No ad un nuovo asse Roma-Berlino-Vienna!

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Achse Wien Berlin RomePartito del Lavoro d'Austria (PdA)
parteiderarbeit.at

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

No a un nuovo programma per l'Europa centrale!

Il Cancelliere Sebastian Kurz ha ancora una volta orientato la sua politica secondo "l'asse Roma-Berlino-Vienna".

Questa direzione implica il rinforzare la cooperazione con il Ministro degli Interni tedesco della reazionaria CSU bavarese Seehofer e quello italiano di estrema destra della Lega Nord Salvini. Ideologicamente i tre possono bene intendersi, il Governo Bavarese ha ultimamente emanato la più dura legge di polizia della Germania (Informazioni qui: https://bit.ly/2lbscRA) e il nuovo governo italiano ha annunciato una rigorosa azione contro i rifugiati (Informazioni qui: https://bit.ly/2y9taHc).


Per la gestione di possibili interferenze dall'interno di questa politica e per reagire "alle piazze" sarà prevista una vigorosa militarizzazione della società austriaca. Al momento non solo polizia ed esercito sono stati pesantemente armati (Informazioni qui: https://bit.ly/2t7Hx9g) ma anche la collaborazione tra polizia e militari è stata rinforzata.

Così l'Austria manda sempre più spesso anche forze di polizia e militari in esercitazioni e missioni all'estero, come per esempio lo scorso luglio per il vertice G7 ad Amburgo. Attualmente i soldati austriaci partecipano ad esercitazioni militari in Belgio nel contesto U.E. (Informazioni qui http://orf.at/stories/2442673/). Nel Vorarlberg ad oggi si esercitano 600 soldati con mezzi blindati adatti a contesti di battaglia in ambito urbano (Informazioni qui: https://bit.ly/2sWsLDd).

Secondo il Ministro degl'Interni Kickl, il 25 giugno a Spielberg, in Stiria, si è svolta la più grande "esercitazione di protezione delle frontiere" a cui hanno partecipato 1.000 poliziotti e soldati austriaci (informazioni qui: https://bit.ly/2t72tNT).

Che queste cooperazioni non siano nè nuove nè insolite lo sottolineava già Lenin, egli affermava che "si formino anche tra le leghe politiche, cioè gli Stati, determinati rapporti sul terreno della spartizione territoriale del mondo" (Lenin, L'Imperialismo..., cap V).

Adesso chi fantastica della "eterna neutralità" austriaca è nel migliore dei casi un ingenuo e non comprende cosa stia succedendo. Oppure pensa che l'attuale ristrutturazione in senso reazionario dello stato sia comunque compatibile con tale neutralità. Dovremmo dire addio al fatto che lo stato austriaco mantenga la sua "neutralità"!

L'Austria (con possibilità limitate, ovviamente) è uno stato imperialista che ha un governo il quale persegue rigorosamente gli interessi delle grandi società. Vorrebbe prendere parte ad una possibile futura "redistribuzione" dell'Europa e del mondo, e ovviamente accaparrarsi anche un pezzo della "torta".

Affinché la società civile possa sostenere questa idea, tutto questo viene giustificato con la presunta nuova ondata di rifugiati, l'aumento non dimostrato della minaccia terroristica e la protezione delle libertà civili. Ma lo sappiamo bene: "Il capitale finanziario non vuole la libertà, ma la dominazione!" E contro questa dominazione dobbiamo difenderci organicamente al fine di spezzare questo sistema capitalista imperialista e costruire il socialismo.

*) Commento di Mathias Scheibinger, segretario del Partito del Lavoro d'Austria