Il PCI in Cina – Cronaca di un viaggio di Francesco Maringiò (1)

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viaggio cina 640x853Ringraziamo il Dipartimento Esteri del PCI per la segnalazione della cronaca del viaggio in Cina del compagno Francesco Maringiò

A 200 ANNI DALLA NASCITA DI KARL MARX, A 170 DALLA PUBBLICAZIONE DE “IL MANIFESTO” E A 40 DALLE RIFORME DI DENG XIAOPING: CONFRONTO IN CINA TRA I PARTITI COMUNISTI DEL MONDO

Nel 2018 ricorre l’anniversario della nascita di Karl Marx , il 170esimo anniversario della pubblicazione del Manifesto ed il 40esimo anniversario dell’avvio della Politica di riforma ed Apertura e questi due temi saranno al centro degli eventi che si snoderanno lungo tre città cinesi: Shenzhen, Pechino ed Anhui. Il PCI ha risposto positivamente all’invito del PCC inviando in Cina il compagno Francesco Maringiò, della Direzione Nazionale del PCI e Coordinatore Politico del Dipartimento Esteri. Con questa prima cronaca Maringiò inizia a raccontarci il senso politico del suo viaggio. 


Cina – Giorno 1

Quasi 500 delegati in rappresentanza di più di 200 partiti provenienti da 100 paesi diversi si sono ritrovati Shenzhen per partecipare nei prossimi giorni al Dialogo tra il Partito Comunista Cinese e i Partiti Politici mondiali. La città del sud della Cina, situata di fronte ad Hong Kong, ospiterà tre giorni di dibattiti (altri sono previsti in altre città) organizzati dal Dipartimento Internazionale del PCC su quattro assi principali: “Racconti del PCC – Implementazione del pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi in una nuova era nel Guangodong”, il “seminario internazionale sul Marxismo nel 21mo secolo ed il futuro del socialismo mondiale”, il “secondo forum dei partiti politici Cina-Celac” (la comunità degli stati dell’America Latina ed il Caribe) ed il “quarto forum dei giovani leader Cina-Africa”. Tutti questi delegati sono stati divisi in diversi gruppi per partecipare a diverse attività specifiche e sono poi previsti momenti di attività comune.

Nel corso del primo giorno, il gruppo di partiti che con il PCI hanno partecipato alle attività comuni, ha avuto modo di visitare alcuni luoghi topici della città. Il primo posto visitato è stata la libreria, che rappresenta un mix straordinario fra tradizione ed innovazione. Accanto alle attività tradizionali della cultura cinese (calligrafia, stampa, mostre di pittura) si aggiungono le forme moderne della divulgazione e dello studio, per servire un’utenza media giornaliera di oltre 40.000 persone. Questa libreria è stata la prima a sperimentare i “distributori automatici di libri”, che ora è possibile notare anche il altre città cinesi e che permette di prendere in prestito i libri con la stessa facilità ed accessibilità con cui da noi si acquistano le bottigliette d’acqua alle macchinette. La libreria, situata in una struttura avveniristica dal punto di vista architettonico, pullula di studenti giovanissimi, forse alla prese con la preparazione all’esame di ammissione all’università. Ogni posto disponibile era occupato da studenti o semplici lettori.

Nel pomeriggio, invece, si sono visitate alcune strutture di sviluppo tecnologico, incubatoi di imprese e la Free Trade Zone, ma ciò che ha sicuramente colpito gli spettatori è stata la visita alla struttura di partito all’interno di Inno Park, che è un incubatole di imprese tecnologiche. La struttura di partito era ovviamente molto grande e la concezione stessa molto diversa da quella di un partito comunista (forza di opposizione) in un paese occidentale. Qui il partito elargisce servizi ed organizza la sua attività di propaganda, ma due sono gli aspetti a mio avviso interessanti:

- Rappresenta una sorta di “contro potere” all’interno di aziende private o miste (il motto scritto a caratteri cubitali è: “segui il nostro partito, avvia la tua attività”, a rappresentare il fatto che l’attività economica è incentivata, ma che il ruolo guida è affidato al Partito Comunista).

- Viene data grande attenzione al lavoro ideologico ed alla formazione politica dei militanti: nella biblioteca interna, infatti, sono stati installati dei dispositivi elettronici con i quali viene valutato il livello della cultura politica dei militanti, assegnandogli un punteggio.

Alla fine degli anni ’70, Shenzhen era un piccolo villaggio di pescatori alla foce del Perl Delta River. Qui con la Politica di Riforma ed Apertura voluta da Deng Xiaoping, inizia la trasformazione economica della città e di tutta la Cina: nel 1980 viene dichiarata Zona Economica Speciale e dal 1981 al 1993 ha un tasso di sviluppo medio annuo del 40% (la Cina, nello stesso periodo, cresceva del 9,8%). Ha rappresentato la porta di accesso della tecnologia e dello sviluppo di Hong Kong alla Cina continentale ed oggi è diventata la città dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. È la porta tecnologica della Repubblica Popolare, dove hanno sede molte delle società che stanno cambiando la Cina a una velocità senza paragoni nella placida Europa. Due nomi fra tutti: Huawei e Tencent, la prima realizza infrastrutture di rete e telefoni cellulari, la seconda il software WeChat. A queste si aggiunge la ZTE diventata famosa alle cronache di questi giorni, come emblema del braccio di ferro commerciale tra la Cina e gli Usa.Uno piccolo sguardo sull’imminente futuro di una città e di un Paese, che non vuole rinnegare la propria storia. 

Se in una prima fase delle riforme Shenzhen è stato il passaggio obbligato per le merci straniere in Cina, col tempo è diventato il passaggio della tecnologia ed oggi è diventato il luogo dove questa tecnologia si produce: qui hanno sede le principali società di produzione di smartphone in Cina (tranne Xiaomi) e si appresta a sviluppare tecnologia che permetterà alla Cina di raggiungere in 7 anni il 70% dell’autosufficienza in settori strategici fra cui robotica, aerospazio, tlc, intelligenza artificiale, grazie al piano “Made in China 2025.

Uno piccolo sguardo sull’imminente futuro di una città e di un Paese, che non vuole rinnegare la propria storia.

Fonte: https://www.ilpartitocomunistaitaliano.it/2018/05/28/il-pci-in-cina-cronaca-di-un-viaggio-di-francesco-maringio/