Formica: Draghi lavora per la Germania, contro l’Italia

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da www.libreidee.org

 

merkelMario Draghi? Chiedetevi chi l’ha messo là dov’è: la Germania, cioè il più pericoloso competitore dell’Italia, il paese interessato ad assorbire il nostro sistema bancario, che sostiene la temibile manifattura italiana, seconda in Europa dopo quella tedesca. Parola di Rino Formica, più volte ministro socialista della Prima Repubblica, noto per la drastica franchezza dall’epoca in cui dirigeva le Finanze italiane. Affermazioni dirompenti, quelli di Formica, proposte su RaiDue all’info-talk “L’ultima parola” l’11 novembre, con in studio Giulietto Chiesa e Gabriele Albertini e, in collegamento, Massimo Cacciari. Tema: dietro al governo Monti c’è la regia dell’alta finanza che vuole spolpare l’Italia, con l’escamotage dell’esecutivo tecnico?

 

«Governo tecnico? Innanzitutto, la Costituzione non lo prevede», premette Formica. «I tecnici puri, in questo paese, non ci sono: sono incardinati in un sistema politico e para-politico». La novità è un’altra, spiega l’ex ministro: i poteri, «occulti o manifesti», cioè i gruppi «di interessi, di pressione o di lobby», una volta erano solo nazionali, mentre adesso sono «nazionali e internazionali». Chi sono, dunque, i poteri oscuri di cui parla Formica? E chi li rappresenta in Italia? L’ex ministro è esplicito: teme che un eventuale “governo tecnico” possa mettere in vendita le aziende ancora controllate dallo Stato, portando a compimento una sorta di piano segreto: avviato il 2 giugno 1992, a bordo del panfilo Britannia, di proprietà dei Reali d’Inghilterra.

 

Quel giorno ormai lontano il Britannia, prestato a una lobby di finanzieri anglo-americani chiamata “Gli Invisibili”, attraccò a Civitavecchia ricevendo i vertici dell’industria e della finanza italiana: c’erano anche Mario Draghi e Giulio Tremonti. Cosa volevano gli “Invisibili” dall’Italia? «Volevano mettere le mani sulle banche, sull’Enel, sulla telefonia e sull’Eni, cioè sui “gioielli di casa”», risponde Formica. «Il Britannia, in fondo, cos’era?». Un passaggio d’epoca, nella gestione del potere: «La politica passa in secondo piano, dominata dall’economia e dalla finanza». E il guaio è che «il sistema politico di questi vent’anni ha accettato l’idea della subalternità della politica all’economia e alla finanza». Britannia, missione compiuta?

 

Detto in altre parole, aggiunge il servizio di RaiDue, oggi non sarebbero i “capitani coraggiosi” nostrani ad entrare in possesso dei “gioielli di famiglia”, e cioè Eni, Enel e Finmeccanica, ma i finanzieri internazionali. Se lo spread continua a salire e l’Italia avrà sempre più difficoltà per trovare i fondi per pagare stipendi e pensioni, dovrà vendere: proprio come richiesto dalla Banca Centrale Europea. «I francesi e gli anglo-americani sono interessati all’energia e a Finmeccanica, basti pensare alla guerra per accaparrarsi contratti in Libia o gli accordi con la Russia che tanto hanno irritato Washington», precisa il servizio della trasmissione condotta da Paragone. «I tedeschi, invece, puntano alle banche italiane».

 

«Chi fa operazioni di acquisto per via di rapina non lo dice mai prima», scandisce Formica. «Sicuramente, si sta creando una condizione psicologica favorevole ad una rapina delle banche italiane». E allora chi sono i “rapinatori”? Poche settimane fa, nel silenzio generale, le autorità bancarie europee hanno fissato nuovi criteri di valutazione del capitale delle banche. Gli istituti più penalizzati da questa svolta tecnica? Tutti nostrani. Ma ora alla guida della Bce non c’è un italiano? E allora chi è, davvero, Mario Draghi? «Il problema non è chi è Mario Draghi, ma chi lo ha messo lì», dice Formica. «Qualcuno lo ha messo in posti e in posizioni tali da poter influire sull’ordine politico e sociale». Draghi «fu candidato dalla Germania», ovvero «il paese che avrebbe dovuto avere più timore di collocare in quella posizione un italiano». Strano, no? Si vede che, nelle sue valutazioni – conclude Formica – la signora Merkel giudicò che Draghi era «prima tedesco e poi italiano».