Grandi Muraglie e Pericolo Giallo

E-mail Stampa PDF

grande muragliadi Maria Morigi

Al tempo della Dinastia Han (II secolo a.C.) la Grande Muraglia proteggeva dalle incursioni dei Nomadi Xiongnu riuniti in una bellicosa confederazione ad Occidente della Cina. I passi più importanti allo sbocco del corridoio di Anxi (Gansu), prima del Deserto, consentivano non solo il controllo militare della frontiera, ma anche il commercio e la diffusione di culture e religioni sulle antiche rotte della Via della Seta. Ha funzionato per secoli, fino alla discesa dei Mongoli nel XIII secolo. Venne rinforzata e ricostruita durante la Dinastia Ming e la Dinastia Manciù dei Qing, quando ormai la Cina viveva in completo isolamento dal resto del mondo, e mentre, dalla metà del XIX secolo, nel cuore dell’Asia le potenze occidentali disputavano il Grande Gioco coloniale. 

Fu allora che arrivarono gli stranieri, i “Diavoli dell’Occidente”, con la prepotenza della civiltà occidentale, le invasioni, le spartizioni, i saccheggi coloniali, le rivolte islamiche pilotate dalla Russia, la schiavitù dell’Oppio voluta dai britannici… E purtroppo arrivò anche la guerra civile, le invasioni giapponesi… e le alluvioni, le carestie, la fame. La Cina, ormai declinata la funzione della Muraglia che la preservava, è riuscita sempre a ‘tirarsi fuori’ da sola: con milioni di vittime e sforzi immani, ha confidato in un Capo perché il Popolo cinese sa obbedire anche agli ordini che non comprende del tutto, se tali ordini provengono dall’Autorità che incarna il Mandato a governare.


Il razionale Occidente, al contrario, ha proceduto impavido a fare guerre mondiali, leggi razziali e campi di sterminio, costruire, abbattere e ricostruire una certa quantità di muri, entro e contro se stesso. Ha prodotto i pilastri d’argilla delle Dichiarazioni Universali, continuando a dedicarsi a ‘guerre umanitarie’ liquidando e/ o demonizzando regimi, sanzionando chi non rispetta il Grande Gioco dei Diritti Umani, ma anche lanciando lezioni di democrazia, giorni della Memoria e campagne contro l’odio e la discriminazione razziale…

Nonostante la forza di tali armamenti, l’Occidente ha paura del Pericolo Giallo. E allora, dove potrà costruire il Grande Firewall? Perché, diciamolo, non c’è niente da fare: il mondo degli orizzonti globali di scienza, tecnologia, linguaggio e informazione è ancora vittima di grandi paure, siano esse nucleari, virali oppure economiche. Se infatti crediamo di poter arginare Comunismo, Sionismo, Mafia , Terrorismo islamico come cose di casa nostra, di fronte all’incubo immaginario del Pericolo Giallo continuiamo ad essere impreparati… a dire il vero, non lo abbiamo mai neppure focalizzato con chiarezza.

Quindi per il momento ci limitiamo a dileggiare gli studenti cinesi in visita scolastica a Venezia, oppure a cacciare i turisti cinesi dagli hotel della civile Germania … si sa mai che questi approfittino della nostra ospitalità. Leggiamo i titoli che, vomitando odio razzista, annunciano disastri epocali : “In Cina Ikea chiude tutti i negozi “, “Il vero virus che la Cina non può curare” (si tratta per chi non lo sapesse del virus “sfiducia in ogni regime illiberale”), “Aerei a terra e fabbriche chiuse” , “tot milioni di persone isolate”. Trascuriamo finanche la notizia della condanna esemplare a 13 anni per corruzione dell’ex vice ministro della Pubblica sicurezza cinese, Meng Hongwei, catalogando come una radicata abitudine del governo cinese quella di far fuori i sospetti di opposizione (mentre si tratta di semplice “pulizia del sistema”).

Sì, bisogna tenersi alla larga da questa gente che alleva (e mangia)serpenti e pipistrelli, che obbedisce senza fiatare agli ordini del regime (la discussione è aperta se sia un regime o una dittatura), che riesce perfino nella clausura obbligatoria a passare il tempo giocando a carte, a ping pong sul tavolino del salotto, pescando nell’acquario, oppure gridando solidarietà umana dalle finestre , o scorrendo le notizie su WeChat e sui siti stranieri. Tutte cose che dimostrano la evidente pochezza etica di questi cinesi che, chiusi in casa per disposizione del regime, sono irrimediabilmente privi di sensibilità e di senso dell’opportunità .

Però ecco che, nello scenario in evoluzione della guerra dei dazi tra Donald e Xi, emerge l’idea dietrologica e non del tutto inattesa del complotto, inoltre, il fatto che manchino versioni ufficiali sull’origine del Coronavirus scatena ipotesi fanta-horror. Non essendo alla nostra portata giudicare o fare ipotesi, vediamo solo i dati oggettivi: nel 2017 viene aperto a Wuhan il primo laboratorio con il massimo livello di biosicurezza (BSL-4) per affrontare le più grandi minacce biologiche del pianeta; nell’ottobre del 2019, un mese prima che si scatenasse il Coronavirus e il panico globale, il Johns Hopkins Center for Health Security, collegato all’Istituto Nazionale della Sanità Usa, simula lo scenario possibile derivante da una pandemia da coronavirus (partner di questa simulazione, chiamata Event 201, la Bill & Melinda Gates Foundation e il Word Economic Forum); segue una gara di investimenti miliardari da parte di multinazionali per la messa a punto del vaccino. 

Certamente possiamo prevedere che la Grande Muraglia, anche se limiterà i danni, non salverà il mondo globale, poiché il pericolo, sia esso giallo o di altro colore, non lo eviteremo con le denunce, le proteste, le battute al vetriolo e il razzismo anti-cinese. Neppure con la raccolta di firme o gli aiuti umanitari.

“… Dipinte in queste rive
Son dell'umana gente
Le magnifiche sorti e progressive.
Qui mira e qui ti specchia,
Secol superbo e sciocco,
Che il calle insino allora
Dal risorto pensier segnato innanti
Abbandonasti, e volti addietro i passi,
Del ritornar ti vanti,
E proceder il chiami… “
Leopardi, XXXIV - LA GINESTRA, O FIORE DEL DESERTO
“E gli uomini vollero piuttosto
le tenebre che la luce.” GIOVANNI, III, 19.