La Cina commemora il 59° anniversario della liberazione dei servi in Tibet

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tibet cina bandieradi Marx21.it

La Repubblica Popolare Cinese ha celebrato il 28 marzo i 59 anni dalla liberazione dei servi in Tibet.

I cinesi attribuiscono grande importanza a questa data e, in occasione del 50° anniversario era stato pubblicato dal Dipartimento Comunicazione del Consiglio di Stato della Cina, il “Libro Bianco” sul Tibet, in cui si afferma che l'emancipazione di 1 milione di servi in Tibet ha rappresentato una conquista rilevante almeno quanto il movimento contro la schiavitù negli Stati Uniti d'America ai tempi della guerra civile (1861-1865).

Il libro bianco spiega che la decisione del governo cinese di soffocare la ribellione armata dei feudatari proprietari di servi il 10 marzo 1959 e di emancipare gli abitanti del Tibet dalla schiavitù “riveste un'importanza enorme non solo nella storia dello sviluppo dei diritti umani in Cina, ma anche nella storia contro la schiavitù nel mondo intero”.


“L'importanza di questa azione è comparabile con la liberazione degli schiavi durante la guerra civile statunitense”, si legge nel volume intitolato “Cinquant'anni di riforme democratiche in Tibet”.

Dopo la repressione della ribellione e la fuga del 14° Dalai Lama e dei suoi seguaci all'estero, il governo cinese ha attuato la riforma democratica che finalmente ha arrecato profondi cambiamenti nella regione tibetana.

“Quando la cricca del Dalai Lama ha lanciato la ribellione armata su grande scala per conservare la servitù feudale teocratica, il governo cinese ha intrappreso azioni per porre fine alla rivolta allo scopo di difendere l'unità nazionale ed emancipare i servi e gli schiavi del Tibet”, sottolinea la pubblicazione.

Il documento afferma anche che la storia ha dimostrato quanto l'abolizione della servitù, la liberazione dei servi e degli schiavi e la conservazione dell'unità nazionale contro la secessione rappresentino eventi progressivi e cause giuste per la protezione dei diritti umani e abbiano garantito la salvaguardia della sovranità nazionale.

Il libro bianco accusa il Dalai Lama, appoggiato dalle forze contrarie alla Cina in Occidente, di nascondere l'esistenza della servitù feudale, ingannando in tal modo la comunità internazionale.

“Da quando è fuggito all'estero, il Dalai Lama non ha mai cessato le sue attività separatiste per sabotare lo sviluppo stabile del Tibet”, si legge nella pubblicazione.

Il libro accusa “le forze contrarie alla Cina in Occidente” di “accusare il governo cinese, che ha abolito la servitù feudale e ha emancipato i servi e gli schiavi, di violare i diritti umani”. “Ciò è completamente assurdo e sospetto”, afferma il libro bianco.

Fonte: Agenzia Xinhua