Il prezzo corre sul filo

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prezzo greggiodi Demostenes Floros
da www.abo.net

Sembra non cessare il momento di discesa delle quotazioni del greggio che anche negli scorsi mesi hanno fatto registrare ribassi da record. Sono molteplici le cause all’origine di queste oscillazioni, dal calo della produzione statunitense alle dinamiche di approvvigionamento globale.

Nel mese di ottobre il Brent ha aperto a 48,09 dollari al barile e chiuso a 49,50 dollari al barile, mentre il WTI ha aperto a 45,12 dollari al barile e chiuso a 46,41 dollari al barile. 

In particolare, sia i livelli di riferimento europei che americani hanno raggiunto il loro picco mensile l’8 ottobre, con rispettivamente 53,59 dollari al barile e 50,31 dollari al barile. Ciò è dovuto a 3 aspetti:

1. La diminuzione del numero di piattaforme di trivellazione statunitensi.

Si osserva, nel dettaglio, che il numero delle piattaforme petrolifere statunitensi è sceso a 614, il minimo negli ultimi 5 anni. Se consideriamo anche gli impianti di estrazione di gas, il numero totale arriva a 809, il minimo dal 2002. Secondo i dati forniti dalla Energy Information Administration, la produzione di greggio statunitense è leggermente aumentata, passando da 9,27 milioni di barili al giorno a giugno a 9,37 milioni di barili al giorno a luglio e 9,32 milioni di barili al giorno ad agosto. 


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