L’ora di un grande patto per la Corea del nord?

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coreaddelnord ballodi Diego Angelo Bertozzi
da cinaforum.net

Non le proteste internazionali, non le condanne, non le sanzioni in sede Onu (a sostegno delle quali si è schierata anche una Cina storicamente mal disposta verso questo strumento, essendone una vittima) né tantomeno improvvide dichiarazioni belliche (l’attacco militare tra le opzioni prese in considerazione) come quelle rilasciate dal segretario di Stato Usa Rex Tillerson: per trovare una soluzione, tanto condivisa quanto stabile, alla crisi che interessa la penisola coreana e l’Asia orientale servono nuove idee, meno scontate e più coraggiose. Perché l’urgenza è quella di fermare la corsa di due treni – per riprendere l’espressione del ministro degli Esteri cinese Wang Li – “che vanno verso lo scontro con i rispettivi conducenti che non hanno alcuna intenzione di frenare“.

C’è bisogno di opzioni meno scontate, soprattutto, perché potrebbero persino portare ad accettare quanto fino ad oggi è considerato impensabile, soprattutto lungo le rive del Potomac: una Repubblica democratica popolare di Corea come “normale” Stato nucleare pienamente integrato nella comunità internazionale. 


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