Basta con la profanazione della memoria antifascista in Ucraina

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ucraina sfregiomonumentidi Servizio stampa del Partito Comunista di Ucraina

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Petro Simonenko: “Come hanno ripetutamente affermato i comunisti, e come ho dichiarato come leader del Partito comunista all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, negli incontri con i leader della sinistra e dei partiti operai, con le direzioni di varie organizzazioni internazionali, esiste un enorme pericolo per i diritti umani e le libertà in Ucraina, rappresentato da organizzazioni nazionali estremiste e neonaziste, dalla glorificazione del fascismo e del nazismo, dalla fascistizzazione della sfera dell'informazione, il tutto elevato al rango di politica statale.


Prova di ciò sono le numerose profanazioni delle tombe e la distruzione dei monumenti dedicati ai comandanti militari e soldati dell'Armata Rossa, che liberarono i popoli d'Europa dal giogo hitleriano” (Dal discorso alla 37a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del 21 marzo 2018)

La notte del 21 giugno, i vandali nazisti hanno commesso un atto di vandalismo sulla collina della gloria a Leopoli. I criminali hanno imbrattato con la vernice gialla la tomba del leggendario ufficiale dell'intelligence sovietico Nikolai Kuznetsov, oltre a diversi altri monumenti.



Sulla tomba di Kuznetsov sono scritte le parole "il nemico dell'UPA" (l'organizzazione dei collaborazionisti hitleriani), e nel centro della lapide è dipinto un tridente.



Le autorità filo-fasciste di L'vov si stanno preparando a smantellare il Monumento della Gloria nella via Stryjskaya, e a tal fine il sito del futuro crimine è già stato recintato. La decisione sull'immediato smantellamento è stata presa dopo un altro atto di vandalismo, a seguito del quale la teppaglia neo-nazista ha mutilato il monumento con asce e martelli.



Ricordiamo che a Chernigov nel Viale degli Eroi, i vandali nazisti hanno versato vernice rossa sul monumento al colonnello generale Mikhail Kirponos, che comandò la difesa della capitale ucraina sovietica di Kiev nell'estate e nell'autunno del 1941.



A Poltava è stato celebrato il compleanno del Führer - i Vandali hanno profanato il monumento della Madre Addolorata. I nazisti hanno imbrattato con vernice nera il monumento ai cittadini di Poltava che morirono durante la Grande Guerra Patriottica e hanno scritto un saluto a Hitler.



Il 18 aprile gli estremisti del gruppo neo-nazista "S14" hanno profanato le targhe commemorative sul Viale della Gloria di Odessa. Giovani fascisti hanno coperto i nomi delle città eroiche sovietiche situate in Russia.



Il 13 aprile 2018, i neo-nazisti di "S14" e "Settore di destra" hanno demolito la fioriera del monumento del generale dell'esercito Nikolai Vatutin.



In precedenza i vandali nazisti hanno distrutto una lapide commemorativa sul monumento al generale Vatutin nella città di Berdichev, nella regione di Zhytomyr.



E nella città di Boyarka, nella regione di Kiev, i gruppi neonazisti controllati dal Ministero degli Interni e dal Servizio di sicurezza sono riusciti a demolire il monumento a Pavka Korchagin.



Di questo gli estremisti stessi hanno riferito su Facebook: “"Non c'è più Korchagin a Boyarka. Il monumento al combattente contro l'indipendenza ucraina nel 1918 è stato rimosso dalle autorità locali grazie al gentile contributo del S14, del Corpo nazionale e alle formazioni nazionali", si legge nel comunicato.



A Dnepropetrovsk, nella notte del 1 ° gennaio 2018, i vandali fascisti hanno profanato il monumento ai "Partecipanti a eventi rivoluzionari morti per l'affermazione del potere sovietico a Yekaterinoslav" ("Monumento ai comunardi").



L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 19 dicembre 2017, aveva di nuovo sostenuto l'appello della Russia a combattere la glorificazione del nazismo. Il progetto di risoluzione russo sulla lotta al razzismo e alla discriminazione razziale, che condanna la glorificazione del nazismo, è stato adottato a maggioranza.

Contro, come d'abitudine, solo gli Stati Uniti e l'Ucraina (l'Italia del governo Gentiloni si era astenuta, NdT).