Xinjiang: le fake news dell'Impero

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xinjiang cinadi Giambattista Cadoppi

Sembra sia diventato di moda in alcuni ambienti particolarmente sensibili alla salute fisica e spirituale passare dal "vegetariano nell’intervallo tra un pasto e l’altro" (ossia il pio monaco calzato Gucci, il Dalai Lama) e concentrarsi sugli uiguri, cosa assolutamente nobile e disinteressata. Certo che occorrerà forse più di una pellicola di Hollywood per fare digerire il non proprio popolare islamismo radicale e soprattutto far sapere dove si trovi la misteriosa regione popolata da questo simpatico e pittoresco popolo. Il livello di comprensione dell’Occidente per tali fenomeni è dato dall’ex ministro degli esteri francese Kouchner, che aveva difeso il popolo degli “Yogurt” (anziché Uigur, in francese).


Uiguri sconosciuti (fino a qualche mese fa)

L’agenzia Reuters afferma che milioni di persone appartenenti ad un’etnia sconosciuta ai più, quella Uigura che rappresenta meno dell’1 per cento della popolazione cinese, sarebbero rinchiusi in campi di concentramento. Tre milioni di mussulmani costretti a mangiare carne di cane perseguitati dai loro carcerieri cinesi con una sorta di guerra biologica sparandogli contro costolette di maiale, ma soprattutto facendoli ubriacare con l’acqua di fuoco. La fonte, riporta la Reuters è attendibilissima: l’ONU. Chi potrebbe sospettare di una fonte tanto autorevole? Tanto più che i cinesi, contro l’uniteralismo americano, rivendicano periodicamente l’intervento delle Nazioni Unite. Ma c’è un “ma”.

La questione è più complessa. L’ONU delega ad un’istituzione indipendente dall'Organizzazione, il CERD che monitora l’eliminazione della discriminazione razziale, di relazionare sui diritti umani. Il sito web ufficiale di questo comitato chiarisce che è «un corpo di esperti indipendenti», non funzionari delle Nazioni Unite. Il CERD pubblica la relazione dello stato cinese poi ascolta tutte le relazioni delle organizzazioni più o meno umanitarie e fa una relazione finale dopo una discussione in cui i 18 membri di varie nazionalità chiedono di inserire i propri rilievi. Tra i 18 rappresentanti c’è anche la signora Gay McDougall la quale rappresenta uno stato, gli USA che praticamente non accettano la supervisione del CERD sul loro territorio. Gli USA infatti hanno sottoscritto solo cinque delle dichiarazioni dell'alto Commissariato dell'ONU sui diritti umani contro le otto della Cina.

Come nascono le fake news dell’impero? La precisazione dell’Alto commissariato ONU:

«Un portavoce dell'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite (OHCHR) ha confermato in una dichiarazione a Grayzone che l'accusa di "campi" cinesi non è stata fatta dalle Nazioni Unite, ma piuttosto da un membro di un comitato indipendente che però non parla per l'ONU nel suo insieme. Quel membro è stato l'unico americano nel comitato e non ha precedenti di studi o ricerche sulla Cina».

In una e-mail al sito di controinformazione Grayzone, la portavoce dell'Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR) Julia Gronnevet ha confermato che il CERD non era rappresentativo dell'ONU nel suo insieme. «Avete ragione sul fatto che il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale sia un organismo indipendente», ha scritto la Gronnevet «I commenti citati sono stati fatti durante le sessioni pubbliche del comitato quando i membri stavano esaminando i documenti forniti dallo stato cinese».

Sostanzialmente come funziona la cosa. Lo stato cinese manda una relazione, il CERD come organismo indipendente di 18 membri riceve le relazioni delle ONG dei diritti umani quasi tutte sponsorizzate dal Congresso americano, dal Dipartimento di Stato e dal NED poi i vari rappresentati fanno le loro osservazioni che vengono sintetizzate in un documento che raccoglie tutte le osservazioni. Dato che le osservazioni individuali si possono leggere nella discussione che avviene prima della stesura del documento è facile rilevare di chi sia la responsabilità per l’inserimento delle varie pareti del documento.

