La demonizzazione della Russia è pericolosa per il mondo intero

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putin obama demonizzazionedi Anton Krylov | da investigaction.net

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Negli ultimi anni la Russia ha conosciuto diversi attacchi mediatici da parte dell'occidente. Ma negli ultimi tempi, questi attacchi hanno la strana tendenza a focalizzarsi sul fatto che la Russia dispone di un importante arsenale di armi nucleari. È grande il rischio che la guerra dell'informazione degeneri in un conflitto molto più pericoloso.

Nel romanzo di anticipazione SNUFF, di Victor Pélévine, l'azione si svolge in un futuro post apocalittico dove, dopo una guerra nucleare mondiale e una serie di conflitti locali, la popolazione della terra è diventata un decimo. Quando i giovani eroi domandano come è avvenuta la catastrofe, gli viene risposto che nel mondo di prima della guerra, le genti confondevano troppo spesso i film con le notizie: “Di conseguenza, se in un film un qualsiasi popolo veniva costantemente rappresentato come un manipolo di assassini e degenerati, questa era in realtà una informazione. Ma la si faceva passare per del cinema”. La guerra è cominciata dopo che certe persone “si sono fatte un film su un altro paese, poi hanno immaginato che fossero informazioni, quindi si sono messe in un grande stato di eccitazione e hanno cominciato a bombardare questo paese”.


La prima del nuovo film della Bbc, La Storia di una guerra nucleare iniziata dalla Russia, coincide questa volta con una dichiarazione del Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo la quale la Russia avrebbe simulato un attacco nucleare contro la Svezia nel 103. Dov'è il film e dove sono le notizie?

Annunciando che la Russia avrebbe studiato uno scenario di attacco nucleare alla Svezia, Stoltenberg non ha spiegato perché dovrebbe succedere una cosa simile. Tra la Russia e la Svezia non esistono conflitti irrisolti. Secondo la dottrina militare della Federazione Russa, l'utilizzo delle armi nucleari non è possibile che “in risposta all'utilizzazione contro essa e/o contro i suoi alleati si armi nucleari o di altre armi di distruzione di massa, così come nel caso di un'aggressione contro la Federazione Russa con l'utilizzo di armi convenzionali, nel caso che l'esistenza stessa del paese fosse minacciata”.

In primo luogo la Svezia non possiede armi di distruzione di massa. Inoltre non è serio immaginare che le forze armate svedesi, che non hanno combattuto da 202 anni, possano costituire una minaccia per l'esistenza della Russia. E quand'anche si mettesse in dubbio la dottrina militare, e si supponesse che la Russia potesse cominciare una guerra d'aggressione con delle armi nucleari, basterebbe ragionare un minuto: perché rovinare una bomba nucleare molto costosa per una Svezia praticamente inoffensiva, quando ci sono un gran numero di obiettivi nel mondo contro i quali questa bomba potrebbe essere utilizzata con maggior beneficio?

Così, nella narrazione di Stoltenberg la Russia è rappresentata nei tratti di un malfattore demente nello stile del Sorge del “quinto elemento”, il cui fine è di uccidere tutto il mondo prima di morire lui stesso. Questo non ha niente a che vedere con la realtà, e il fatto che delle persone con questa immagine della Russia occupino le più alte funzioni alla Nato è senza dubbio inquietante dal punto di vista della sicurezza mondiale.

Il film della BBC, come si addice ad un'opera d'arte, è più sfumato rispetto all'incubo apocalittico del Segretario Generale della Nato.

In questa realtà immaginaria, tutto comincia con una “Primavera russa” in Lettonia: i russofoni locali si sollevano contro l'oppressione della “nazione titolare”, gridando “Russia! Russia!”, la folla  comincia a cambiare le bandiere sul Comune di Daugavpils e prende il controllo non solamente della città, ma anche di altri agglomerati nell'est del paese, così come della zona di frontiera con la Russia… Si sentono degli appelli per la conclusione di una Unione Latgale-russa e per un referendum sul riconoscimento della “Repubblica popolare di Latgale”.

