Una nuova fase nelle relazioni tra Russia e Georgia?

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La dichiarazione del presidente della Russia Vladimir Putin preannuncia l'inizio di una nuova fase delle relazioni russo-georgiane, ha affermato, il 22 dicembre, il presidente del Partito Comunista Unificato della Georgia Temur Pipia in un incontro con i giornalisti presso il Centro della Stampa Internazionale di Tbilisi.

Il presidente della Russia Vladimir Putin, in occasione della conferenza stampa di fine anno, ha dichiarato che l'integrità territoriale della Georgia spetta alla scelta delle popolazioni georgiane, dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia. “Non siamo stati noi a dare inizio al deterioramento delle relazioni (con la Georgia), ma siamo pronti a ripristinarle anche per quanto riguarda l'integrità territoriale della Georgia che, prima di tutto, è affare dei popoli georgiano, ossetino del sud e abkhazo, insieme ai quali occorre operare. E noi accetteremo qualunque decisione” -, ha detto Putin 

“La dichiarazione di Putin è stata di grande importanza. Possiamo dire che questa dichiarazione preannuncia una nuova fase nelle relazioni russo-georgiane. Vedremo se ci sarà la stessa volontà politica da parte della Georgia, della sua dirigenza politica... La Russia ancora una volta ha dimostrato la propria disponibilità ad affrontare seriamente tale questione e a giocare un ruolo positivo allo scopo di ristabilire le relazioni tra georgiani, ossetini e abkhazi. Riteniamo che la Russia sia l'unico paese in grado di svolgere questo ruolo e di portare un contributo importante in questo affare. Noi non vediamo altri possibili intermediari, e la stessa cosa pensa il popolo georgiano. Noi siamo popoli fratelli che hanno una storia in comune. Dobbiamo parlare tra noi, parlare con gli osseti e gli abkhazi insieme alla parte russa”, - ha dichiarato Pipia.


Secondo il presidente del partito “Georgia Neutrale” Valery Kvaratskhelia, il governo georgiano dovrebbe, innanzitutto, avere consapevolezza e accettare il fatto che quanto commesso dalle autorità del paese (lo scatenamento, da parte di Saakashvili, della disastrosa guerra contro la Russia, su istigazione degli alleati e protettori statunitensi, ndt) nel 2008 ha rappresentato un errore fatale.

“Il presidente della Federazione Russa ha evidenziato un punto molto importante, di cui la Georgia dovrebbe tenere conto. Ma nella dirigenza georgiana non ci sono persone che siano in grado di fare passi in questa direzione, e di comprendere fino in fondo cosa significano le affermazioni di Putin. Vladimir Vladimirovic ha parlato di integrità territoriale della Georgia e dell'abolizione del regime dei visti. Il Primo ministro Garibashvili, rispondendo si è dimostrato l'unico a capire correttamente ciò che è stato detto. Ha apprezzato e lo ha giudicato un buon passo. Ma questo ha colto solo un aspetto. Il presidente della Federazione Russa ha parlato dell'integrità territoriale della Georgia e questo rappresenta l'aspetto più significativo per il paese. Perché Putin ha affermato che il problema sarà risolto solo quando i georgiani saranno in grado di negoziare con ossetini e abkhazi. E' un punto molto importante, non solo un suggerimento, il fatto che abbia detto: cercate di negoziare, cominciate a lavorare”, ha osservato  Kvaratskhelia.

Tbilisi aveva rotto le relazioni diplomatiche con la Russia dopo il riconoscimento da parte di Mosca dell'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud (la regione di Tskhinvali) nell'agosto 2008.

I rappresentanti del nuovo governo della Georgia, saliti al potere a seguito dei risultati delle elezioni parlamentari nell'ottobre 2012, hanno indicato nella normalizzazione delle relazioni con la Federazione Russa una delle priorità fondamentali della politica estera del paese, ma non a scapito del principio dell'integrità territoriale della nazione.

Tratto da http://sputnik-georgia.ru/politics/20151222/229559513.html#ixzz3vEUvB29T