Discorso di fine anno 2019 del Presidente Xi Jinping

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pcc 18mo congressodi Maria Morigi

Il discorso di fine anno del Presidente si segnala per la concretezza della prima grande battaglia di riforme intese a “sconfiggere la povertà”: propositi e risultati ottenuti in molti campi di sviluppo con l’obiettivo finale di liberare dalla povertà i residenti rurali e i distretti poveri.  Come pianificato, dice il Presidente, ciò si realizza grazie ad un grande sforzo collettivo che consolida le fondamenta del progetto.

Nel discorso di fine anno si pone l’accento sull’autentico sentimento patriottico del Popolo cinese dimostrato alla celebrazione dei 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese: “Siamo rimasti colpiti dalla potente forza del patriottismo. Le imponenti divisioni della parata e la sfilata dei cittadini pieni di entusiasmo hanno decorato Piazza Tian’anmen, facendola diventare un oceano di gioia. Tutta la Cina si è colorata di rosso, sui volti delle persone si vedevano sorrisi pieni di orgoglio, la canzone “Io e la mia patria” veniva trasmessa in ogni parte del Paese. Un sentimento patriottico che ci ha fatto commuovere. Lo spirito patriottico costituisce la colonna vertebrale della nazione cinese”.  


Nell’illustrare i successi della politica ambientale anti-inquinamento che valorizza aree urbane e scenari rurali e montani periferici, il Presidente si esprime in un linguaggio poetico che trova riscontro nei classici ed è vivamente apprezzato nella tradizione cinese: “lungo il tortuoso Fiume Giallo si percepisce la grandezza del cielo e delle acque, le quali scorrono con impetuosa tranquillità”.

Insieme ai grandi risultati dell’economia in infrastrutture, Sicurezza e Difesa, ecco le misure che interessano ogni singolo cittadino: “È stato alzato il limite minimo per l’applicazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche; è stato ridotto il prezzo di numerosi medicinali per uso quotidiano; la navigazione online è sempre più veloce e meno costosa, con grossi benefici per i cinesi che navigano sul web; la raccolta differenziata dei rifiuti sta guidando la nuova moda della vita a basse emissioni di carbonio”.  

Sono inoltre elencati i meriti di singoli eroi del lavoro, di cittadini che si sono spesi per la collettività, e anche le lettere ricevute dal Presidente provenienti dalle più lontane periferie, per dimostrare che il potere centrale vigila, presente e vicino a tutte le etnie e ad ogni esigenza locale che si può esprimere democraticamente nelle amministrazioni locali, provinciali e delle Regioni Autonome, ma anche trovare ascolto ai livelli più alti della gerarchia di Partito. 

Ci sono poi i rapporti con gli altri paesi, perché “nel 2019, la Cina ha continuato ad abbracciare il resto del mondo” attraverso la cooperazione internazionale, il rafforzamento di intese e progetti, dialogo e scambi, tanto che nel mondo i “paesi amici” sono ormai 180. I “compatrioti” di Hong Kong rimangono sullo sfondo delle “paterne” preoccupazioni per  un contesto sociale armonico e stabile nell’auspicio di quella prosperità che tutti meritano.

Nulla di ciò stupisce se si conosce il pragmatismo, ma anche il profondo senso della collettività dei cinesi, unito a ciò che per essi rappresenta l’Autorità statale. Poiché lo Stato ha sempre incarnato questa disciplina civilizzatrice che si realizza nell’Ordine, come ebbe a notare nel lontano 1934 Marcel Granet, studioso di sociologia e religioni orientali*. 

Soprattutto il Capo non può e non deve deludere, a lui con vengono richieste prove di forza, aggressività e/o dimostrazioni muscolari, poiché ciò che conta si realizza per propensione: nella Via indicata, nello spirito positivo, nell’organizzazione politico-comunitaria di ogni esperienza sociale, nell’efficacia misurabile dei risultati ottenuti. 

Aspetti questi che possono essere garantiti dalla figura “paterna” di un Timoniere che conosca e applichi un’ideologia sicura, fondata su valori di responsabilità etica individuale e cammino collettivo. Infatti “La responsabilità viene prima della libertà, il dovere viene prima dei diritti, il gruppo è superiore all’individuo, l’armonia è superiore al conflitto” aveva scritto Chen Lai, studioso di “saperi nazionali” all’Università Qinghua di Pechino e portavoce dell’ ideologia ufficiale di Partito, nell’ articolo “Conosciamo a fondo i valori distintivi della Cina”(Quotidiano del Popolo, 4 marzo 2015).

*Cit. da Marcel Granet, Il Pensiero cinese (Adelphi ed.): “All’origine delle categorie cinesi c’è un tentativo a lungo perseguito di “organizzazione dell’esperienza”… Esse sembrano opporsi alle nostre idee direttici e possono sorprendere per un atteggiamento ostile verso ogni astrazione. Ma i Cinesi hanno saputo elaborare una logica della gerarchia e dell’efficacia che coincide con il loro gusto per i simboli concreti… Nulla ha loro impedito di costruire tutta la loro saggezza su una psicologia di spirito positivo… Il credito delle nozioni che servono come princìpi informatori non dipende dalla moda di questo o di quell’insegnamento ma dall’efficacia lungamente provata di un sistema di disciplina sociale”

Cit. da Il libro della Virtù e della Via: “Lo scopo non è lo scopo ma è la via. Chi non ha fiducia non ottiene fiducia”. “Il buon guerriero non è aggressivo, un buon combattente non si lascia prendere dall’ira. Chi sa vincere non ha bisogno di dar battaglia, chi sa guidare gli esseri umani si mette al loro servizio”.