Dopodiché la Russia invade la Lettonia, e dopo l'intensificarsi del conflitto, lancia un attacco nucleare su una nave da guerra britannica (ancora una volta bombe nucleari dispensate che vanno via come il pane). Washington, che ha anch'esso perduto una nave da guerra, ignora i consigli del governo britannico e lancia a sua volta un attacco nucleare su un “obiettivo militare russo”, spingendo così la Gran Bretagna a una “guerra nucleare su grande scala”.

Man mano che la tensione aumenta e che lo “scenario catastrofe” si avvicina al suo apogeo, nel posto di comando si apprende che Putin ha “ordinato” che il colpo nucleare successivo colpisca Londra. Dopo una lunga riflessione, i britannici decidono alla fine di non rispondere. La storia finisce così.

Così il film raggiunge tre obiettivi propagandistici.

Il primo – i cittadini russofoni della Lettonia sono etichettati come una “pericolosa quinta colonna”, da cui ci si può aspettare in ogni momento un'opposizione ai valori europei. Data la popolarità crescente del Sindaco di Riga Nil Ouchakov, questa ipotesi rappresenta un attacco diretto contro di lui e contro il suo partito “Armonia”.

A proposito dell'assurdità del film britannico, l'ambasciatore della Russia in Lettonia Alexandr Veshnyakov, ex capo della Commissione elettorale centrale, ha detto: “lavoro in Lettonia da 8 anni e non conosco qui alcuna organizzazione separatista, in condizione per di più di prendere il potere, addirittura in una città di frontiera (e nel film ce ne sono 20). Qualsiasi esperto indipendente che conosca la situazione della Lettonia ve lo confermerà. Questo scenario è totalmente artificioso e persegue degli obiettivi politici. Innanzitutto condurre una guerra dell'informazione per demonizzare la Russia. In secondo luogo, per giustificare le richieste dei gruppi di pressione militari che mirano a quadruplicare le spese della Nato in Europa. In terzo luogo, screditare tutte le forze politiche che, in Lettonia o in Europa, considerano la Russia senza pregiudizi e adottano una posizione pragmatica rispetto ad essa”.

Il secondo obiettivo – la Russia, come anche nel discorso di Stoltenberg, viene dichiarata un paese irresponsabile, pronto all'utilizzo della forza nucleare “così, tanto per fare”, senza riguardo per quello che prevede la sua dottrina militare.

Infine, il terzo obiettivo propagandistico – i politici e i militari britannici possono mostrarsi sotto una buona luce, del tipo: non permetteremo la distruzione dell'umanità e la guerra mondiale nucleare.

Il film della BBC è del cinema che in realtà è informazione. E il discorso del Segretario Generale della Nato è in realtà del cinema. Il risultato congiunto è molto semplice: la Russia appare come uno stato aggressivo irresponsabile, pronto a usare le armi nucleari alla minima provocazione o anche senza di essa.

Non che queste menzogne dolgano molto – le idee occidentali sulla Russia rappresentata come un orso, pronto a divorare qualsiasi cosa gli passi vicino, hanno già molti anni. Il problema è che, conformemente al triste pronostico di Pelevin, i politici occidentali si mettono in uno stato di agitazione incredibile, e la minima provocazione (comprese quelle organizzate da terzi) potrebbe avere delle conseguenze imprevedibili.

Se per esempio (proviamo a sognare alla maniera di Stoltenberg e della BBC) un terrorista dello Stato Islamico facesse esplodere nel centro di Stoccolma una “bomba sporca” e lasciasse sulla scena del crimine una bandiera russa e una tessera di un agente del KGB, chi può garantire che Washington, su richiesta di Stoccolma, non decida immediatamente un “colpo di rappresaglia” contro “l'aggressiva Russia”? E in questo caso, in piena conformità con la dottrina militare, la Russia non potrebbe non rispondere – e questo sarebbe la fine della civiltà umana nella forma attuale.

Bruciando tra le fiamme dell'esplosione termonucleare, i lavoratori della BBC non avranno il piacere di pensare al ruolo che avranno giocato nella loro produzione televisiva con la demonizzazione della Russia.

Fonte: http://www.vzglyad.ru/politics/2016/2/4/792337.html