South Stream, il tubo della discordia

E-mail Stampa PDF

di Demostenes Floros | da Limes 2/2012

southstream.t.W320.H200.M4La prevista condotta gasifera a guida russa preoccupa gli americani, convinti che aumenterà la dipendenza europea da Mosca. Dati alla mano le cose appaiono diverse. Il controprogetto Nabucco e le prospettive italiane: da anello debole a hub energetico continentale.

South Stream è il nome del progetto congiunto delle società Gazprom, Eni, Edf e Wintershall (Gruppo BASF) di un gasdotto transnazionale avente come obiettivo la diversificazione delle vie di transito del gas naturale verso i consumatori di Sud e Centro Europa grazie all’attraversamento 
del Mar Nero. Il tratto di mare aperto (offshore) – verosimilmente, dal porto russo di Beregovaja (costa russa sul Mar Nero nell’area di Anapa, Territorio di Krasnodar) a quello bulgaro di Varna – misurerà 923 chilometri per una profondità massima di 2.250 metri, mentre la parte situata a terra (onshore) sarà compresa tra i 1.600 e i 2.540 chilometri in base alla rotta 1 che verrà adottata.


CONTINUA A LEGGERE