L'altalena internazionale del petrolio

E-mail Stampa PDF

di Demostenes Floros | da www.abo.net

Fattori geopolitici ed economici influenzano costantemente gli sbalzi del prezzo del petrolio che, soprattutto nel mese di settembre, ha subito una forte volatilità. Oggi forse stiamo assistendo a un riequilibrio del mercato, ma il potere di alcuni stati, come l’Arabia Saudita, cambia le carte in tavola.

A settembre, il prezzo del petrolio ha evidenziato un’elevata volatilità. Il Brent è scambiato a circa 50 dollari al barile, mentre il WTI si è attestato approssimativamente a 45 dollari al barile. Al momento della stesura del presente articolo, entrambe le tipologie di greggio hanno superato, rispettivamente, i 53 dollari barile e i 50 dollari al barile. Tuttavia, a fronte della successiva diminuzione è difficile stabilire se la volatilità del petrolio sia effettivamente calata.

Il mercato petrolifero globale continua a essere caratterizzato da un’offerta in eccesso di circa 2 milioni di barili al giorno. In effetti, la produzione ha toccato i 98 milioni di barili al giorno, a fronte di una domanda che ha superato i 95 milioni di barili al giorno. La capacità produttiva totale ha toccato i 102 milioni di barili al giorno. Inoltre, le giacenze dei paesi dell’Ocse sono tornate ad aumentare di 18 milioni di barili, segnando a luglio un record di 2,9 milioni di barili. Stando alle stime fornite dall’Agenzia Internazionale per l’Energia l’11 settembre, la crescita della domanda petrolifera mondiale potrebbe salire a un massimo quinquennale di 1,7 milioni di barili al giorno nel 2015, prima di rallentare a +1,4 milioni di barili al giorno nel 2016.


CONTINUA A LEGGERE