L’Ucraina mette al bando altri 13 canali televisivi russi e la democratica Europa tace

Stampa

di Eugenio Cipolla*
da www.lantidiplomatico.it

«Risolveremo la crisi politica al più presto. Non ci saranno elezioni legislative anticipate, perché la coalizione parlamentare sceglierà la strada delle riforme e del cammino europeo». E’ un Petro Poroshenko con le idee chiare quello che oggi è arrivato a Bruxelles. Il presidente ucraino è volato nel capoluogo dell’Europa che conta per sostenere alcuni colloqui con Angela Merkel, François Hollande, Jean-Claude Juncker e Martin Schulz. Con quest’ultimo Poroshenko ha discusso anche del caso di Nadia Savchenko, l’ex pilota militare ucraina detenuta in Russia con l’accusa di aver favorito l’uccisione di due reporter russi in Donbass.

Al presidente dell’Europarlamento, il capo di Stato ucraino ha chiesto una moral suasion per convincere l’Ue a varare nuove sanzioni contro la Russia, in modo tale da aumentare la pressione e ottenere la liberazione della Savchenko. L’amministrazione presidenziale ha reso noto di aver trasmesso al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, un elenco di persone coinvolte in quello che secondo gli ucraini è un processo politico. Le speranze che ciò possa muovere la situazione in favore di Kiev sono davvero poche e, dunque, Poroshenko, almeno in patria, tornerà sventolando un risultato che potrebbe dargli una boccata d’ossigeno in termini di gradimento.


CONTINUA A LEGGERE