Chi è che ha voluto l’inserimento della parte incriminata del documento del CERD? La signora Gay McDougall, rappresentate americana (ma vah...) nel comitato. Allora cosa dice la signora McDougall:

«GAY MCDOUGALL, co-relatrice della commissione per la Cina, ha espresso preoccupazione per le numerose e credibili notizie che nel nome della lotta all'estremismo religioso e del mantenimento della "stabilità sociale", il partito di stato ha trasformato la regione autonoma uigura dello Xinjiang in qualcosa che assomigliava a un massiccio campo di internamento avvolto nel segreto, una "zona senza diritti", mentre i membri della minoranza uigura dello Xinjiang, insieme ad altri che erano identificati come musulmani, venivano trattati come nemici dello Stato basandosi solo sulla loro identità etno-religiosa. Il correlatore ha preso atto delle denunce di detenzione di massa di uiguri etnici e di altre minoranze musulmane turche, e stima che più di un milione di persone si trovavano nei cosiddetti centri di contro-estremismo e altri due milioni erano stati costretti nei cosiddetti "campi di rieducazione" per l'indottrinamento politico e culturale. Tutti i detenuti hanno violato i loro diritti processuali, mentre la maggior parte non è mai stata accusata di un reato, processata in un tribunale o offerta un'opportunità per contestare la legalità della loro detenzione. Le relazioni hanno inoltre indicato, ha continuato la signora McDougal, che il Partito di Stato stava trasformando anche le espressioni più comuni di significato etnico-religioso per i musulmani in un reato, compresi saluti quotidiani, possesso di determinati prodotti Halal e barba o barba indossa un velo integrale. I recenti emendamenti al quadro giuridico sono stati concepiti per consentire un controllo ancora maggiore dello Xinjiang Uyghur e di altri gruppi minoritari; gli emendamenti alla legge penale del 2015, la legge antiterrorismo del 2016, la legge sulla sicurezza informatica del 2017 e la legge sui regolamenti per gli affari religiosi emendata nel 2018 hanno stabilito definizioni imprecise e troppo ampie sui reati di sicurezza nazionale relativi al "terrorismo". È l'estremismo che ha consentito procedimenti giudiziari e condanne abusive, arbitrari e discriminatori».

Navigando nel WEB si scopre che la McDougall fa parte del consiglio dell’Open Society Justice Initiative. Sì la società del noto speculatore George Soros. Nella sua infinità bontà il compassionevole Soros la usa per mettere in atto i suoi piani tra i quali quello di una battaglia fatale contro Xi Jinping, il male assoluto, e dei suoi strumenti per schiavizzare l’umanità: la Huawei e la ZTE.

Il problema è l'accuratezza della Reuters e di altri che riferiscono che l'Onu ha detto che la Cina ha enormi campi di internamento per i musulmani uiguri. Ma non sono le Nazioni Unite nè l’OHCHR che hanno fatto tali affermazioni. La persona che le ha fatte è stata la correlatrice americana del CERD. La McDougall ha affermato di aver ascoltato resoconti credibili sull'esistenza di questi campi e ha sollevato la questione durante una riunione del comitato. Così, è lei che ha sollevato la questione in seno al Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione della discriminazione razziale, che non significa, chiaramente, dichiarare che le notizie siano vere a nome di tutta l'ONU. Poi c'è la questione dell'accuratezza delle relazioni e della credibilità delle fonti citate dalla McDougall, che minano l'accuratezza di ciò che la Reuters ha affermato.

Per quanto riguarda l’Italia (per dire) si pensi che:

«L’inottemperanza ( sui diritti umani) dell’Italia è talmente grave che il CERD ha ritenuto di inserire la questione nella procedura speciale di follow up: entro un anno da oggi il Governo sarà nuovamente chiamato a rendere contro dei progressi compiuti", commenta Carola Carazzone, responsabile dell’Ufficio diritti umani del VIS e portavoce del Comitato per la promozione e protezione diritti umani, cui aderiscono 74 associazioni e ONG italiane».

ONG. La maggior parte delle fonti sulla storia dei "campi" uiguri sono collegate al governo degli Stati Uniti

Innanzitutto quali sono le organizzazioni che vengono sentite? Lo dice già l’articolo della Reuters. I "Rapporti credibili" provengono da un gruppo di opposizione finanziato da governi occidentali senza alcuna trasparenza: la Rete dei difensori dei diritti umani cinesi (CHRD).

