Petrolio, down and up

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petrolio 500di Demostenes Floros | da abo.net

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A marzo, il prezzo del petrolio è diminuito grazie alla speculazione. Poi a fine mese l'incremento, riconducibile al calo della produzione libica

A marzo, il prezzo del petrolio è diminuito. In particolare, la qualità Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 56,28$/b per poi chiuderle a 52,74$/b, mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 53,68$/b e chiuso a 50,65$/b. Sia il benchmark europeo e asiatico, sia il petrolio americano hanno toccato il minimo il 23 marzo, rispettivamente quotando 50,60$/b e 47,63$/b - sostanzialmente, sugli stessi livelli del 30 novembre scorso – in conseguenza del livello record raggiunto dalle scorte di greggio statunitensi, calcolate in 533,1 milioni di barili. Nel corso della prima parte del mese, la speculazione ha provocato un temporaneo calo dei prezzi. Infatti, i fondi coperti, dopo avere accumulato posizioni nette di lungo periodo pari a 951 milioni di barili in data 21 febbraio (10 volte i consumi globali) hanno iniziato ad incassare le loro scommesse, riducendo il rapporto acquisti a lungo/vendite a breve da 10,3:1 a 4,41:1 (equivalente a 422 milioni di barili). L’incremento di prezzo verificatosi alla fine di marzo è invece riconducibile alla produzione libica, la quale è decresciuta di 252mila b/g nei pozzi occidentali di Sharara e Wafa a causa della guerra tra opposte fazioni.


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