucchero 45%. Le bollette di telefono sono aumentate 100%, corrente 13.9%, gas 20%. La statistica dice che la vendita di cibo è calata (innanzitutto carne per 20%) eccetto pane che è saltato per 15%.
Ancora un dato che dimostra tenore di vita estremamente basso e povertà alta. Su 7.300.000 abitanti nell’anno 2011 sono in circolazione 1.587.130 vetture, di cui oltre 600.000 sono tra 16 – 25 anni di vita mentre 363.400 tra 11 – 15 anni. Solo 211.800 (13.3%) hanno meno di 5 anni di vita.
L’autunno è il periodo più critico per ogni famiglia media in Serbia perchè ci sono anche le spese straordinarie – bisogna conservare cibo per l’inverno, comprare materiale scolastico per i figli, preparare legna o carbone per il riscaldamento, pagare assicurazione per la vettura ecc.

 

Segretario

Rajko Blagojevic