«Oltre a questo irresponsabile misreporting, la Reuters e altri media occidentali hanno tentato di colmare le lacune lasciate da McDougall, riferendosi alle relazioni del cosiddetto "gruppo di attivisti" della Rete dei difensori dei diritti umani cinesi (CHRD). Comodamente lasciato fuori dalla storia è che questa organizzazione ha sede a Washington, DC. Il CHRD, che riceve centinaia di migliaia di dollari in finanziamenti da governi “sconosciuti”, contrasta a tempo pieno il governo cinese e ha passato anni a fare campagne per conto di esponenti dell'estrema destra. Il CHRD non è affatto trasparente riguardo ai suoi finanziamenti o al personale. Le relazioni annuali contengono note che affermano: "Questo rapporto è stato prodotto con il sostegno finanziario di generosi donatori". Ma i donatori non vengono mai menzionati».

I moduli fiscali disponibili pubblicamente trovati da Grayzone mostrano che l'organizzazione è finanziata sostanzialmente da sovvenzioni governative. In effetti, nel 2015 praticamente tutte le entrate dell'organizzazione provenivano da sovvenzioni governative.

Nella sua testimonianza al Congresso USA, il segretario della CHRD Link ha insistito sul fatto che il governo degli Stati Uniti dovrebbe reprimere l'Istituto Confucio del governo cinese e finanziare invece i suoi programmi pro-USA in lingua cinese. Lo studioso americano Perry Link ha caratterizzato i programmi in lingua cinese come una potenziale arma americana contro il partito comunista cinese, sostenendo che potrebbero «molto probabilmente fare di più per smussare l'avanzata del PCC rispetto a quanto potrebbe fare l'aereo B-2 Spirit Bomber».

Queste sono alcune delle figure governative filo-americane e anti-cinesi che guidano la Rete dei difensori dei diritti umani cinesi. Altrimenti, ci sono pochissime informazioni pubblicamente disponibili su CHRD. Sembra essere in gran parte frutto del suo direttore internazionale, Renee Xia, un attivista dell'opposizione cinese che ha pubblicamente chiesto al governo degli Stati Uniti di imporre sanzioni ai funzionari cinesi in base al Magnitsky Act.

Il più recente rapporto della CHRD sulla Cina – quello citato da Reuters e da altri per dare credito alle accuse dei campi di rieducazione uigura – evidenzia ulteriormente i legami dell'organizzazione con Washington e l'imparzialità compromessa.

La fonte più citata nel rapporto CHRD, che rappresenta oltre un quinto dei 101 riferimenti, è Radio Free Asia (RFA), un'agenzia di stampa creata dal governo degli Stati Uniti. Insieme a Voice of America, Radio Free Europe/Radio Liberty, Radio y Televisión Martí e Middle East Broadcasting Networks, Radio Free Asia è gestito dal Broadcasting Board of Governors (BBG), un'agenzia federale del governo degli Stati Uniti sotto la supervisione del Dipartimento di Stato. Descrivendo il suo lavoro come «vitale per gli interessi nazionali degli Stati Uniti», lo standard di trasmissione principale di BBG deve essere «coerente con gli ampi obiettivi di politica estera degli Stati Uniti».

«La quasi totale dipendenza dalle fonti collegate a Washington è caratteristica dei rapporti occidentali sui musulmani uiguri in Cina e sul paese in generale, che presenta regolarmente titoli e accuse sensazionali. Oltre a CHRD e RFA, è comune che i rapporti citino il World Uighur Congress, un'organizzazione finanziata dal NED. In un recente evento NED, il redattore di Grayzone Max Blumenthal ha intervistato il presidente del World Uighur Congress Omer Kanat, che si è preso il merito di aver fornito molte delle informazioni sui campi di internamento ai media occidentali».

Il NED (agenzia semiufficiale della CIA) sponsorizza per sua stessa ammissione con 500.000 dollari annui la causa del separatismo uyguro. La CIA sponsorizzava la rivolta islamica in Afganistan contro i sovietici e questi per riconoscenza gli hanno fatto saltare (dice la CIA) le torri gemelle. Auguri!!!

