La natura dell'Unione Europea...

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german europe3di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Le elezioni per il parlamento federale in Germania, che si svolgeranno il 24 settembre, sono state tacitamente considerate il momento a partire dal quale – c'è da sospettare perché... - sarebbe “possibile” per il governo tedesco dare inizio, questa volta “sul serio”, al dibattito sul futuro dell'Unione Europea. Un segnale che dimostra bene come e chi, in ultima analisi, detiene il bastone di comando del processo di integrazione capitalista europeo. Sono finiti i tempi in cui i comunisti erano gli unici a smascherare la cosiddetta “democrazia europea” come un autentico inganno, mettendone a nudo il carattere di strumento per assicurare il dominio politico ed economico delle grandi potenze – in particolare, della Germania – e imporre la prevalenza degli interessi dei loro grandi gruppi economici e finanziari.


Il manifestarsi, circa 10 anni fa, del picco più grave di una crisi, nel contesto più generale della crisi strutturale del capitalismo, ha accentuato (ed evidenziato) le contraddizioni dell'Unione Europea. La sua brutale risposta di intensificazione dello sfruttamento, dell'attacco ai diritti lavorativi e sociali, di imposizione della salvaguardia degli interessi dei grandi gruppi finanziari a spese dell'erario pubblico, di vero e proprio assalto ai paesi definiti “della periferia” da parte delle grandi potenze, con la Germania in testa, spiega i reali propositi e la natura intrinseca dell'Unione Europea, rispondendo in modo particolarmente chiaro e crudo alla domanda in merito a chi essa serva, sia servita e continuerà a servire...

Scossa dall'acutizzarsi delle sue contraddizioni e dai crescenti antagonismi, di cui è espressione l'uscita annunciata del Regno Unito – che, va ricordato, è stata determinata in modo sovrano dal popolo britannico –, l'Unione Europea reagisce moltiplicando i proclami con cui riafferma non solo la sua natura federalista, neoliberale e militarista, ma l'intenzione di approfondirla; nello stesso tempo in cui lancia il “dibattito” intorno a ipotetici “scenari” del futuro dell'UE: un autentico gioco di scelte illusorie, che non è altro che un esercizio di ipocrisia e mistificazione, che mira a limitare e condizionare la discussione nel quadro della conservazione e dell'approfondimento dell'UE e delle sue politiche.

Se dubbi persistono per quanto riguarda il carattere dell'UE e ciò che si può sperare da questo “progetto europeo”, piuttosto che ricorrere alla retorica “europeista”, atteniamoci ai fatti... Per esempio, l'UE ha firmato un trattato di libero commercio con il Canada, denominato CETA. Si tratta di un trattato che si propone di far avanzare la liberalizzazione del commercio e dei servizi, compresi i servizi pubblici, puntando all'eliminazione dei vincoli all'azione delle multinazionali. Un trattato che non garantisce la salvaguardia dei diritti sociali, del lavoro, ambientali e della salute pubblica e che rende possibili la deregolazione, la privazione della protezione e la distruzione della capacità produttiva. Il CETA stabilisce anche principi, norme e meccanismi che si pretende siano al di sopra delle istituzioni sovrane degli Stati e del loro ordine giuridico interno, agganciandosi all'obiettivo della creazione e dell'imposizione di un ordine giuridico a livello globale che apra la strada al dominio e alla rapina delle multinazionali. E ciò è intrinseco alla natura dell'UE, per quanto si tenti di nasconderlo...