007 missione Nordcorea. Il mistero della stanza 39.

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coreadelnord stadiodi Francesco Galofaro, UNITO

Come semiologo trovo affascinante la propaganda anticoreana. A differenza, ad esempio, della propaganda anticinese, non c'è nessuno sforzo di verosimiglianza nella descrizione delle gesta di Kim Jong Un.

E' costantemente descritto come il mito greco dipinge i tiranni: per esempio, Kim avrebbe gettato lo zio in pasto ai cani; allo stesso modo Creonte, tiranno di Tebe, lasciò insepolto e alla mercé dei cani il corpo del povero nipote Polinice, reo di aver tradito la patria.


Certamente questo è un primo motivo, di ordine molto generale, per cui non mettiamo in discussione questo genere di propaganda: l'efferatezza del tiranno fa parte del nostro bagaglio mitologico. Così, un quotidiano come Repubblica, in prima fila contro le fake news, ha confermato ancora una volta la propria serietà e professionalità riportando la notizia senza verificarla [1]. Non mancano le risurrezioni, con personaggi che tornano in vita dopo presunte, feroci esecuzioni, come Hyon Song-wol, cantante nord coreana, che sarebbe stata fucilata sotto gli occhi dei familiari per aver girato un video pornografico (oltre che per il possesso illegale di una bibbia) [2] salvo ricomparire nella delegazione che ha rappresentato la Corea del Nord alle ultime olimpiadi.

La Stanza 39

In un articolo che ho recentemente dedicato alle accuse di pirateria rivolte contro la Corea del Nord ritornava con insistenza un dettaglio che mi suonava noto: la Stanza 39. Ovvero, un ufficio nordcoreano che – secondo la stampa occidentale – organizzerebbe attività criminali di ogni genere. Ad esempio:

1) controlla fabbriche, società commerciali, miniere ecc. mettendo questi fondi a disposizione del leader supremo, sottraendole al bilancio dello Stato (Fonte: Loretta Napoleoni, autrice di studi economici molto seri [3]).

2) controlla 10.000 hacker dediti a giocare a Word of Warcraft online, allo scopo di rastrellare beni virtuali del gioco per poi ‘cambiarli’ in valuta reale vendendoli ad altri giocatori (Fonte: Repubblica [4]).

3) stampare dollari falsi, contrabbandare medicine e sigarette per rifornire il regime di droga (fonte: Il Foglio [5]).

La questione è: perché è sempre l'ufficio 39? E non il 33, il 90, il 77? Infatti, le sue occupazioni sono le più eterogenee. Anche Wikipedia gli dedica una pagina [6], secondo la quale l'Unione europea avrebbe sostenuto l'esistenza di un collegamento tra la stanza 39 e il KNIC, organizzazione colpevole di frodi assicurative, mentre l'articolo sopracitato del Foglio assicura che gli USA hanno calibrato le proprie sanzioni sulle attività dell'Ufficio 39. E se gli USA la sanzionano, allora deve esistere; come dubitarne?

Sveliamo il mistero

La stanza 39 sembra davvero uscita dalla fantasia di uno scrittore di romanzi di spionaggio, e infatti si ritrova in diversi romanzi complottisti – gli stessi che si occupano di invasioni aliene e dell'Area 51. Ma mi ero già imbattuto in questo “numero magico” altrove. In principio avevo pensato a Marcel Proust, Le temps retrouvé, ma il numero della stanza non coincide (è il 43). E poi i giornalisti del Washington Post o del New York Times che inventano frottole sulla Corea del Nord non leggono certamente Proust. Poi mi sono ricordato di un libro di Andrew Hodges, un matematico inglese che ha raccontato il modo in cui Alan Turing decifrò il codice ENIGMA, impiegato dai nazisti per cifrare le proprie comunicazioni belliche durante la seconda guerra mondiale [7]. Stando agli storici, un piano per impadronirsi del codice era stato proposto niente di meno che da Ian Fleming, futuro scrittore dei romanzi di James Bond. Fleming era tenente comandante presso la sezione navale del servizio segreto britannico, agli ordini dell'ammiraglio John Godfrey. Quest'ultimo aveva radunato intorno a sé un think tank di una ventina tra uomini e donne, civili e militari, con varie mansioni, che rispondevano direttamente alle richieste di Winston Churchill [8]. La sede di lavoro era l'ammiragliato, stanza 39. Uno studio approfondito sulle attività della stanza 39 è stato pubblicato da Donald McLachlan, collega di Fleming presso il servizio segreto e fondatore del Sunday Telegraph [9].

Le radici narrative della propaganda

Ecco spiegato il successo della stanza 39 nella propaganda anticoreana. Come scriveva Umberto Eco proprio a proposito di Fleming, il romanzo d’appendice ha fornito alla propaganda, al giornalismo, all'industria culturale e non solo, un modello di schema narrativo ed ideologico [10]. La stanza 39 fa parte a pieno titolo della cultura pop occidentale, attraverso la mediazione dei romanzi di James Bond. Il mondo del servizio segreto inglese rappresentato da Fleming deve molto alla sua esperienza nell'M16: basta ricordare il capitano Sir Mansfield George Smith-Cumming primo direttore del servizio segreto britannico, che amava firmarsi “C”, ed è il modello di Q ed M, capi della divisione ricerca e sviluppo del servizio segreto finzionale inventato da Fleming. In sostanza, la stanza 39 è il vettore ideale per inoculare le fantasie più sfrenate sulla Corea del Nord, perché è già parte della nostra cultura e non possediamo anticorpi per difenderci da questo genere di propaganda. Ci credono perfino l'UE e la Casa Bianca, e ci crediamo anche noi. Non perché provochi sdegno e indignazione, come le fosse comuni, lo stupro etnico, le armi chimiche; al contrario, ci crediamo perché bersela è un piacere: proprio come in un film d'azione, sospendiamo la nostra incredulità di fronte a un immaginario di avventura in cui amiamo identificarci.

NOTE

https://www.repubblica.it/esteri/2014/01/03/news/corea_del_nord_esecuzione_shock_dello_zio_del_dittatore_kim_sbranato_da_120_cani_affamati-75054412/

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/30/sesso-video-rock-la-vendetta-di-kim.html

3 Loretta Napoleoni, Kim Jong-Un il nemico necessario, Milano: BUR, 2018, p. 79.

https://www.repubblica.it/tecnologia/2011/08/12/news/gli_hacker_di_pyongyang_si_danno_ai_videogame_raccogliere_fondi_nei_giochi_di_massa-20361526/

https://www.ilfoglio.it/articoli/2010/09/04/news/il-mistero-della-stanza-39-67449/

https://en.wikipedia.org/wiki/Room_39

7 Andrew Hodges, Alan Turing. Storia di un enigma, Torino, Bollati Boringhieri.

8 Cfr. Andrew Lycett, Ian Fleming, Orion Publishing, 2009 [1995].

9 Donald McLachlan, Room 39: Naval Intelligence in Action, 1939-45, Weidenfeld and Nicolson, 1968

10 Umberto Eco, Il superuomo di massa, Milano, Bompiani, 1976.