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Per sapere cosa sia il NED basta leggere quel che dicono i suoi fondatori: «Un sacco di cose che facciamo oggi è stato fatto clandestinamente dalla CIA per 25 anni», ha detto Allen Weinstein, uno dei fondatori del National Endowment for Democracy, in un articolo pubblicato nel 1991 sul Washington Post. Creato nei primi anni Ottanta, ha come obiettivo il sostegno delle organizzazioni “pro-democrazia” nel mondo. Tuttavia, storicamente, gli scopi sono fissati dagli obiettivi di politica estera di Washington.

«Un'altra fonte preferita dai media del Congresso per informazioni sulla Cina è la Jamestown Foundation, un think tank neoconservatore fondato all'apice della Guerra Fredda dal personale dell'amministrazione Reagan con il supporto dell'allora direttore della CIA William J. Casey. Gli ex membri del consiglio di Jamestown includono Dick Cheney e Zbigniew Brzezinski. L'ultimo episodio di false segnalazioni di Reuters fa parte di una tendenza sempre più ostile, la copertura della guerra fredda alla Cina da parte della stampa occidentale che coincide con la spinta di Washington per il conflitto con Pechino. In una serie di dichiarazioni politiche, l'amministrazione Trump ha identificato ripetutamente la "minaccia" posta dalla "ascesa economica e militare" della Cina, con il segretario alla Difesa James Mattis che dichiara che "la competizione del Grande Potere, e non il terrorismo, è ora l'obiettivo principale degli Stati Uniti per la sicurezza nazionale"».

Oltre al Network of Chinese Human Rights Defenders (CHRD) tra coloro che vengono ascoltati dal CERD ci sono: Amnesty International, Asian Solidarity Council for Freedom and Democracy (giapponese con presidente tibetano e segretario uiguro), Group of Hong Kong Ethnic Minority students and youth, Happiness Realization Research Institute (HRRI), International Service for Human Rights (ISHR), Japan Network to Monitor Violations of the Universal Human Rights (JNMV), Southern Mongolian Human Rights Information Center (SMHRIC), The China Union of Anthropological and Ethnological Sciences. Le organizzazioni non legate all’imperialismo dei diritti umani sono, ovviamente, quelle cinesi: China Association for Preservation and Development of Tibetan Culture (CAPDTC), China Ethnic Minorities’ Association for External Exchanges (CEMAFEE), China Tibetology Research Center(CTRC),

Inoltre ci sono The Rights Practice, Human Rights in China (HRIC), Human Rights Watch (HRW), espressione diretta del dipartimento di Stato, del Congresso USA e del NED, International Free Tibet, Campaign for Tibet, The Tibet Bureau, Tibet Advocacy Coalition finanziati dal NED e espressioni del governo tibetano in esilio.

Crimini di pace delle ONG

Per capire di chi stiamo parlando basta riportare alcune vicende. Il documentario The Gate of Heavenly Peace sui fatti di piazza Tienanmen è del 1995. Il Long Bow Group, la società no-profit che ha prodotto il documentario, è stata fondata nel 1982 e produce media educativi. Richard Gordon e sua moglie Carma Hinton, figlia di William Hinton, ma nata e cresciuta in Cina, dove il padre – fervente comunista, nonché autore del famoso libro Fanshen – l’aveva portata, ne sono i fondatori. Il documentario, frutto del lavoro di sei anni, contiene molte immagini dei fatti del 1989 e ha suscitato delle controversie con il governo cinese, anche se i maggiori avversari del film sono stati i dissidenti e in particolare i leader studenteschi, non molto contenti di come sono stati ritratti.

La realizzazione del film fu una strada in salita; in un frangente a corto di fondi, alla regista Carma Hinton furono offerti diecimila dollari dal fondatore di Human Rights Watch (fondamentalmente una diramazione della CIA), a condizione di non includere, nel film, l’intervista videoregistrata di Philip Cunningham alla controversa leader studentesca Chai Lin. Chai ha tempestato di azioni legali questa società fino al 2009, quando è diventata “cristiana rinata” ed ha abbandonato il caso per «glorificare il Signore». Chai ha detto che solo Dio può salvare la Cina e ha testimoniato al Congresso sulla pratica “dell’aborto forzato” nel suo paese .

Il povero Cunningham, un giornalista onesto nonostante non si fosse fatto mancare nulla in fatto di cattive compagnie, è stato sottoposto a una «strana specie di sorveglianza, prima sotto forma di stalking telefonico da parte del fondatore di Human Rights Watch che ha chiamato i miei amici e parenti in modo da impedirmi di scrivere su Wei Jingsheng, ha dichiarato che lui solo aveva il diritto di pubblicare le lettere di Wei e più agghiacciante, a New York il difensore dei “diritti umani” era in grado di interrompere gli incontri in corso, mentre parlavo con gli editori delle lettere della prigionia».

Il giornalista viene anche derubato del nastro dopo una proiezione dell'intervista al diossidente Wei Jingsheng presso l’ufficio a Manhattan dell’Human Rights in China. I funzionari della ONG lo invitano a cena a Little Italy, nella speranza di convincerlo a dare loro una copia della cassetta, dato che non era entusiasta di condividerla. «Quando abbiamo parcheggiato di fronte al Ferrara Café, il co-fondatore di Human Rights in China con sollecitudine mi ha suggerito di “nascondere” la mia copia dell’ambita intervista nel bagagliaio della macchina di un amico mentre abbiamo mangiato cannoli e sorseggiato cappuccini. Dopo il dessert siamo tornati alla macchina per scoprire che il baule curiosamente era stato aperto e il nastro mancava, mentre nessuna altra cosa di valore mancava». Il suo ospite cinese, un feroce “China basher" (con questo termine si indicano gli urlatori anticinesi e con quello analogo “China hater” i propagatori dell’odio anticinese), rideva «dicendo che nella mia città natale di New York si commettono un sacco di reati». Cornuto e mazziato! Naturalmente l’Human Rights Watch è una di quelle organizzazioni “non-governative” direttamente finanziate dai governi, dal NED e, in ultima analisi, dalla CIA.

È problematico che mentre le maggiori organizzazioni imperialiste sono ben conosciute e rinnegate dalla comunità progressista, il lavoro dell’Human Rights Watch, in particolare, è ancora pienamente celebrato dalla sinistra, anche se il modus operandi dell’organizzazione è stato delegittimato da scrittori come Edward S. Herman e i suoi legami intimi con l’organizzazione chiave della manipolazione della democrazia, il NED, sono stati ampiamente riconosciuti.

Per una parte consistente delle organizzazioni non governative impegnate nei diritti umani formato export, la definizione è ovviamente un eufemismo, se non un’impostura palese. Non solo le organizzazioni sono governative, ma anche nelle mani dei servizi segreti e spesso la loro agenda non è né umanitaria né pacifica.

Bisogna stare molto attenti a queste “informazioni”. “Seguire il denaro” deve essere la parola d’ordine. Guardare chi li finanzia e chi si nasconde dietro di loro. Le GONGOS (western government orchestrated NGOs, ONG orchestrate dai governi occidentali), con una porta girevole verso il Dipartimento di Stato e la CIA, devono essere trattati con considerevole scetticismo. Occorre ricordarsi dei bambini nell'incubatore della prima guerra del golfo oppure, dei “Viagra Fueled Rape Gangs” di Gheddafi, per gentile concessione di Bernard Henry Levy. Un bel po' di neri africani si trovarono a dondolare dai lampioni grazie ad Al Jazeera oppure in vendita nei mercati degli schiavi libici. Occorre ricordarsi del falso attacco del gas siriano, gentilmente offerto a favore dei bombardamenti umanitari. Bisogna ricordare i rapporti falsi di HRW su «decine di migliaia di impiccagioni» in una prigione siriana, notizie basata su pura aria fritta. Costoro sono tutti comprovati bugiardi e propagandisti dell'Impero. Questo è quello che fanno. Questo è ciò per cui ottengono i soldi di Soros e della CIA.

«Come le “missioni civilizzatrici” che portavano il cristianesimo ai pagani offrirono in passato il pretesto per giustificare la conquista imperialistica di Asia e Africa, oggi la protezione dei “diritti umani” tramite le O(n)g può costituire la copertura per l’intervento militare di tipo imperialistico in tutto il mondo. In questo campo dei “diritti umani” le ambiguità, dianzi denunciate, dell’a-sinistra – che reputa avventatamente le O(n)g come la sola alternativa possibile, di fronte al declino dei movimenti di massa – portano diritto all’utilizzazione di simili organizzazioni per scopi del tutto contrari a quelli formalmente dichiarati» [1].

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Secondo il World Uyghur Congress la Cina vorrebbe vietare i costumi tradizionali. Qui è addirittura Xi Jinping che indossa il copricapo tradizionale uiguro

World Uyghur Congress

Cosa è il World Uyghur Congress? In generale queste organizzazioni vengono contrabbandate per “Non Governative” ma vengono rimpinzate di fondi dai governi e in particolare dal governo americano. Il World Uyghur Congress è membro del NED.

L’ambasciatore americano Charles Freeman recentemente ha detto: «L’America spende milioni di dollari l’anno per creare problemi nello Xinjiang».

Ovviamente il World Uyghur Congress e l'Uyghur American Association che si sono posizionati con cura come "non separatisti" per ottenere una sponda in Occidente come voci della pacifica società civile e le aspirazioni dei diritti umani dei popoli uiguri, per cui hanno ricevuto sovvenzioni di 275.000 e 295.000 dollari rispettivamente dal National Endowment for Democracy nel 2014 (il NED classifica questa area di attività come "Xinjiang/Turkestan orientale" che, data la presunta non esistenza di un Movimento per l’Indipendenza del Turkestan Orientale, è piuttosto "interessante”).

British Bullshitting Corp

Un caso tipico di dispensatore di balle a favore dell’Impero è il giornalista della BBC che è andato in Xinjiang (ma non era vietato andarci?) a fare un videoreportage e sostiene di avere delle foto satelliati dei campi dei rieducazione.

Smascherare le foto fake dei campi di concentramento è un gioco da ragazzi. La prima foto rappresenta un campo, questa è l'immagine che compare nel filmato e sarebbe del 2017:

cadoppi uiguri 03

così sarebbe diventata nel 2018:



In realtà era così il 25 aprile del 2019:



Quindi il campo da calcio non è stato sostituito da palazzine. Nessuna delle immagini mostrate nel video dimostra che questi siano campi di concentramento. È una cosa che possono fare tutti semplicemente prendendo le coordinate e andando su Google Maps. La cosa straordinaria è che il giornalista fa anche finta di essere un giornalista d’inchiesta e si beve candidamente le foto ritoccate. Un controllo del genere poteva farlo comodamente da casa sua senza andare in Xinjiang dove è potuto andare liberamente senza vedere nulla.

In Cina la BBC è chiamata British Bullshitting Corp. e il nome è associato (giustamente) agli spacciatori di oppio.

Le baggianate sul WEB

Un video che è stato visto più di un milione di volte ritwittato quasi 30.000 volte da quando è stato pubblicato il primo gennaio 2019 sui social media e dovrebbe mostrare un soldato cinese che picchia un musulmano uiguro per il possesso una copia del Corano. Il video mostra un uomo in uniforme mimetica che picchia un uomo in mutande sul pavimento di una stanza. La didascalia del tweet è: «Questo è un ufficiale cinese che picchia un Uiguro musulmano per essere in possesso di una copia del Corano a casa sua! Lo dovete mostrare al mondo per fare conoscere ciò sta succedendo nel Turkestan orientale. La Cina sta uccidendo tutti i musulmani. Per favore ritwittate per denunciare il terrorismo cinese contro innocenti musulmani».

https://lacrescitafelice.blogspot.com/2019/05/332-xinjiang-le-fake-news-dellimpero.html#more

Il 3 gennaio 2019, un alto diplomatico cinese a Islamabad, Lijian Zhao, ha detto che il video nel tweet è fuorviante non mostrava affatto un ufficiale cinese che picchiava un Uighur:

Lijian Zhao Zhao Lijian

@ zlj517

Notizie false! Non in lingua cinese !! Neanche la divisa è della polizia cinese !!! Questa è pura propaganda contro la Cina, cercano di sabotare le relazioni tra la Cina e i paesi musulmani. Non esiste il Turkestan orientale in Cina. Solo i terroristi e i loro simpatizzanti chiamano lo Xinjiang "Turkestan orientale".

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Il video è in realtà dal 2017 e mostra un soldato indonesiano che colpisce un ladro.

Credibilità della notizie

Ma veniamo alla ciccia. Vediamo la credibilità della notizia in sé.

Il World Uyghur Congress è andato a dire in sede ONU che ci sarebbero ben tre milioni di uiguri nei campi di concentramento in Xinjiang. La popolazione complessiva di questa nazionalità in Cina è di circa 10 milioni. Sottraendo il 35% dei ragazzi sotto i 18 anni e il 10% sopra i 60 anni se ci sono più di 3 milioni di uiguri nelle prigioni come riportato, non dovrebbe esserci praticamente nessun maschio adulto in giro e dovrebbero mancare pure qualche femmina.

Tre milioni di persone nei campi di concentramento. Mica pochi. Eppure queste affermazioni devono ancora essere confezionate da prove solide. Il Xinjiang ha solo 10 milioni di uiguri, se un terzo è detenuto, una guerra civile potrebbe essere già scoppiata. Se tali campi esistessero su una scala così massiccia, i satelliti statunitensi sicuramente all'avanguardia, in grado di catturare immagini ad alta risoluzione con precisione millimetrica, sarebbero in grado di dimostrare che esistono. Lo Xinjiang è difficile da raggiungere? Il turismo è una delle industrie principali nello Xinjiang. Nel 2017 oltre decine di milioni di persone hanno visitato questa regione autonoma della Repubblica popolare. Si possono trovare alcune guide turistiche, itinerari sulle attrazioni locali.

Provate a "visitare liberamente" Hebron per riferire sugli assassinii dell’IDF e i teppisti delle colonie sioniste e vedrete quanto lontano riuscite ad arrivare. Sui sei milioni di palestinesi (in gran maggioranza mussulmani) che vivono nel campo di concentramento all’aperto nessuna notizia dai nostri mainstream. Sono stati troppo impegnato a indagare sull"Antisemitismo" e a linciare chi li denuncia come è stato fatto con Jeremy Corbyn.

Xinjiang “Nuova Frontiera”

Gli argomenti che riporto sopra sono tra le questioni trattate da Maria Morigi, studiosa di Archeologia con parecchi soggiorni di studio in Cina, nel suo ultimo libro Xinjiang “Nuova Frontiera”, tra antiche e nuove Vie della Seta con la prefazione di Andrea Fais. La Morigi ha già pubblicato altri importanti testi: Appunti cinesi nel 2014; Il Patrimonio dell’Umanità. Geopolitica, civilizzazioni, ricerca archeologioca in Asia centrale e Afghanistan nel 2016; La perla del Drago, Stato e Religioni in Cina nel 2018.

Le pubblicazioni della Morigi non sono solo interessanti per i problemi di attualità (Geopolitica della Belt and Road, Organizzazione di Shanghai, autonomie regionali e indipendentismo) ma anche per l’alto livello scientifico di una specialista. Importante è l’ambientazione storica in una regione che fu un crocevia per religioni (Nestorianesimo, Buddismo, Islam), lingue, culture e popoli (indoeuropei, cinesi, mongoli, turchi). Si va dai misteriosi Tocari dalla pelle e occhi chiari agli Yuezhi, Xiongnu, uiguri (originariamente di religione buddista). Si va dalle stupefacenti Mummie di Terim alle oasi nel “Deserto del non ritorno”: dalle sculture rupestri alle tappe dell’antica Via della Seta percorsa da Marco Polo.

Già che si parla di regioni autonome segnalo infine un raro e ottimo testo non soggetto alla solita retorica dirittoumanista e prolamaista ma che investiga le più autentiche tradizioni dell’altra grande regione autonoma cinese: il Tibet. Costumi popolari tibetani di Chen Liming è grande affresco di tradizioni popolari che affondano le proprie radici in un remoto passato ma grazie alla tutela che ne è stata fatta dalla regione autonoma del Tibet sopravvivono nella modernità.

Maria Morigi, Xinjiang “Nuova Frontiera”, tra antiche e nuove Vie della Seta con la prefazione di Andrea Fais. Anteo Edizioni 2019.

Chen Liming: Costumi popolari tibetani. Anteo Edizioni 2019.

[1] ONG: Organizzazioni Non poco Governative il braccio disarmante del potere transnazionale. La Cotraddizione.